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Alla fine i pronostici sono stati rispettati. La Juventus, con una certa autorità, ha fatto bottino pieno anche a San Siro ed ha lasciato il Milan a quota 6. I bianconeri hanno imposto il proprio gioco, soprattutto nella ripresa, bloccando le fonti di gioco milaniste. Il gol che ha deciso la partita è arrivato dall’uomo simbolo di questa Juve: Carlos Tevez. L’argentino è in un momento straordinario di forma e, dopo aver griffato con una doppietta il suo ritorno al gol in Champions, ha saputo scardinare la resistenza del diavolo, grazie anche ad un magnifico assist di Pogba.
Inzaghi, però, vede il bicchiere mezzo pieno e, tutto sommato, ha i suoi buoni motivi. Il Milan ha creato palle gol, non sfruttate, soprattutto nel primo tempo. Nel secondo tempo è calata l’intensità del pressing e la Juve ha potuto controllare il gioco, pur rischiando su qualche contropiede. Menez, ancora una volta, è stato il più positivo dei rossoneri. La freccia francese si è sobbarcata l’attacco del Milan, ha creato spazi per i compagni, ha tenuto palla in più occasioni. E’ mancato il coraggio ai rossoneri. Quello che aveva permesso, nei primi due impegni stagionali in campionato, di arrivare 8 volte a firmare il tabellino. I terzini (Abate e De Sciglio) sono stati più impegnati a controllare le incursioni di Lichtsteiner e Asamoah, che a spingersi molto in avanti, come tanto piace ad Inzaghi. A Superpippo non può essere imputato nulla. Ha tentato, nel finale. di giocare con due centravanti, Torres e Pazzini. Le due torri non sono riuscite ad allargare le maglie della difesa juventina. Si è sentita la mancanza di Alex in difesa. Il brasiliano, con la sua esperienza e con la sua forza fisica, aveva dato nelle prime due partite una certa copertura al reparto, pur con qualche piccola disattenzione.
“Servirà un’impresa” aveva detto il tecnico del Milan, impresa non è stata, anche e soprattutto per i meriti della Juve. Non è bastato l’apporto incessante del pubblico, con una coreografia eloquente: “Un anno di rabbia per tornare grandi”. Ci sono sconfitte che temprano una squadra e, questa, deve essere una di quelle. E allora testa bassa e lavorare, perchè all’orizzonte c’è già la partita con l’Empoli nel turno infrasettimanale di martedì. Con i toscani sarà vietato fallire.
Valerio Lauri
Twitter: @Val_CohenLauri

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