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Servizio di Stefano Sica @riproduzione riservata
Avanti “con juicio”. Il pari ottenuto al Bisceglia dall’Aversa Normanna col Manfredonia (1-1) non scuote più di tanto il destino dei granata, ancora a secco di vittorie dall’inizio del campionato. Ma pone piuttosto diversi interrogativi brucianti: quale può essere il cammino di una squadra che, nelle tre gare interne finora disputate, ha racimolato tre punticini con due avversari inchiodati nelle retrovie (Manfredonia, ultimo, e Gragnano, terzultimo) e uno col Molfetta che la sopravanza di appena una lunghezza al quintultimo posto? Certo, lo sforzo profuso dai granata, specialmente nel corso di una ripresa tutto cuore e ardore, avrebbe meritato miglior sorte. Nulla da eccepire sull’impegno e sul ritmo che, dopo l’intervallo, è cresciuto vertiginosamente. Ma la poca qualità in alcuni singoli e diverse improvvisazioni nelle idee da mettere concretamente in pratica, hanno deciso il risultato. Un peccato perché il Manfredonia ha fatto poco o nulla per giocarsela a viso aperto. Squadra costantemente rintanata negli ultimi 20 metri e sempre alla ricerca dello stesso faro (Giacomo Romano) da sacrificare sull’altare di questa strategia minimalista. Concentramento, difesa e ripartenze quando possibile. Questo l’unico must dei sipontini, finora sempre sconfitti in campionato. Non una casualità.
SCELTE TECNICHE – Alessandro Caruso ripropone per il suo Aversa il 4-2-3-1 con Marzano e Di Prisco in mediana ed il trio Ritieni-De Filippo-Mariani ad agire alle spalle di Varriale. In difesa, davanti a Maiellaro, la coppia centrale è composta da Pezzella e Gala, con Sozio a sinistra e Del Prete a destra. Il trainer del Manfredonia, Giovanni Baratto, sceglie invece il 4-3-3 con Martino play e Romano punta centrale affiancata da Poziello e Vatiero. Biancazzurri seguiti da almeno 100 tifosi, mentre gli ultras granata disertano in massa lasciando la curva desolatamente vuota (in tribuna con ci saranno più di 200 anime comprensive di diversi addetti ai lavori). C’è da tempo contestazione verso la gestione Spezzaferri, in un clima che squadra ed entourage granata avvertono oramai sempre più distante e disaffezionato. L’unica nota positiva arriva dalle condizioni del manto erboso, nettamente migliorato rispetto a quello visto per il match col Molfetta. Non ancora perfetto, ma di sicuro in uno stato accettabile.
PICCOLO TROTTO – Le schermaglie iniziali lasciano prevedere in realtà un primo tempo esaltante. Infatti i normanni vanno vicini al vantaggio con un inserimento di Ritieni che, dopo aver eluso l’intervento del numero uno ospite Bagnara, appoggia la palla verso la rete ma Granatiero salva miracolosamente sulla linea. Risponde subito il gambiano Joof Saikou con una conclusione su cui Maiellaro fa buona guardia. Fa caldo e i ritmi sono piacevoli. Tutto, insomma, lascia presagire una prima frazione abbastanza tirata. Ma non sarà così perché man mano la sfida inizierà a smarrire mordente e spettacolo. Marzano raccoglie una palla ballerina al limite e scaglia un siluro che finisce di poco a lato, seguìto successivamente da De Filippo che si gira in un fazzoletto di campo e confeziona il tiraccio che Bagnara respinge in due tempi. E’ oggettivamente l’Aversa a fare la partita, accreditandosi un certo predominio territoriale che però non produce effetti perché le trame granata sono sottoritmo e abbastanza prevedibili. La squadra di Caruso sceglie soprattutto la catena di destra con Del Prete e Mariani per sfondare, ma di chance vere e proprie per passare non se ne vedono. Primo non prenderle: questo l’imperativo del Manfredonia che, comunque, tenta di far male con un destro insidioso di Vatiero che Maiellaro vede scorrere fuori dai pali.
SI METTE IN MOTO ROMANO – Nessuno, però, può immaginare che i biancazzurri, fino a quel momento guardinghi, possano mettere la freccia. Lo fa nel vero senso della parola Romano, che parte in solitudine poco prima del centrocampo, bevendosi Gala (che pure era ben allineato) e appoggiando in rete dopo aver evitato l’uscita di Maiellaro (36′). Una cavalcata trionfale, prolungata e deliziosa che porta avanti i sipontini. Festeggia sotto la tribuna ospite l’attaccante napoletano. Il gol è un fulmine a ciel sereno ma comunque un dessert per palati fini. La reazione aversana è praticamente nulla e produce solo un tiro alto di Varriale. Troppo poco. Chi è causa del suo male pianga se stesso. Ed è ciò che evidentemente devono fare i normanni, oltremisura molli pure al cospetto di una squadra, quella di Baratto, poco “ambiziosa” per atteggiamento e idee.

