16 Maggio 2026
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Esclusiva FBW: Luigi Salineri, portiere della Frattese si confessa

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Intervista di Ciro Mambella

Luigi Salineri, portiere, classe ’96, di proprietà della S.S.D. Frattese Calcio, arrivato a Gennaio 2017 dal Gragnano; ha disputato una stagione mirabile; risaltando le proprie qualità e affermandosi come uno degli under più forti e promettenti in circolazione. Il Portiere da piccolo era un allievo della Mariano Keller: Scuola Calcio ove compie i primi passi e cresce fino ad arrivare agli Allievi Regionali, giocando sotto età e vincendo la Finale Regionale per due anni di seguito, rispettivamente, contro la Promotion e il Monteruscello; in quest’ultima, parò 4 rigori su 5 (partita che si risolse oltre i tempi supplementari); poi passa all’Arzanese facendo gli Allievi Nazionali, ove gioca bene e si distingue, finché un giorno arrivò la chiamata in Prima Squadra di Mr. Salvatore Marra.
Dopo la stagione da secondo portiere in Lega Pro, apprendendo i trucchi del mestiere, Salineri riparte nel Marcianise in serie D giocando 7 partite, ma per problemi societari andò via e approdò al Savoia, come titolare in eccellenza. Nella stagione successiva, passa alla Gragnano, dove saltò le prime due partite; appena esordì, parò il rigore al Lamezia e da lì resta sempre tra i pali, fino alla sessione di mercato di Dicembre ove passa ai Nerostellati. Luigi Salineri si è gentilmente concesso ai microfoni di Footballweb.
1) Come e quando ha avuto inizio la tua passione per il calcio? “Questa passione per il calcio e in particolar modo per il portiere nasce sin da piccolo, da quando sono nato. Ricordo il primo regalo all’età di due anni è stato un paio di guantoni da goalkeeper. Poi all’età di quattro anni il tutto ha iniziato a incrementarsi, perché andavo a vedere gli allenamenti del Napoli e c’era un portiere che adesso non c’è più, Francesco Mancini, che mi diceva sempre di non fare il portiere e questa frase m’incuriosiva e mi ha portato a intraprendere questa strada, che per fortuna è molto bella, ma è molto difficile”. 2) Ripercorrendo il tuo passato, in quali scuole calcio hai giocato e in quale ti senti più legato? “Calcisticamente sono nato in una Scuola Calcio, la più nota di Napoli, la Mariano Keller che tengo più a cuore perché grazie a lei sono arrivato a questi livelli, poiché mi ha messo a disposizione dei veri professionisti, allenatori e preparatori dei portieri quali: Buoncammino, Cimmaruta, Volpecina, Zunico e Ceriello; tutte persone che hanno fatto categorie davvero importanti e mi hanno trasmesso la loro esperienza. Sono molto legato a quella Scuola Calcio perché mi ha fatto crescere veramente”. 3) Qual è il tuo idolo di portiere cui ti ispiri e perché ? “Io m’ispiro a due portieri poiché per le mie caratteristiche sono un goalkeerper abbastanza moderno, ossia un portiere che sappia giocare bene con la palla tra i piedi e che imposta per primo l’azione; mi piace essere un portiere moderno e per questo punto di vista mi rifaccio sia a Reina sia a Neuer che sono i più forti in fase d’impostazione. Mentre osservando la prospettiva dei movimenti tra i pali, m’ispiro a Gillet perché fisicamente non è una montagna, non molto alto, ma in porta è devastante perché ha una forza esplosiva unica… M’ispiro ai due con le dovute proiezioni”. 4) Chi dei diversi preparatori dei portieri o Mr. ti ha insegnato a 360° lo stare nei pali, le uscite… “Ogni preparatore mi ha dato un insegnamento. Le basi del portiere me le hanno fornite: Raffaele Ceriello, che all’età tra i 5 e i 7 anni mi ha insegnato come stare nella porta tra i pali, ad avere coraggio, svolgendo i primi passi da portiere. Giacomo Zunico mi ha fatto crescere molto perché mi ha trasmesso l’importanza del ruolo del portiere, facendomi attuare un salto di livello sia mentale sia in campo. Poi sono entrato nel calcio che conta, cioè dei grandi ed ho avuto grandi preparatori: Pasquale Mezzacapo mi ha aiutato molto sulle uscite alte, quand’ero al Savoia, dicendomi sempre che nonostante la mia fisicità ridotta rispetto agli altri