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Servizio di Isidoro Niola @riproduzione riservata
Dalla notte di Siviglia la Juve esce trionfatrice, conquista aritmeticamente la qualificazione agli ottavi di Champions ed ipoteca il primo posto nel girone. 1-3 il risultato finale al termine di una partita nella quale i bianconeri hanno mostrato i soliti pregi ma anche i soliti difetti. I pregi sono tutti racchiusi nella capacità di vincere le partite in qualsiasi maniera anche quando il gioco lascia a desiderare ed al Sanchez Pizjuan di gioco veramente se n’è visto poco. Il centrocampo fatica a creare occasioni da gol, gli esterni non hanno creato granché sebbene Allegri avesse optato per un modulo completamente diverso. A causa delle assenze forzate (Higuain e Dybala su tutti), il tecnico livornese schierava un inedito 4-3-3 con Dani Alves, Rugani, Bonucci ed Evra davanti a Buffon. Centrocampo con Marchisio, Khedira e Pjanic. Tridente d’attacco con Cuadrado, Alex Sandro e Mandzukic. Alla fine ed al netto del risultato, comunque importante, nella notte andalusa non hanno brillato Pjanic (impalpabile), Marchisio (ancora non in piena condizione) mentre in attacco Mandzukic, nonostante il gol del 1-3, è apparso stanco e macchinoso. Da premiare invece il pacchetto arretrato, Bonucci e Rugani su tutti, mentre Dani Alves è apparso il lontano parente di quello che vestiva la maglia blaugrana del Barcellona. Si mette male la partita per i campioni d’Italia che già dopo nove minuti sono in svantaggio: Rugani non spazza a dovere una palla in area dando modo a Parejo di tirare a volo di destro con la sfera che si insacca nell’angolino alla destra di Buffon, apparso non proprio impeccabile. Ma la svolta della gara arriva al 36′ quando l’arbitro Klattemburg espelle per doppio giallo Vazquez per uno stupido fallo a centrocampo e così il Siviglia è costretto a giocare per tutta la ripresa in inferiorità numerica. Proprio alla fine del tempo la Juve agguanta il pari quando il direttore di gara concede ai bianconeri un calcio di rigore per una evidente trattenuta in area ai danni di Bonucci e Rugani. Dal dischetto Marchisio batte Sergio Rico. Prima del rigore la Juve si era resa pericolosa solo in due occasioni prima con Mandzukic (tiro a lato) e poi con Khedira il cui destro sfiorava il palo alla sinistra di Rico. Nella ripresa, sebbene in superiorità numerica, la Juve dava l’impressione di non dominare l’avversario anche per una manovra poco fluida affidata per lo più ai lanci di Bonucci che si improvvisava play maker. E proprio da un colpo del difensore bianconero arrivava il gol del vantaggio a dieci minuti dalla fine: su una difettosa respinta della difesa spagnola, la palla perveniva a Bonucci al limite dell’area che faceva partire un sinistro velenoso rasoterra che si insaccava nell’angolino alla sinistra di Rico. Proprio allo scadere arrivava il terzo gol juventino con Mandzukic che era bravo ad evitare il suo diretto avversario in area e con un bel rasoterra carico di effetto batteva il portiere andaluso. Da segnalare inoltre l’esordio in Champions di Kean che poco prima del gol di Bonucci rilevava Evra. Juve qualificata e prima nel girone in attesa dell’ultima gara allo Stadium contro la Dinamo Zagabria per suggellare il primato e attendere con meno ansia il sorteggio degli Ottavi di finale.

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