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Servizio di Valerio Lauri ©riproduzione riservata
Ci sono percorsi facili. Quelli in cui trovi la strada spianata, l’itinerario delineato e le condizioni climatiche favorevoli. E poi c’è la prima di gennaio in Serie A. Il ritorno dalle feste natalizie è spesso fatale per molte squadre. Il Milan è una di queste, ma dopo tre anni i rossoneri tornano a stappare lo champagne nel debutto dell’anno. Negli anni passati, prima il Sassuolo di Zaza, poi il Bologna di Giaccherini, avevano creato una nefasta tradizione, corredata dalla sconfitta a San Siro. Stavolta, il Cagliari di Rastelli non è riuscito nell’impresa. Lo champagne, però, è rimasto in fresco ben più del dovuto, con la resistenza sarda fiaccata solo dopo 88 minuti di lotta. I meriti della “piccola impresa” sono da attribuire in egual misura a Lapadula e Bacca. Il primo ha fornito l’assist, il secondo a scaraventato in rete il gol vittoria, sbloccandosi.
POLVERI GHIACCIATE – Sette partite senza gol, al colombiano, saranno sembrate un’eternità. Se avesse raggiunto quota otto, avrebbe eguagliato il suo record negativo. Se il Cagliari non è riuscito a far male, è anche frutto dello straordinario lavoro di Paletta e Romagnoli in fase difensiva, che si sono preoccupati di imbrigliare Sau, più di Farias, visto che da “Pattolino” sono passati tutte le ultime reti della squadra di Rastelli. Grazie alla vittoria maturata, il Milan può festeggiare un piccolo record importante: contro il Cagliari, infatti, l’imbattibilità si prolunga a 26 confronti consecutivi, con 20 vittorie e 6 pareggi. In particolare, a San Siro il Cagliari non riesce a portare via punti da 12 partite consecutive coi rossoneri: una statistica importante considerando che, nel medesimo stadio, l’Inter è crollata con lo stesso avversario.
TABELLINO CONGELATO – Nonostante ciò, non è stato un Milan spumeggiante, esattamente in linea con le aspettative. I bagordi di Supercoppa non hanno lasciato il segno, ma la pausa natalizia e il clima glaciale sì. Sul terreno di San Siro appena dignitoso per la “Scala del calcio”, la quantità di passaggi sbagliati ha subito un’impennata considerevole. E dire che la partenza era stata piuttosto incoraggiante, con due occasioni nitide create in pochi minuti. Il solito schema da angolo, con Romagnoli ad incornare d’anticipo, poi una girata del solito Bacca che finisce di non molto a lato. E’ tutta qui la partenza sprint, perchè poi la partita assume contorni sonnolenti, come spesso accade ai primi tempi montelliani. Rimane, infatti, circoscritta al primo quarto d’ora l’intesa tra Bacca e Niang, col francese pronto a raccogliere le sponde del colombiano e a spararle nell’infinito (e oltre). Un tiro in Curva Sud, uno addirittura in fallo laterale e la sensazione che la mira del francesino terribile (solo fuori dal campo, nell’ultimo periodo) sia rimasta sotto l’albero. A complicare le cose, ci si mette anche l’infortunio di Abate, indubbiamente un terzino ritrovato a 360 gradi. Prima che Bruno Alves decida di averne abbastanza dell’intraprendenza del povero Ignazio, gonfiandogli il ginocchio con una randellata non sanzionata, nonostante sulla sua maglia non ci sia scritto nè Chiellini nè Materazzi. L’ingresso di Antonelli al posto del capitano, sposta De Sciglio sulla fascia destra e la fascia (di capitano) sul braccio destro di De Sciglio. Il primo a risentire del cambio è senza dubbio Suso che, spesso e volentieri, si sente orfano delle sovrapposizioni, visto che il nuovo compagno di banda laterale è timido quanto il suo scolaresco taglio di capelli. Con un Niang sotto tono, con Suso disinnescato dai raddoppi e con un centrocampo troppo statico nella fase offensiva, il Milan perde d’efficacia e si appiattisce. Il risultato è che il Cagliari trova spazi non solo in contropiede e firma alcune delle occasioni più ghiotte del match. Il mancino di Barella salvato in angolo da Donnarumma, la sparacchiata alta di Dessena dopo azione elaborata dalle fasce e addirittura un gol annullato ad Isla. Nell’ultima circostanza, l’episodio è piuttosto curioso perchè, ad annullare la rete per l’offside del cileno non è il guardalinee, ma l’arbitro (forse aiutato dall’assistente di porta). Il fuorigioco è solare, la svista del guardalinee pure e il Cagliari recrimina (senza ragioni) per una rete giustamente non convalidata. Anche se non ne sentivano affatto il bisogno, gli spettatori di San Siro hanno aggiunto, a quelli per le rigide temperature, l’ulteriore brivido del dejavu di gennaio “Zaziano” o “Giaccheriniano”.
LAPA ROMPIGHIACCIO – In effetti, il Cagliari non ha creato molto, dando ragione alle statistiche disastrose della squadra di Rastelli lontano dal Sant’Elia. Di contro, anche il Milan ha fornito una prova poco lucida, contro la peggiore difesa della Serie A (43 reti subite), riuscendo a violare la porta del brasiliano Rafael solo per sfinimento. L’eterno ritardo di Bacca e Niang sulle velenose palle di Suso spazientisce non poco la platea del Meazza. Sorprendendo un po’ tutti, però, Montella decide di rimuovere Bonaventura dallo scacchiere, per inserire l’alfiere Bertolacci. La mossa, piuttosto insensata agli occhi dei più, è un capolavoro psicologico. Evitare a Bacca e Niang una pioggia di fischi al momento dell’eventuale sostituzione di uno dei due, conferma che questo Milan è cambiato soprattutto nella testa e nelle convinzioni. Non a caso, a lasciare il posto a Lapadula al minuto 79 è un centrocampista, ovvero Pasalic, col doppio effetto di dare maggiore peso all’attacco e di non scoraggiare uno dei due fantasmi offensivi. La scelta appare sin da subito azzeccata, col nuovo entrato a galleggiare attorno a Bacca prima punta e a fornire un’alternativa nei cross sempre meno lucidi. Il quadro, però, diventa ben più nitido nei minuti finali, quando proprio Lapadula arpiona un traversone e lo gira verso la porta. Sulla respinta col corpo di Ceppitelli, ancora Lapadula da terra fornisce un assist perfetto a Bacca che, tutto solo davanti a Rafael, può finalmente sbloccarsi. Indicativo che il primo ad abbracciare il colombiano sia proprio il “compagno di staffetta”, con eccezionale empatia da gol ritrovato. A poco vale l’espulsione di Bruno Alves al 93′, che regala a Lapadula (cannibale anche nel recupero) una punizione da sparare al primo anello.
Il bilancio del girone d’andata rossonero (parziale, visto il rinvio di Bologna-Milan) è certamente positivo. Potenzialmente, con una vittoria al Dall’Ara (si accettano scongiuri dei tifosi rossoneri), Montella potrebbe addirittura rilanciare i suoi alle calcagna della Roma, lasciandosi alle spalle il Napoli. Tutto molto aleatorio, visto che il Bologna tra le mura amiche ha perso solo 3 partite (con Genoa, Fiorentina e Atalanta) e il recupero è previsto solo tra un mese. Nei prossimi impegni, a partire da quello col Torino, servirà sicuramente maggiore cinismo sotto porta, maggiore compattezza a centrocampo e maggiore pericolosità dalle fasce. Una cosa è certa: la fame giusta c’è.

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