18 Luglio 2024
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Mancini, tentazioni d’Arabia. E anche di più

Mancini, tentazioni d’Arabia. E anche di più

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Ieri, in tarda mattinata il comunicato ufficiale: “La Figc prende atto delle dimissioni di Roberto Mancini dalla carica di c.t. della Nazionale Italiana”. Nel tardo pomeriggio, sollecitate dalla Federcalcio che pretendeva, con qualche tensione, la sottolineatura dell’unilateralità della decisione, sono arrivate le parole del Mancio su Instagram: “Le dimissioni da c.t. della Nazionale sono state una mia scelta personale”. Ringraziamenti e saluti di rito. “È stato un onore”. Non più tardi del 17 giugno, a Enschede, dopo la sconfitta con la Spagna in Nations League, Mancini assicurava: “Sento cose su di me che non hanno né capo né coda. Io resto e sono felice. Rischiamo di vincere il Mondiale 2026”. Ai primi d’agosto, aveva accettato il nuovo ruolo di Supervisore dell’Under 20 e 21 e condiviso il riassetto delle nazionali giovanili. La Federcalcio assicura che il c.t. ha dato il pieno gradimento alle nuove nomine, mentre in ambiente manciniano fermentava insoddisfazione per il trattamento riservato ad alcune pedine dello staff. Mancini avrebbe percepito un calo di fiducia, consacrato dalla nomina di Gigi Buffon a capodelegazione, calata dall’alto. Forse la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Di sicuro, qualcosa si è rotto dopo l’apocalittica sconfitta con la Macedonia. E non poteva essere altrimenti. All’epoca, le dimissioni (non solo le sue) sarebbero state più comprensibili. Il capolavoro di Euro ’21, di cui gli saremo sempre grati, gli garantì una nuova apertura di credito, ma dopo il Mondiale fallito contro avversari minori e dopo il tardivo rinnovamento della Nazionale, Roberto non poteva più proporsi come Dominus assoluto dell’universo azzurro, ha dovuto scendere a patti. Bastano queste dinamiche e l’orgoglio ammaccato a giustificare le dimissioni? Ci sarebbero ragioni molto più ricche. Un contratto faraonico per guidare nei prossimi tre anni la nazionale dell’Arabia Saudita. Da quelle parti assicurano che l’accordo sta per essere rifinito, anzi che avrebbe già firmato, e raccontano che la trattativa è cominciata a giugno.

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