ECCO IL PARI – La pausa contribuisce a sgombrare la testa ai granata, che si ripresentano in campo con un altro piglio. Non che l’Aversa appassioni per gioco o inventiva, ma si vede certamente un carattere diverso. Romano prova a fare il bis ma la sua conclusione vola sopra la traversa, quindi i normanni crescono perché sale in cattedra Marzano, e Del Prete appare più audace sulla fascia destra. Proprio Marzano, dopo un dribbling ubriacante, spara il siluro che sorvola la trasversale, ma poco dopo raccoglie i meritati frutti della propria fatica col centro che riporta i compagni in parità (62′). La sua è una sassata di estrema potenza e precisione che, dai 35 metri, silenzia Bagnara senza pietà. Aveva eretto un muro quasi invalicabile il Manfredonia, determinato più che mai a difendere il fortino senza scoprirsi. Ai padroni di casa non restava a quel punto che qualche jolly all’impronta per tentare la sorte. Passa qualche minuto e Varriale potrebbe pure raddoppiare (cross calibrato di Del Prete), ma la sua inzuccata è fuori misura.
PUNGE IL MANFREDONIA – Succede poi che l’Aversa abbassi la tensione e il Manfredonia ne approfitti per qualche sortita di alleggerimento. La botta del neo entrato Trotta finisce di un soffio a lato, poi i sipontini si divorano il raddoppio quando il ’99 Amendola, subentrato a Vatiero, non sfrutta a destra la superiorità numerica biancazzurra (3 contro 1) decidendo di chiudere a rete il proprio diagonale (deviazione in corner di Maiellaro) senza servire i liberissimi Poziello e Romano. Curiosa la scena che ne segue, con i due compagni che, infuriati, lo inseguono spintonandolo vistosamente. Grave ingenuità, del resto, quello del biondo calciatore biancazzurro. L’Aversa spinge, ci mette una volontà ammirevole, ma crea davvero poco. C’è la soluzione dei traversoni dalle corsie esterne che, però, non sortiscono effetti perché la retroguardia del Manfredonia è attenta e non lascia un millimetro neanche al fraseggio granata. Ogni trama è prevedibile e c’è latitanza di idee vere. Una scarsa lucidità che anche dietro fa correre rischi seri, quando un pallone sanguinoso resta per troppo tempo in zona rossa consentendo a Romano, sugli sviluppi di un errore di Del Prete, di preparare da tre metri il diagonale che per poco non fulmina Maiellaro (pallone fuori di pochi centimetri). Sarebbe stata una beffa atroce per i granata sebbene, paradossalmente, siano stati gli ospiti a contare più palle-gol nella ripresa con una condotta tutt’altro che audace.

CONFRONTO TIFOSI-CARUSO – Al termine del match, scoppia la rabbia di una ventina di tifosi che seguono abitualmente in tribuna le gare casalinghe dei granata. Caruso viene richiamato per un colloquio che resta comunque pacato anche se teso. Al tecnico si chiede esplicitamente di gettare la spugna in caso di mancata svolta nelle prossime settimane. E soprattutto gli viene manifestato il malumore per un gioco che latita oltre che per i risultati finora inconsistenti. “Però voi stateci vicini”, l’invito di Caruso.
ROMANO TOP MANFREDONIA – Per l’attaccante classe ’93 si è trattato del primo gol in campionato. Il giocatore è reduce da due stagioni in Eccellenza alla Mariglianese. Arrivato a dicembre del 2015, il bomber partenopeo esordì con doppietta nel 3-3 interno col più quotato Sorrento (otto centri a fine campionato). Lo scorso anno sono stati 12 i gol messi a segno dal giocatore, il quale ad Aversa ha disputato una gara strepitosa non solo per la rete da urlo, ma anche per qualità (con numerose giocate d’alta scuola) e spirito di sacrificio. Romano ha fatto per certi versi reparto da solo, mostrando anche una condizione fisica smagliante che gli ha consentito di correre fino alla fine con profitto e lucidità. Sicuramente un elemento che, in vista della riapertura del mercato invernale, potrebbe essere monitorato da qualche grande club di categoria. Tra i normanni sicuramente positivi Marzano (non solo per il centro del pari) e il ’99 Mariani, che a destra ha provato a garantire corsa e brio.

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