16 Maggio 2026
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La Juventus perde contro il Verona

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isidoro niolaServizio di Isidoro Niola @riproduzione riservata

Come spesso succede durante le partite che non contano, può accadere che la prima della classe le prende dall’ultima. Accadde lo scorso anno a Parma, si è ripetuta la medesima cosa a Verona e così la Juve, fresca scudettata, è stata sconfitta dall’Hellas già retrocesso in B da un mese. Questione di stimoli e di motivazioni che nel calcio contano tantissimo. Ha vinto il Verona con il risultato di 2-1 al termine di un incontro che valeva soltanto per Luca Toni, all’addio dal calcio giocato, esemplare professionista, grande attaccante campione del mondo nel 2006. Proprio l’attaccante ha festeggiato alla grande, segnando il gol dell’1-0 su rigore che ha sbloccato la partita. Poi, al fischio finale dell’arbitro Maresca, tutti i 22 giocatori lo hanno abbracciato tributandogli gli onori dovuti. Per la Juve si è trattata invece di una gita nella città di Giulietta dove i bianconeri, in formazione inedita per le squalifiche e gli infortuni, sono apparsi i lontanissimi parenti di quelli visti all’opera quanto meno una settimana fa quando avevano battuto il Carpi allo Stadium. Si interrompe così, solo per le statistiche, la striscia di partite utili consecutive della Juve cominciata dopo la sconfitta di Reggio Emilia con il Sassuolo del 28 ottobre 2015. Quasi sette mesi senza sconfitte, 25 vittorie su 27 partite, migliore difesa del torneo con 20 gol incassati. La Juve era scesa al Bentegodi con una formazione inedita. Neto prendeva il posto di Buffon tra i pali mentre in difesa Allegri schierava Bonucci, Barzagli e Rugani. A centrocampo Cuadrado ed Alex Sandro esterni mentre Sturaro, Asamoah e Lemina giocavano da interni. In attacco Dybala e Zaza. Nel primo tempo l’Hellas era più pimpante dei bianconeri e sfiorava il vantaggio con Toni che di sinistro impegnava severamente Neto che deviava il pallone sul palo. Solo nel finale di tempo la Juve si scuoteva con Dybala che, ricevuto un pallone da Zaza si involava in area ma il suo sinistro faceva la barba al palo. Ma nel finale di tempo i padroni di casa passavano in vantaggio: Wsolek dalla sinistra penetrava in area ma veniva fermato da Alex Sandro. Per l’arbitro Maresca era rigore che Toni trasformava con un delizioso cucchiaio battendo Neto. Nella ripresa Allegri effettuava un cambio con Pereyra che prendeva il posto di Asamoah ma l’Hellas raddoppiava: Ionita, in una classica azione di rimessa, serviva Viviani che faceva partire un destro preciso dal limite che si insaccava nel sette alla destra di Neto. Nella Juve si rivedeva Chiellini che prendeva il posto di Barzagli mentre poco dopo Padoin rilevava Sturaro. L’unico giocatore più pericoloso dei bianconeri era Zaza che con una gran botta di sinstro coglieva il palo e proprio allo scadere, l’attaccante di Policoro si procurava il rigore che Dybala trasformava raggiungendo così quota 17 gol nella classifica dei cannonieri. Al termine della partita grandi festeggiamenti per Luca Toni e sorrisi per tutti, anche per i bianconeri, che per una volta avevano acquisito una dimensione “umana” a fronte di un campionato mostruoso vinto con una rimonta fantastica. Appuntamento adesso a sabato prossimo per la cerimonia di premiazione allo Stadium quando il presidente della Lega, Maurizio Beretta, consegnerà ai giocatori della Juve la coppa del campionato e le medaglie d’oro al termine della partita contro la Sampdoria.

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Giornalista sportivo, iscritto all'albo dopo una lunghissima gavetta. Una passione malcelata per la Formula Uno.

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