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Il Mr. Michele Bianco, reduce dall’esperienza in Prima Squadra con la Paganese come allenatore in seconda di Salvatore Matrecano, si è concesso ai nostri microfoni.
1)Mr. Bianco ci parli dell’esperienza in prima squadra della Paganese. Quali sono stati gli aspetti formativi che porterà sempre con se?
“Vorrei iniziare con una premessa: ringraziare i presidenti Caiazzo e Trapani, mr Salvatore Matrecano, il Direttore Raiola e tutta la società Paganese, che mi ha dato la possibilità di vivere quest’esperienza. Per me che vengo dal mondo del calcio giovanile é stato come un premio, una sorta di vittoria della meritocrazia; sono circa 15 anni che lavoro nella costruzione e formazione di giovani calciatori , ho avuto la fortuna di lavorare in accademie come la Mariano keller, dove ho mosso i primi passi come allenatore , San Nicola Castel Cisterna, Internapoli, Materdei e Promotion. Ogni singola esperienza mi ha insegnato qualcosa; soprattutto, lavorando e collaborando con direttori come Lorenzo Damato, Giuseppe Volpecina, il presidente Righi …non puoi che imparare . In prima squadra si vive il calcio a 360 gradi… si curano tutti i particolari nei minimi dettagli, hai la possibilità di confrontarti con il giocatore esperto al giovane di grande speranze …e da ognuno di loro puoi ricevere tanto e a ognuno di loro puoi dare tanto. E’ stata un’esperienza fondamentale perché ti permette, al ritorno nel settore giovanile, di guardare e vivere le situazioni con occhi e con una testa diversa; impari a gestire l’ansia del pregara ma soprattutto impari quanto sia importante la cultura del silenzio nel pregara… Situazione che ti porta ad un livello di concentrazione altissimo”.
2) Come ha vissuto il ritorno nel Settore Giovanile?
“Sarei un’ipocrita a dire che non mi sarebbe piaciuto continuare questa esperienza in prima squadra …ma in fondo allenare é la mia vita…”
3) Ci parli del nuovo progetto sperimentale della categoria U16 che allena.
“Appena il responsabile del settore giovanile, Giuseppe Caiazzo, mi ha richiamato per propormi di lavorare con mister Quaglietta, per il progetto sperimentale nazionale under 16, ho accettato. Stiamo facendo un lavoro importante, tutto lo staff under 16 sperimenta un lavoro atletico con allenamento funzionale con sedute in palestra; un lavoro che si avvicina molto alla cura del particolare, a cui mi riferivo prima con la prima squadra. Nell’organigramma dell’U16 vi sono: Il prof, Dario Conte, il Responsabile Claudio De Micheli. Per ciò che attiene il lavoro tecnico-tattico… stiamo sperimentando una metodologia basata sul concetto di costruire giocatori universali e dinamici che sappiano fare tutto ad una certa velocità di pensiero… perché é questo il giocatore del presente e del futuro. Il nostro obiettivo, ne parlavo con il nostro direttore Aiello, è cercare di formare e portare quanti più giocatori possibili al professionismo, cosiddetto dei grandi. In questo siamo fortunati perchè la società ci permette di lavorare con grande armonia; gestendo in maniera impeccabile le varie pressioni che inevitabilmente si creano durante un percorso calcistico. Ancora oggi, mi confronto ogni settimana con lo staff tecnico della prima squadra e questo è un motivo d ‘orgoglio perché ho lasciato in loro una buona impressione”.
4 )Il suo futuro da allenatore come lo vede?
“Diciamo che in 15 anni di calcio giovanile le categorie le ho fatte tutte, dalla Berretti, arrivando nella fase dei playoff, raggiungendo un risultato storico per questa società, con la Categoria Esordienti… Il mio futuro lo vedo sempre anno per anno cercando di migliorare e di crescere; ma è naturale che allenare un giorno in Premier League sarebbe il classico sogno che fai da bambino … (perché il particolare sta nel fatto che io da piccolo non sognavo di diventare calciatore; ma allenatore )”. Rivedere in prima squadra giocatori che hai visto crescere da bambini, come Tascone, Della Corte, Acampora, Riccio e giocatori con cui già hai lavorato come Bernardini, uno dei protagonisti in prima squadra, e Marone ritrovarli li è statà un’ emozione fantastica …il lavoro paga”.

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