portieri ero il più forte nelle uscite alte, trasmettendomi sicurezza; a Gragnano ho avuto un preparatore, vecchio stampo, Vincenzo Esposito (è un grande motivatore a livello mentale). Mentre quest’anno ho avuto due giovani: Pasquale Belfranco, a Gragnano un tipo di preparatore di nuova scuola con tecniche molto avanzate; invece a Fratta, un altro ancora più giovane, Antonio Verdicchio che fa parte anche lui della new School. Devo molto anche al Mr. Di Costanzo della Frattese che ha fatto salire la mia autostima al massimo, facendomi prendere autocoscienza di che pasta sono fatto, dandomi veramente tanto; come anche il Mr. Masecchia che mi diede fiducia a Gragnano; Mr. Maurizio Coppola e poi Teore Grimaldi che mi ha portato a Torre del Greco facendomi giocare dinanzi 2mila persone, mi sono servite come esperienza”. 5) Parlaci del primo passaggio dalla scuola calcio ai professionisti; com’è stato? “Il passaggio dalla scuola calcio ai professionisti è stato un passaggio abbastanza difficile; quasi tutti soffrono nelle prime apparizioni. Io passai dalla Mariano Keller all’Arzanese e mi trovai subito a fare il secondo portiere in C2; indi a diciassette anni ero nel calcio che conta; lì ho incontrato persone che mi hanno cambiato veramente, insegnato tanto, sia i portieri, che avevo avanti, sia i giocatori di altri e alti livelli che incontravo come Ripa, Improta, SanDomenico, Salvatore Monaco (che gioca in Serie B con il Perugia). E’ il passaggio più importante che un calciatore possa fare perché se ti mentalizzi che non sei più un ragazzino lì capisci che stai iniziando a crescere. Immensa fu la soddisfazione quando fui chiamato con la Nazionale Lega Pro U18; lì capì che stavo facendo veramente bene”. 6) Il trasferimento, di Gennaio, dal Gragnano alla Frattese com’è stato ? Hai sentito maggiore pressione, il colpo di affrontare un nuovo spogliatoio e allenatore in stagione già avviata non ti ha abbattuto ? “No, il passaggio dal Gragnano alla Frattese non mi ha portato maggiori pressioni, né “paure”; perché noi calciatori siamo abituati a compiere questi passaggi in corso d’opera; però a Fratta conoscevo già alcuni calciatori e addetti ai lavori, ho incontrato persone che mi hanno fatto sentire a mio agio non trovando nessuna difficoltà; sia con la squadra (siamo un gruppo molto unito) sia con l’allenatore, che mi ha sempre dato fiducia. Questa nuova avventura non mi ha abbattuto, anzi mi ha dato uno stimolo in più per fare bene continuando sulla falsariga di quella passata”. 7) Stagione questa che ti ha esaltato, ove hai mostrato tutte le tue caratteristiche: infatti, sarai premiato miglior portiere dell’anno… Che ne pensi? Quali sono le tue emozioni? “Questi ultimi due anni sono stati i più brillanti della mia carriera, parando 5 rigori su 7 negli ultimi 2 anni, con prestazioni positive; indi sono molto fiero di questi miei campionati di Serie D, ove si gioca contro giocatori che negli anni precedenti giocavano in Lega pro e Serie B (es. Mascara e Baiocco). È un premio molto ma molto prestigioso cui io tengo moltissimo, ci sono tante possibilità che io sia premiato miglior portiere dell’anno anche perché mi è stata accennata qualcosa però fin quando non avrò il premio nelle mie mani, sono molto scaramantico e preferisco aspettare l’evento”. 8) In vista di una nuova sessione di mercato, quale “camiseta” indosserai a settembre ? “Dopo i due campionati di serie d in cui mi sono messo in mostra nonostante le difficoltà che si sono presentate; punto a una serie superiore, tentando di incontrare persone più forti facendo il salto. Per la squadra è ancora difficile dirla perché è ancora presto; siamo solo a Maggio, se ne parlerà per gli inizi di Giugno. Anche se dovessi partire come secondo portiere in serie C, tenterei questa strada per mettermi in gioco con portieri di alto livello. Dimostrando sempre che parto come secondo e poi divento titolarissimo inamovibile nonostante davanti siano forti”.

About Michele Pisani 3088 Articoli
Giornalista sportivo, iscritto all'albo dopo una lunghissima gavetta. Una passione malcelata per la Formula Uno.

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