16 Maggio 2026
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Lazio, derby al veleno

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Follia di tacco, il derby diventa un terribile pacco. Difficile da scartare così. Incredibile la leggerezza con cui Wallace regala la palla a Strootman: l’olandese lo pressa in uscita, intercetta e scarica in pallonetto alle spalle di Marchetti. Mani nei capelli a bordocampo del connazionale de Vrij, tenuto a scaldare la panchina per la sicurezza mostrata dal brasiliano in queste ultime tre gare. La Roma porta sFortuna e la temperatura diventa siderale all’Olimpico. Doccia fredda. Come l’acqua buttata in faccia da Strootman dopo l’esultanza a Cataldi, espulso per avergli tirato la maglietta e creato una maxirissa. I biancocelesti s’innervosiscono e non combinano più nulla. Non solo non c’è sorpasso, ma quell’errore di Wallace pesa come un sasso. Perché la formazione d’Inzaghi gioca un tempo, dominando la Roma. Sino al gesto schizofrenico, mai nel panico. Invece ecco il black out. Sparisce Marchetti sul tiro da centrocampo di Nainggollan e la Roma balla il can can. Il portiere era stato strepitoso poco prima su una schiacciata di Dzeko, ancora la Nord cantava e si sentiva l’eco. Delle scorribande di Felipe, delle cavalcate ignoranti d’Immobile, tre volte a un passo dal gol utile. Invece la Lazio mastica bile. Perché stavolta persino Banti, con un mezzo pasticcio su Banti, era stato utile. Invece adesso il rimpianto diventa difficile da contenere.
E pensare c’era davvero tutto per far festa, senza perdere la testa. Sbandieratori in campo. Era tutto biancoceleste: “Con la forza della storia, ora tocca a voi”. Nel prepartita la squadra di Inzaghi entra in campo e va a prendersi l’applauso della Nord sotto le note di “Lazio Patria Nostra” e di “Morning Glory”. E per la prima volta vola pure Olympia. Tre giri perfetti, vola Lazio vola. Coro proseguito da una Nord invasata di gloria. Anche perché sui maxischermi passa pure il batticinque di Lulic del 26 maggio, quella Coppa eterna dentro al cuore della capitale. Ancora piangono, i romanisti, provando a sporcare quasi ricordo. Persino quello dell’allenatore più grande. Applausi scroscianti della Curva alle immagini di Maestrelli, a 40 anni dalla scomparsa, che allena la banda del 74’ a Tor di Quinto. I gemellini Maurizio e Massimo a Tor di Quinto, a bordo campo. Re Cecconi e Chinaglia che parlano nel video, l’invasione di campo per lo scudetto. Tutto finito di tacco, che smacco.
Al termine della partita, l’allenatore della Lazio Simone Inzaghi è intervenuto ai microfoni di PremiumSport. Ecco le sue parole. “Gli errori che sono successi non devono succedere. Commentiamo un derby dove abbiamo regalato noi a loro ogni segnatura. Se guardo le statistiche non vedo una Roma che ci ha messo in difficoltà. Sono stati due infortuni. C’è davvero rammarico. Wallace aveva giocato benissimo fino a oggi e aveva fatto un gran derby. Poi ha concesso una leggerezza. La Roma avrebbe dovuto vincere per il suoi meriti, non per i nostri errori. Comunque, onore a loro. Questa sconfitta ci servirà. Banti? Non sono fortunatissimo con lui. Non c’era l’ammonizione di Biglia, poi aveva dato il rigore. Cataldi è stato provacato, Strootman gli ha tirato l’acqua in faccia. Banti, gli assistenti: non hanno fatto bene. Dovrebbero stare attenti anche ad altre cose, a queste. Non solo se superiamo la linea di qualche centimetro”. E intanto arrivano anche le parole pesantissime di Lulic anch’esso PremiumSport: “Abbiamo concesso due errori e lì abbiamo perso la partita. Quello che è successo non deve succedere. Mai. Nel primo tempo avremmo sicuramente dovuto fare un gol. Questa sconfitta comunque non ci ridimensiona. Abbiamo perso una partita dopo 9 risultati positivi. Da domani pensiamo alla prossima. Abbassando ora la testa non si va da nessuna parte. I conti li faremo alla fine. Rudiger? Parlava già prima della partita. 2 anni fa vendeva calzini e cinture a stoccarda. Ora fa il fenomeno. E’ un ragazzo maleducato. Lasciamo perdere queste provocazioni”.

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