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Servizio di Luca Alvieri @riproduzione riservata
Non tutte le ciambelle escono con il buco. Cosi potremmo definire la prestazione del Milan ieri sera allo Juventus Stadium, dove per il settimo anno consecutivo esce a mani vuote. Il buco, per l’appunto, sono ovviamente i punti, perché sono mancati solo quelli alla squadra di Rino Gattuso per dare il giusto sapore alla perfetta ciambella che ne stava venendo fuori.
Il Milan gioca infatti una bellissima gara, dove più volte ha rischiato di portarsi in vantaggio dopo il pareggio-goduria da parte di Bonucci, che ha zittito i tifosi bianconeri che fino a quel momento lo avevano fischiato. Non spaventa infatti il gol lampo di Dybala, al quale i giocatori rossoneri reagiscono alla grande. Fare punti a Torino, però, era fondamentale per il Milan, visto che l’Inter qualche ora prima aveva passeggiato contro un sempre più moribondo Verona. I punti di distacco dai cugini sono ora ben 8 e il treno Champions, ormai, è giunto all’ultima fermata: il derby.
Tra due giorni Milano sarà dunque l’epicentro del campionato, con la sfida scudetto tra Juve e Napoli che si prende una pausa per tenere gli occhi puntati sopra San Siro. Perdere il derby, infatti, vorrebbe dover dire addio ad ogni sogno Champions per i tifosi rossoneri. Anche solo pareggiarlo. Per diminuire il divario con i cugini al Milan resta solo una fermata: la vittoria. Vincere la stracittadina vorrebbe dire diminuire il divario a soli 5 punti e sperare in un altro passo falso dei nerazzurri prima dello scontro con la Juve. Il Milan, d’altro canto, farà da arbitro nella sfida scudetto quando il Napoli verrà a San Siro e, vincere il Derby e poi perdere con gli azzurri, equivarrebbe ad aver sbagliato treno.
Insomma, la lotta per il 4° posto è ancora lunga e piena di colpi di scena, con il terzo incomodo capitolino che insegue anch’egli la formazione di Spalletti. La Lazio però è ancora in lotta per l’Europa League, che può diventare per l’appunto un fattore per la rincorsa alla zona Champions League. Inter, Milan e Lazio, una poltrona per tre.

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