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È andata in archivio il quarto campionato consecutivo dell’Avellino in serie B culminato con l’avvincente vittoria sul Latina che ha così sancito l’ennesima salvezza dei lupi.
Prima di entrare nello specifico dell’analisi globale della stagione dei biancoverdi va fatta una piccola ma importantissima premessa:
la società guidata dal presidente Taccone ha centrato l’obbiettivo prefissato in estate ossia una salvezza (che sarebbe stata comunque tranquilla senza la spada di Damocle della penalizzazione) e la valorizzazione di alcuni giovani di proprietà vedi (Omeonga, Migliorini e Camara)e quelli in prestito come Verde, Radunovic, Dijmsiti, Perrotta).
Detta così sembrerebbe addirittura superflua qualunque forma di commento alla stagione appena conclusa visto che il risultato finale è in linea con le aspettative iniziali,ottenute però solamente grazie alla mano esperta e saggia di uno dei più grandi allenatori della categoria per fortuna a spasso ,nel periodo di maggiore difficoltà dei lupi.
Walter Alfredo Novellino questo è il nome dell’ennesimo figliol prodigo di terra d’irpinia corso al capezzale della squadra della propria città nel momento peggiore della stagione.
Chi l’avrebbe mai detto che proprio quell’uomo tante volte rinnegato dalla propria gente sia da calciatore che da allenatore avrebbe coronato il suo grande sogno quello di entrare finalmente nel cuore di tutti gli irpini oltre che quelli del suo paese natale Montemarano.
Riconfermalo per la società sarebbe il miglior modo per garantire ai propri tifosi di aver metabolizzato al meglio i numerosi errori commessi quest’anno e averne fatto tesoro per preparare una nuova stagione che potrebbe essere totalmente opposta di quella appena conclusa.
Pagelle:
Società:5.5– Come detto in fase di presentazione i risultati ottenuti sono in linea con quelli programmati in estate solo che sono stati commessi errori incredibili dai vertici biancoverdi come quello del contratto triennale offerto a Toscano e il suo staff dimenticando che non è la durata di un contratto il modo, per rinverdire i tempi che furono di Massimo Rastelli il cui triennio colmo di soddisfazioni è stato costruito nel tempo e partendo addirittura dalla terza serie.
Non solo questo ma addirittura costruire una squadra in piena sinergia con le richieste dell’ex tecnico della Ternana è stato un errore che poteva costare caro alla stagione dei lupi. Uno dei principi basilari in fase di campagna acquisti ,è quella di non seguire mai in tutto e per tutto le direttive dell’allenatore(se ne pentono anche gli squadroni di serie A) di turno ma costruire prima una squadra capace di essere coperta in tutti i ruoli base e soprattutto sulle fasce visto che in serie B ma in Italia in generale scarseggiano le ali capaci di saper giocare bene entrambi le due fasi di interdizione e impostazione.
Toscano :4.5– Dopo Terni ecco un’altra stagione negativa per il tecnico calabrese che ha confermato anche in Irpinia quello stato di involuzione della sua carriera. Probabilmente ammaliato dalla prospettiva di un triennale che nessuno gli avrebbe offerto non era tanto convinto dal progetto che glie era stato prospettato. Ma il fatto gravissimo e preso sottogamba dalla dirigenza è stato il cambio di modulo effettuato a gara in corso durante la prima uscita ufficiale stagionale a Bassano in Tim CUP quando in un baleno ha rinnegato tutto il lavoro fatto per costruire una squadra che si basasse sul modulo 3-4-3 che prevedeva due ali Bidhou e Verde a supporto di una solo punta che andava scelta in una batteria composta da Ardemagni,Castaldo e Mokulu. Con l’assenza degli esterni di centrocampo di ruolo ecco materializzato il peccato originale che avrebbe potuto compromettere la permanenza in B degli irpini.
Novellino :9– Certe volte accadono cose strane nel calcio come quella che vede un allenatore del genere a spasso a smaltire la normale furia stritola allenatori del presidente rosanero Zamaparini bravo ad assumere più mister che calciatori.
