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NELLO DI COSTANZO (FRATTESE) – “E’ stata una partita equilibrata e molto combattuta. Era difficile giocare per via del campo fangoso. Nonostante ciò, abbiamo avuto almeno sei occasioni da gol concedendo loro poco. Quindi siamo soddisfatti per la prestazione ma, allo stesso tempo, amareggiati perché volevamo il risultato pieno. Però siamo vivi e vogliamo i play-off a tutti i costi: abbiamo le qualità tecniche e morali per raggiungere questo obiettivo. Questa D è una C2 di qualche anno fa. Non a caso ha accolto molti tecnici e calciatori di categorie superiori. Anche per me lo spirito è sempre lo stesso, del resto mi piace rimettermi ogni volta in discussione. Ricordo che sono partito dalla Prima categoria, facendo successivamente due passi indietro dalla D e ricominciando dalla Promozione. Poi sono andato nei professionisti. Mi piacciono le partite combattute, il fascino è lo stesso. Anche se il campo ha penalizzato questo spettacolo. Sottolineo l’esordio di un ragazzino del ’99, Silvestro. Ha fatto un’ottima partita. L’Aversa può raggiungere la salvezza: società, squadra ed allenatore sapranno come fare. La città merita almeno questa categoria”.
MAURO CHIANESE (AVERSA NORMANNA) – “La mia è una squadra totalmente nuova rispetto a quella di inizio campionato. Col direttore abbiamo cercato di innestare giocatori giovani anche se di qualità. Ma quando si cambia tanto, non è semplice fornire subito una buona prestazione. E sono convinto che la prestazione, contro una squadra fortissima come la Frattese, ci sia stata. Eravamo corti e compatti, eseguendo ciò che avevamo preparato in settimana. Cercavamo sempre l’ampiezza ed i fraseggi. Ma non era facile per le condizioni del campo, allentato dal gelo di questi giorni. In questo siamo stati penalizzati sia noi che loro. Ma ai miei ragazzi devo fare i complimenti per come hanno interpretato la partita. Non dimentichiamo che ogni derby è particolare e ti fa spendere energie mentali in misura maggiore del normale. Al centro della difesa avevamo due giocatori che non sono proprio di ruolo, Guastamacchia e Di Prisco. Li ho adattati ma il merito è anche dell’occhio lungo del direttore che sa vedere certe caratteristiche in prospettiva. Ogni allenatore ha un suo credo tattico e cerca di utilizzare il proprio materiale umano per questo scopo. A me piace il 4-3-3 che sfrutta sempre la superiorità in fascia con gli inserimenti degli esterni bassi e degli interni, affinché si vada sempre sul 2 contro 1. L’anno scorso facevamo fatica e siamo passati al 3-5-2. A volte dipende dalle partite. Loro, per esempio, avevano un vertice alto che mi consentiva di mettermi a specchio con un vertice basso. Ho due grandi portieri: Maraolo sta crescendo molto ed è merito, oltre che suo, anche del nostro preparatore e di Lombardo. Raoul è un portiere importante che sta dimostrando anche quest’anno quanto vale, Maraolo avrà tutto il tempo per farsi strada. Venditti era il mio capitano nella Berretti: conosco bene le sue doti. Ma il suo impatto non è stato dei migliori e l’ho cambiato. Faceva fatica quando Ausiello si piazzava tra le linee. Russo, invece, è stato bravo a prendere bene quella posizione su Ausiello. Del resto è un giocatore importante che viene da settori giovanili prestigiosi. Con l’inserimento di Guillari, ho messo Esposito a sinistra anche perché mi assicurava più copertura visto che Da Dalt aveva un buon passo”. (STEFANO SICA)

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