16 Maggio 2026
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Le pagelle della tredicesima giornata: Sant’Andrea Pirlo e l’apprendista stregone Pjanic

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VOTO 0 –
 all’arbitro VALERI (e al suo staff arbitrale). Domizzi sta ancora cercando l’auto dell’arbitro di porta, per scrivergli una lettera, in cui spiega che il rigore ( e la conseguente espulsione) erano un’assoluta invenzione, direttamente sulla carrozzeria, con un punteruolo. L’arbitro, invece, sceglie la strada della compensazione, tirando fuori dal campo anche Essien, per una doppia ammonizione piuttosto generosa. GENIO DEL MALE

VOTO 1 – a DODO’. Il terzino dell’Inter, probabilmente ancora intontito dalla botta tremenda ricevuta da Muntari nel derby, viene colto da provvisoria amnesia. Memore del suo passato giallorosso, decide di aiutare i capitolini a conquistare il successo. Mancini, alla sua prima sconfitta nella nuova avventura nerazzurra, gli avrà ricordato negli spogliatoi che ora è un giocatore dell’Inter. SMEMORATO

VOTO 2 – al CAGLIARI di Zeman. I tifosi sardi l’avranno messo in conto, ormai. Una domenica il paradiso, l’altra l’inferno. Senza mezze-misure, senza contro-misure, o è bianco o è nero. E allora ecco che dopo la bella prestazione di Napoli, la Fiorentina passeggia sui rossoblu isolani. A dire il vero, gli uomini del boemo hanno avuto le occasioni per svoltare durante il match, ma non le hanno sfruttate, per la disperazione del tecnico in panchina. E dei tifosi. CROLLO

VOTO 3 – a FELIPE. Il Parma ci prova a poggiare tutte le sue forze sulla fantasia dell’ispirato Cassano e per parte della gara, riesce a limitare i danni. Poi arriva lui, Dal Bello (all’anagrafe Felipe Dias da Silva Dalbelo) e rovina tutti i piani. Di fatto, regalando al Palermo il successo e ai tifosi ducali, l’ennesima cocente delusione di questa sanguinosa stagione. DISASTRO

VOTO 4 – alla LAZIO di Pioli. Il treno dell’Europa che conta rischia di partire senza i biancocelesti. Dopo l’inattesa sconfitta con l’Empoli e quella più pronosticabile con la Juve, arriva un pareggio col Chievo. Un solo punto nelle ultime tre gare, dunque, per Klose e compagni, che si ritrovano ora al settimo posto, superati dal Milan e con una Fiorentina in ripresa alle calcagna. Occorre ritrovarsi al più presto. DISPERSI

VOTO 5 – a Gonzalo HIGUAìN. Dopo 5 partite consecutive in campionato, condite da gol, si inceppa proprio sul più bello contro la Samp. Per la precisione, di fronte al suo compagno di nazionale albiceleste Romero, che lo ipnotizza nella più ghiotta occasione della gara che gli capita, sradicandogli letteralmente il pallone dai piedi. Ci mette il massimo impegno, ma il destino ha deciso per lui un turno di digiuno. SAZIO

VOTO 6 (+1) – a Mati FERNANDEZ. Zeman, a fine partita, potrebbe tranquillamente vestire i panni di Renato Zero e cantare “Il cileno no, non l’avevo considerato…”. I maggiori pericoli viola, infatti, partono dai suoi piedi, soprattutto sui calci piazzati, Uno dei quali beffa Cragno, un po’ indeciso nell’occasione. Tecnica sopraffina, duttilità e affidabilità. Questo “nuovo” innesto per la Fiorentina è oro colato. Montella si lecca i baffi. SORPRESA

VOTO 7 – a Jeremy MENEZ. Quando si ricorda di non essere una trottola, e non caracolla preso da crisi d’equilibrio, è un uomo decisivo per Inzaghi. Rende al meglio da falso nueve, con la libertà di spaziare su tutto il fronte d’attacco e di lanciarsi in spericolati dribbling, farciti da sterzate ai limiti della fisica, complice l’immobile difesa di Stramaccioni. DRIBBLOMANE

VOTO 8 – a Giampiero VENTURA. Se il suo Toro tiene botta ai bianconeri nel ‘derby della Mole’, allo Juventus Stadium, rischiando anche di sfiorare la clamorosa vittoria, gran parte del merito è assolutamente suo. Lezione tattica ad Allegri, vanificata dalla scarsa vena realizzativa dei suoi uomini d’attacco e dalla clamorosa ingenuità a pochi secondi dalla fine di Benassi. INCOMPRESO

VOTO 9 – a Miralem PJANIC. Sempre più omologo di Pirlo,sempre più sicuro dei suoi enormi mezzi tecnici, sempre più decisivo. Non bastasse la gestione del gioco a centrocampo e il gol sull’azione ficcante della sua Roma, si concede il lusso di realizzare una vera e propria magia su punizione, degna dei migliori paragoni con gli artisti del calcio piazzato. APPRENDISTA STREGONE

VOTO 10 – ad Andrea PIRLO. Nel complesso, non si può dire che sia stata la migliore partita della Juve e del fantasista bianconero in questa stagione. Ma il Picasso di Brescia, per l’ennesima volta, ha tolto le castagne dal fuoco ad Allegri. Lo ha fatto con la sua squadra in 10 uomini e bloccata dalla trappola-Ventura, all’ultimo minuto, realizzando un miracolo proprio il 30 novembre: SANT’ANDREA


Valerio Lauri
Twitter: @Val_CohenLauri

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Nato nella Nola di Giordano Bruno e cresciuto a pane e calcio. Amante della parola scritta, evasione dalle indigestioni di matematica e informatica universitarie. Appassionato di musica a 360 gradi e lettura, nostalgico ma teso alle novità.

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