Views: 2
Più li insulti e più ti stupiscono. I tifosi della Roma ne hanno dette di tutti i colori contro il povero Doumbia e lui ha ricambiato con due gol in 4 giorni. Anche a Firenze si stropicciano gli occhi: doppietta di Ilicic, terza rete in due partite. Incredibile, proprio lui, direbbe Piccinini. Visti i risultati, gli ultras dell’Inter si stanno attrezzando con il calendario per incitare Kovacic.
Intanto la Juve ha vinto lo scudetto, il quarto di fila. Che noia, che barba. Ormai da gennaio si attendeva solo l’ufficialità. Sulle colonne di questa rubrica auspicavamo una lotta al titolo fino all’ultima curva. Invece, alla prima chicane le nostre speranze sono andate fuori pista. Ormai questo campionato ha davvero poco da offrire. Anche il discorso salvezza sembra in archivio. A questo punto speriamo in un coupe de theatre del magnanimo Tavecchio. Che so, magari il Tav si inventa la qualificazione alla Mitropa Cup. O alle Coppe delle Fiere.
Una cosa è sicura: ai giocatori del Milan deve proprio stare sulle scatole Inzaghi. De Jong gli ha detto:”Sei indegno di allenare”. Rami se n’è andato dal ritiro. E De Sciglio si è fatto espellere dopo 45” per proteste. Contro Inzaghi. Come cantava Riccardo Cocciante:”Povero diavolo, che pena mi fa”.
L’Avellino torna al successo. Dopo un’eternità. Ma la vittoria è stata accolta con freddezza da Michele Pisani, distratto da altro. In particolare dalle polemiche sui 33 o 31 scudetti vinti dalla Juve. Allora gli ho chiesto:”Ma alla fine, quanti ne sono?” Risposta:” Secondo me, molti di meno. A memoria direi 4″. “Come 4? “Sì, quelli che ha vinto fra il 78-79 e l’87-88. In pratica quando c’era l’Avellino in A. Gli altri non valgono”.
Mariano Messinese
Twitter:@MarianoWeltgeis

Lascia un commento