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Servizio di Isidoro Niola @riproduzione riservata
La Juventus espugna il Castellani di Empoli per 3-1 ed infila la seconda vittoria consecutiva in campionato. Ciò che era la regola fino a pochi mesi fa adesso è diventata una novità viste le ultime esibizioni bianconere nella sana provincia italiana, vedi Sassuolo su tutte. Il risultato finale non tragga in inganno perché la Juve ha sudato le proverbiali sette camicie prima di avere ragione di un Empoli ben messo in campo da Gianpaolo, frizzante e con una grande intensità, soprattutto a centrocampo dove Saponara, per lunghi tratti, è stato imprendibile per gli omologhi bianconeri. L’iniziale modulo scelto da Allegri, il 4-3-3 con la difesa composta da Bonucci, Barzagli, Lichtsteiner ed Evra, il centrocampo con Khedira, POGBA e Marchisio e l’attacco con Mandzukic, Morata e Cuadrado, aveva prestato il fianco al palleggio corto dei ragazzi di Gianpaolo, animati da grande corsa e grande intensità. I padroni di casa erano andati addirittura in vantaggio nel primo quarto d’ora con l’infinito Maccarone, abile a sfruttare uno svarione in disimpegno di Bonucci. L’attaccante faceva partire un preciso rasoterra dal limite che si infilava alla destra di Buffon, a nostro avviso non proprio esente da colpe. Eppure, qualche minuto prima era stata proprio la Juve a sfiorare il vantaggio con Mandzukic che, servito da Cuadrado con un preciso traversone, in scivolata mandava di pochissimo a lato alla destra di Skorupski. La Juve sembrava aver perso il bandolo della matassa ma in soli sei minuti riusciva a ribaltare il risultato. Il pareggio arrivava attorno alla mezz’ora quando un servizio dalla destra di Cuadrado trovava impreparata la difesa empolese, si avventava sul pallone Mandzukic che di punta deviava in rete con Skorupski a guardare la sfera finire lentamente nel sacco. Il raddoppio arrivava dopo quattro minuti: dalla bandierina batteva Cuadrado, la palla veniva colpita di testa da Evra che saltava più in alto di tutti e segnava il gol del vantaggio. Nella ripresa Allegri mischiava le carte e metteva in campo una formazione più coperta che non dava più spazi ai padroni di casa: fuori l’evanescente Morata per Dybala e dentro Chiellini per Cuadrado. La Juve diventava padrona del campo con il classico 3-5-2 e con Dybala tra le linee diventava pericolosa se non altro per la capacità dell’argentino di tenere palla e ripartire in velocità. Infatti arrivava il gol del 3-1che metteva il sigillo sulla partita: Pogba lanciava sulla destra Lichtsteiner scattato in posizione di fuorigioco, il tiro dello svizzero veniva parato da Skorupski, Mandzukic ribatteva sul palo ma di sinistro Dybala ribadiva in rete segnando così il suo quinto gol in campionato. La partita non aveva più storia e così la Juve poteva controllare le operazioni con assoluta tranquillità. Prossimo appuntamento in campionato tra due settimane quando allo Stadium scenderà il Milan, a sole due lunghezze dai bianconeri. Questa partita ci dirà se la rimonta juventina alle posizioni di vertice è solo un’illusione o realtà.

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