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La rabbia è infinita perché l’arbitro dovrebbe essere al di sopra delle parti senza incidere sul risultato. Ma in una gara in cui è in palio la finale di una competizione come l’Europa League, la giacchetta nera norvegese è entrata a gamba tesa in favore del Dnipro. In una fase in cui il Napoli era in vantaggio e provava a raddoppiare, è stato concesso un gol in nettissimo fuorigioco agli ucraini. Qualcosa di inaudito e inspiegabile che ha mandato su tutte le furie De Laurentiis il quale, in conferenza stampa, si è scagliato contro Platini paventando un disegno predeterminato per favorire le squadre spagnole sia in Champions che in Europa League. Mai come stavolta, non si può non comprendere lo sfogo, intriso di amarezza, del patron azzurro perché è impossibile non pensare al peggio, come era impossibile non ravvisare un fuorigioco grande come una casa. Non si può rovinare così il cammino di una squadra che sta provando a salvare una stagione grazie all’Europa League, ora si complica tutto perché tra una settimana non sarà facile sbancare Kiev. Il Dnipro ha messo in difficoltà il Napoli nella prima frazione, chiudendo tutti i varchi e non lasciando spazi a Higuain e compagni. Si giocava in una sola metà campo, ma gli azzurri non riuscivano a velocizzare la manovra, che risultava lenta e prevedibile, e così non ci sono stati molti pericoli per la porta di Boyko. Ma nella ripresa è stata tutt’altra storia: il Napoli è partito all’arrembaggio e gli ucraini hanno iniziato a sbandare paurosamente fino a capitolare con un colpo di testa di David Lopez. Erano passati appena cinque minuti, c’era tutto il tempo per incrementare il bottino. Così si è aperta una sfida personale tra Higuain e Boyko e solo la sfortuna ha impedito al Pipita di esultare e di mettere una seria ipoteca sul passaggio in finale. Pochissime volte gli ucraini si sono affacciati dalle parti di Andujar e quando l’hanno fatto non hanno destato alcun pericolo, poi è entrato in gioco l’arbitro e il risultato è cambiato. Su un’azione dalla destra del Dnipro, il terzino Fedetskiy l’ha messa al centro rasoterra, la difesa azzurra è rimasta alta per tenere in fuorigioco due avversari chiaramente al di là della linea. Si sarebbe dovuta alzare la bandierina del guardalinee, il gioco doveva interrompersi e Andujar avrebbe dovuto posizionare il pallone a terra per far ripartire il gioco. Il regolamento avrebbe detto questo, ma il sig. Moen ne possiede uno tutto suo e ha indicato il centrocampo. Per gli azzurri è stata una doccia gelata e non c’è stata reazione, il San Paolo provava a spingere i giocatori ma la mente non era serena. A proposito del San Paolo: splendide le coreografie di entrambe le curve, in una campeggiava la scritta “Magnammancill”, in un’altra una strada, quella che dovrebbe portare alla finale. Può ancora succedere, ma nel primo round della doppia sfida, gli avversari hanno avuto l’arbitro a favore e questo può rivelarsi un insormontabile handicap. Il rischio è quello di ritrovarsi una squadra ucraina galvanizzata dall’insperato risultato e un Napoli non sereno mentalmente, e quando non si è sereni nella testa, anche le cose più facile non riescono. Tutto si è complicato maledettamente, ci si può rammaricare per non essere stati cinici viste le tante occasioni sprecate, anche questo è vero, ma non può essere un arbitro ad assegnare una finalista. È stata sprecata l’occasione di mettere fieno in cascina dinanzi al proprio pubblico, ora a Kiev ci si aspetta un ambiente caldissimo, serve il miglior Napoli, sin dal primo minuto, per cambiare quest’inerzia.


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