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Milan, ecco perché Giampaolo non fa giocare i nuovi acquisti

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Tre partite, sei punti, due gol fatti ad un solo subito. Questo è quello che recita il bottino del Milan in questo inizio di campionato e in molti, anche non tifosi rossoneri, danno parzialmente colpa al fatto che Marco Giampaolo non desse spazio ai nuovi arrivi del mercato estivo.
Il minutaggio ufficiale, infatti, recita: Bennacer 104′, Rebic 45′, Leao 15′. Restano a zero Leo Duarte, Krunic e Theo Hernandez. Quest’ultimo, però, è appena rientrato da un infortunio rimediato in amichevole e solo adesso è di nuovo a disposizione dell’ex tecnico della Samp.

La motivazione del poco utilizzo dei vari Krunic, Duarte e Rafael Leao, è che Giampaolo ha un’idea di calcio ben precisa e chi, secondo lui, non è “disciplinato tatticamente”, non può trovare spazio nella sua squadra. Il discorso vale maggiormente per Leao e Krunic, mentre per Duarte c’è l’ “ostacolo” Musacchio, il quale è stato battezzato come titolare al fianco di Romagnoli, avendo detto, inoltre, che lui ritiene il reparto difensivo un tassello delicato della sua rosa e che non è tendente a cambiarlo spesso. Bennacer inquesto caso è il più “fortunato”, poiché lanciato in campo da Giampaolo per via dell’infortunio di Biglia. Appena rientrato, infatti, l’argentino è sceso subito in campo dal primo minuto nella sofferta vittoria contro il Verona.

Il credo del tecnico abruzzese è quello per cui se non fai abbastanza allenamenti sotto la sua guida, non sei abbastanza pronto. Riprendendo appunto il discorso del “disciplinato tatticamente”.
Ovviamente lo spazio arriverà per tutti, ma con le giuste tempistiche. Come con Rebic, mandato in campo “solo” nel secondo tempo perché Castillejo era avanti a lui nello “studio”. Il croato, però, aumenterà presto il suo minutaggio, vista l’esplosività che ha regalato al Milan dopo il suo ingresso nel secondo tempo del Bentegodi. Stesso identico discorso per Hernandez, un giocatore per il quale Giampaolo stravede e che potrebbe offrire quella spinta in più che manca sulla corsia di sinistra.

Discorso trequartista

Nelle ultime ore c’è stato un piccolo disaccordo tra Giampaolo e Paquetà, dove quest’ultimo ha risposto con una storia su instagram ad una frase del tecnico rossonero, la quale recitava “orgoglioso di essere brasiliano”. Lo “sfogo”, se così si può definire, è derivato dalla richiesta di Giampaolo di essere meno brasiliano e più europeo. Ovviamente il tutto è rientrato e l’ex Flamengo non è stato nemmeno multato dalla società, però quel che dice Giampaolo è giusto, visto che a Paquetà chiede il delicato ruolo del trequartista, che si è di per se un fantasista, ma che deve anche sapere quando può provare la giocata e quando invece deve semplicemtne giocare pulito. Il tecnico crede molto nel brasiliano e lo considera un elemento indispensabile nella sua rosa. Cosi come lo è Suso, altro giocatore che Giampaolo vuole reinventare trequartista. Le stesse potenzialità, però, le rivede anche in Bonaventura e presto, quasi sicuramente, vedremo questo esperimento. Il penalizzato, in tutto questo, è Krunic, che con tutti queste prove tecniche non riesce a ritagliarsi un posto tra i titolari. Sta a lui, però, convincere il mister durante la settimana.

Marco Giampaolo ha un’idea di gioco ben precisa e studiata. Passare da uno stile di gioco ad un altro totalmente diverso non è una cosa semplice (anche la Juve, per dirne una, con i campioni che ha sta trovando difficoltà ad apprendere gli schemi di Sarri) e per trovare la giusta quadratura ci vuole del tempo. Il bel gioco, alla fine, vedrete che verrà fuori.

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Grande appassionato di calcio, italiano ed internazionale. Grandissimo tifoso del Milan, delle favole calcistiche e della storia che il calcio racconta. Se il pallone avesse un volto, sono sicuro che assomiglierebbe al mio...

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