16 Maggio 2026
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Avellino – Carpi pagelle: Perrotta mattatore di giornata. Migliorini ancora ok, Radunovic provvidenziale

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Grazie ad un guizzo di Marco Perrotta quasi allo scadere dell’ultimo minuto di recupero, l’Avellino piega un coriaceo Carpi centrando così non solo, la seconda vittoria casalinga di seguito dopo quella ottenuta la scorsa settimana contro la Spal ma allungando anche quella miniserie utile consecutiva giunta al terzo risultato utile consecutiva. Anche al Partenio il Carpi di Fabrizio Castori ha mostrato quelle caratteristiche, compattezza cattiveria e ripartenze veloci,  che l’hanno portata ad essere la squadra che ha racimolato più punti in trasferta. Per questo motivo la vittoria dei lupi giunta in pieno extra-time e a termine di un fine settimana per nulla tranquillo vista la richiesta di sette punti di penalizzazione richiesti dalla procura federale in seguito alle vicende del calcio scommesse,equivale quasi alla conquista di un trofeo continentale  non per altro per la grande iniezione di fiducia che può infondere all’intero ambiente da qui a fine campionato. Tatticamente la squadra di Walter Novellino ha applicato alla lettera tutti i dettami tipici del modulo di gioco utilizzato dal mister di Montemarano con la linea difensiva sempre molto compatta e brava a non regalare mai palloni vacanti agli avversari ma a giocarli sempre sui due centrocampisti Moretti e Omeonga  che con i loro continui passaggi e passaggini avevano il grande compito di non concedere mai metri alla squadra di Castori, nota soprattutto per le gare lontane dal Cabassi per la rapidità con la quale riesce ad imbastire ripartenze letali. Ottima nel complesso tutta la fase difensiva con i due terzini bravi a non perdere mai la posizione ogni qualvolta  le due ali avversarie attaccavano in orizzontale i centrocampisti avellinesi per creare spazi alle sovrapposizioni di Struma e soprattutto un interessantissimo Letizia. Leggermente meglio la squadra di Castori nella ripresa in seguito all’ingresso in campo di Beretta per Bakogu che aveva il gran merito di far salire l’intero baricentro della squadra avversaria che iniziava ad attaccare alta la linea difensiva avellinese,con il chiaro intendo di portare a casa l’intera posta in palio, creando non pochi grattacapi a Migliorini e soci, almeno fino a quando l’ingresso in campo di Lasik e lo spostamento di D’Angelo vicino ad Omeonga non annullavano la mossa del tecnico avversario. Continua in conclusione l’ottimo momento del Lupo soprattutto contro le grandi del campionato incapaci di tener testa  alla “ferocia inaudita” di D’Angelo e soci vogliosi di chiudere quanto prima il discorso salvezza.

Pagelle:

Radunovic 6.5: compie un autentico miracolo sulla conclusione a botta sicura di Mbakoku subito dopo il rigore fallito da Ardemagni. Andare sotto in quella fase della gara avrebbe significato sconfitta sicura.

Gonzales 6: tatticamente svolge benissimo il compito affidatogli dal mister e considerando che non è un terzino di ruolo cerca di fare il meglio nonostante i suoi limiti tecnici.

Migliorini 7: sta raccogliendo i risultati di tanti mesi di sudore e sacrifici in seguito ai suoi guai fisici che l’hanno frenato nel momento migliore della carriera,grazie anche a Novellino che ha saputo recuperarlo con tanta pazienza e lavoro. Impressionante la sua lettura tattica non a caso riesce soprattutto nel primo tempo a non andare in affanno quando Mbakogu  partendo da lontano attacca la profondità sfruttando il continuo lavoro in ampiezza di un terribile Lasagna

Djimsiti 6.5: migliora l’intesa con Migliorini con il quale s’alterna sulla marcatura di Lasagna e il controllo di Mbakogu. Meglio nella ripresa quando in seguito all’ingresso in campo di Berretta a supporto dello stesso Lasagna, anche lui ha il suo uomo di riferimento da marcare.

Perrotta 7.5 :è il mattatore assoluto della gara. Non solo cerca di aprirla grazie al calcio di rigore procurato in seguito ad una sua caparbia azione su un pallone che sembrava perso ,ma poi la chiude anche realizzando la marcatura della vittoria. Tatticamente non sbaglia nulla legge benissimo i tagli orizzontali degli esterni avversari ai quali non concede mai la superiorità numerica sulla sua fascia

Laverone 6.5: schierato come esterno alto di centrocampo nel primo tempo protegge bene la fascia di Gonzales limitando non poco le sortite offensive di Letizia e Bifulco.Molto meglio nella ripresa quando spostato nel suo ruolo naturale di esterno basso dx difensivo non svolge bene le due fasi di gioco

Omeonga 6: esteticamente sembra non essere lo stesso giocatore brillante visto nelle scorse gare ma tatticamente svolge un compito che sembra banale ma in realtà visto la forza degli avversari è fondamentale. Infatti non solo ha il pregio di proporsi sempre come il perno su cui scaricare i palloni dai difensori ma duettando sempre con Moretti fa si che la squadra non si sbilanci mai e giochi sempre compatta le due fasi di gioco.

Moretti 6: ancora più metodico del compagno di reparto ma come Omeonga svolge un compito in apparenza irritante ma tatticamente importantissimo.

D’Angelo 6.5: nonostante i suoi limiti tecnici,la sua grinta e fame da lupo lo porta ad essere bravo in qualunque ruolo venga schierato sia esterno che mediano. Recupera una miriade di palloni ,non molla mai neanche un centimetro nonostante la fisicità dei suoi avversari

Ardemagni 5.5: ennesimo penalty fallito nella sua carriera. Gioca sempre in linea con la difesa avversaria ma finisce lo stesso sempre in offside.

Eusepi 6: sembra più in palla del compagno ,ha anche una buona occasione prima dell’intervallo per sbloccare il risultato. Ha il merito di farsi trovare sempre pronto quando viene utilizzato

Lasik 6.5: subentrato dalla panchina entra subito in gara e fa sentire subito la sua presenza agli avversari. Ha il merito di propiziare il gol della vittoria

Bidhaou 6: il suo ingresso in campo serve soprattutto per attaccare la fascia avversaria limitando così il gioco degli esterni avversari. Schierato a sinistra cerca sempre di accentrarsi verso il centro per sfruttare il suo piede naturale il destro, particolare questo che lo porta spesso ad essere troppo prevedibile

Castaldo 6: come a Frosinone entra a gara in corso e per gli avversari iniziano sempre i guai

 

 

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