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Metti una domenica al mare. Montella e l’allegra ciurma, in gita a Cagliari, con i cappellini dell’Europa League e i costumini rossoneri nuovi. Di fronte il Cagliari, intenzionato a salutare il Sant’Elia che va in pensione, con una bella vittoria. Missione compiuta, senza troppi patemi, a parte un paio di rigori. Non è bastata la reazione timida del Milan, ad evitare la sconfitta finale, giunta al minuto 93, l’ultimo di recupero.
Meglio partire dalla fine. Dal mezzo errorino di Donnarumma nel respingere la punizione non irresistibile di Joao Pedro e dal gol in fuorigioco di Pisacane. La favola del difensore ha la meglio e il Dio del calcio la benedice. Lo fanno anche l’arbitro e il suo assistente di linea. A confermare che il Milan favori non ne riceve, nonostante i due rigori assegnatigli in giornata. I rigori, appunto. Sarebbe bene non sbagliarli, quanto meno per non alimentare le pagine dei giornali coi “rimpianti” per l’ex giovanili Crosta. Se c’era Crosta al posto di Donnarumma, chissà… Assurdo per assurdo, qualche baggianata la si può sparare.
Più semplice sparare sulla croce rossa. Quella che affligge Bacca, ormai da mesi, e che lo relega ai margini dell’ambizioso progetto cinese, è una misteriosa patologia. I suoi saluti sono tutt’altro che da libro cuore, piuttosto da libro fegato, quello danneggiato ai suoi tifosi. Più semplice lodare la buona volontà di Lapadula, generoso come sempre. Talvolta anche troppo, come quando di fatto mura un raro tiro di Bacca destinato alla rete. E’ quello il momento esatto, in cui i tifosi milanisti cominciano a capire che, sulla spiaggia del Poetto, la squadra di Montella avrebbe offerto uno spettacolo migliore, tra tuffi e castelli costruiti con secchiello e Paletta.
A proposito di Paletta, l’italo-argentino è entrato di diritto nella storia. Con quella di Cagliari, l’ipotricotico Gabriel ha collezionato il quinto rosso della stagione, eguagliando lo storico record di Apolloni con la maglia del Verona. Il record assume portata europea, perchè è anche il calciatore più espulso quest’anno nei 5 maggiori campionati europei. Inutile dire che l’ennesima follia del centrale ha inficiato una partita già di per sè in salita, dopo la rete di Joao Pedro. Il brasiliano ha fatto sottolineare il proprio nome sul taccuino a Mirabelli, pur beneficiando di una disposizione difensiva horror della retroguardia rossonera.
Non è un segno del destino, ma poco ci manca. La stagione si chiude con la fascia di capitano al braccio di Honda. Per carità, da tutti definito professionista esemplare. Emblematica, però, anche l’immagine del calciatore, simbolo delle scelte scellerate delle ultime stagioni, che hanno prodotto più danni che altro. Calciatori come Vangioni, Paletta, Zapata, Poli, Ocampos, Mati Fernandez, Sosa, Bacca non sono da Milan. Da loro bisogna ripartire per costruire un nuovo ciclo. O meglio dalle loro cessioni.
E’ una chiosa in agrodolce, che ha il sapore delle vacanze anticipate. Vacanze meritate, inusitatamente brevi per via del preliminare, che non potranno essere tali per gli operatori di mercato. C’è tanto da fare per tornare a far risplendere la livrea rossonera, per dargli quanto meno una dimensione europea. Tre gradini, Musacchio-Kessiè-Rodriguez, ci sono già. Ora bisogna portare a compimento il resto della scala. Colmare il gap col passato non è impossibile. Basta volerlo.

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