Era probabilmente scritto che il legame di sangue tra il mister di Montemarano e la sua terra dovesse materializzarsi nei rispettivi peggiori momenti di entrambi le parti. Ingaggiato all’indomani della sonora sconfitta di Cesena che ha decretato la fine della gestione Toscano sulla panca avellinese l’ex allenatore di Sampdoria e Modena ha saputo prendere subito in mano la situazione impiegando meno di un mese per imparare tutti gli effettivi della sua rosa. Ha convertito in squadra un manipolo di calciatori ormai allo sbando grazie al suo temperamento e spirito di sacrificio portandoli a gareggiare senza paura contro tutto e tutti. Purtroppo i numerosi infortuni ,squalifiche e penalizzazione stavano per mandare all’aria il suo gran lavoro ma con un colpo di coda e genialità nella gara più difficile dell’anno in cui ha rischiato tutta la batteria di attaccanti per evitare che si materializzasse proprio al Partenio l’ incubo che nessun tifoso avellinese immaginasse.
TOP
Radunovic: Giunto in Irpinia con la prospettiva di fare il secondo a Frattali ha saputo attendere il suo momento giusto e complice la partenza dell’ex numero uno direzione Parma e l’assunzione di Carmine Amato come preparatore dei portieri Boris è stato capace di effettuare una crescita incredibile sia in esplosività che posizionamento. Il prossimo anno sarà il numero uno della dea di Gasparini appena tornata in Europa dopo ventisei anni ,consapevole però che l’europa league sarà solo di passaggio per il numero uno della nazionale under 21 serba.
Dijmsiti: Come avvenuto con Radunovic ancora una volta la sinergia Atalanta – Avellino ha generato un nuovo interessantissimo giovane pronto per i grandi palcoscenici. Ha rimpiazzato alla grande il partente Biraschi dimostrando la sua superiorità in tutto. Ha colpito soprattutto la naturalezza con la quale visto la sua giovane età ha saputo comandare da veterano l’intera linea difensiva
Omeonga: Più volte nelle nostre analisi post gara l’abbiamo paragonato a Pirlo. Ebbene si ,nonostante la sua giovane età non s’è mai sottratto di proporsi al portatore di palla anche quando questa scottava,sempre presente nei raddoppi sembrava tarantolato in alcune occasioni quando attaccava ogni avversario in possesso di palla. Questo giovane potrebbe essere il golden boy dei lupi soprattutto in considerazione del fatto che nel suo ruolo difficilissimo calciatori bravi scarseggiano
Ardemagni: Fino allo scorso anno era il classico attaccante di serie B che dopo un anno veniva restituito alla sua società d’appartenenza.
Ad Avellino invece ha capito che significa giocare a calcio soffrendo e azzannando sempre ed ovunque. È pronto per diventare un top player della serie B
Verde: D’accordo non ha giocato un finale di campionato importante ma non dimentichiamo quello di buono fatto nel girone d’andata sia in fase di impostazione ma anche quello di non possesso quando spesso s’abbassava a fare il terzino per ovviare alle lacune della rosa.
Deve migliorare in costanza e cattiveria troppo timoroso in alcune circostanze non ancora pronto per la Roma
Castaldo: Non è stato il vero Gigi che conosciamo ma giocare con la paura che la carriera potrebbe terminare in maniera indecorosa per via del calcio scommesse non è stato certo facile. Ben gestito da Novellino s’è fatto trovare pronto nel momento di maggior difficoltà dei lupi regalando di nuovo la B ai propri tifosi
D’Angelo: Se a Montevergine mettessero anche la sua statua insieme al lupo oltre a quella di San Guglielmo da Vercelli non sarebbe certo un’eresia. È l’anima animalesca di questa squadra ,la materializzazione della tenacia e lo spirito guerriero tipico del popolo irpino mai domo e sempre pronto ad azzannare tutto e tutti
FLOP
Paghera: Tatticamente non si discute anzi ma sono incredibili i guai che riesce a commettere compromettendo in un nulla quando di buono riesce a fare
Moretti: Fisicamente non proprio al meglio, purtroppo non è riuscito a dare continuità a quella ottime di inizio girone di ritorno

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