Views: 1
Servizio di Maurizio Longhi @riproduzione riservata
Stamattina è stato dolce il risveglio di Napoli, dolce e imbiancato, puro come chi si trova in alto nella maniera più limpida e cristallina possibile. Non ci poteva essere risveglio migliore, quei fiocchi di neve che si sono posati sulle strade, sulle macchine, ammantando di bianco giardini e palazzi, sembravano tutti i punti conquistati dagli azzurri da più di un anno a questa parte, cosa deve fare di più una squadra per vincere lo scudetto? Quella di Cagliari non era proprio una delle trasferte più semplici, in terra sarda è una partita che considerano un derby, quasi quella dell’anno. Eppure, al di là dei primi venti minuti in cui c’è stato un certo equilibrio, gli azzurri hanno dominato in lungo e in largo chiudendo la contesa con un pokerissimo. Decima vittoria consecutiva in campionato, ancora miglior difesa con soli quindici gol subiti, rendimento in trasferta ai limiti della perfezione, tutte vittorie eccetto il pari con il Chievo, mancano dodici partite alla fine, ma finora non si poteva fare meglio.
Con questi numeri, si poteva avere tranquillamente un vantaggio cospicuo rispetto alla seconda, come si può evincere dagli altri maggiori campionati europei, invece, la Juve, potenzialmente, è dietro solo di una lunghezza. Attualmente, c’è una forbice di quattro punti, ma i bianconeri dovranno recuperare la gara con l’Atalanta, che se si fosse giocata domenica pomeriggio, molto probabilmente, avrebbe avuto un esito scontato alla luce della formazione rimaneggiata, per usare un eufemismo, che era intenzionato a schierare Gasperini. Il Napoli ha risposto come meglio non poteva, spadroneggiando a Cagliari, con l’autorevolezza tipica di chi è consapevole di essere fortissimo. Difficilmente, negli ultimi anni, la parola corazzata è stata associata alla squadra partenopea, ma stavolta non si può fare a meno, perché vederla giocare è un qualcosa di seducente, attraente, coinvolgente, rapinoso.
Il Napoli è da ammirare e da applaudire, non si resta in vetta da agosto a marzo per caso, significa che i valori ci sono, sulla qualità del gioco non c’era mai stata discussione, anzi, più volte gli azzurri si sono aggiudicati contese anche senza brillare particolarmente, ulteriore segnale di maturità. A Cagliari tutti hanno offerto una super prestazione, Callejon ha aperto le danze, Mertens ha ribadito la perentorietà delle intenzioni, Hamsik ha spento ogni velleità avversaria, Insigne è ritornato al gol e poi c’è stata gloria anche per Mario Rui, sul quale è bene spendere due parole in più. C’era scetticismo sul suo utilizzo forzato dopo la defezione di Ghoulam, ci si chiedeva se sarebbe stato all’altezza, non solo ha smentito gli scettici ma ha sorpreso tutti a suon di prestazioni eccellenti e se poi si mette pure a segnare.
Il suo gol su punizione è stata una perla di bellezza e precisione, segno che le qualità tecniche non gli mancano, le abbina ad una grande disciplina tattica, ragion per cui si è integrato alla grande nel perfetto mosaico sarriano. È tutto bello, tutto perfetto, ma sabato verrà al San Paolo una Roma ferita, uscita sconfitta anche dalla Milano rossonera, la squadra di Di Francesco ha tanti motivi per venire a Fuorigrotta e strappare un risultato positivo. Per non aprire una crisi, per non perdere terreno sulla corsa Champions con Lazio e Inter, per dimostrare che non ci sono diciannove punti di distanza tra le due, sarà una sfida delicatissima ma, se il Napoli dovesse superare anche questa sfondando il muro dei settanta punti a più di dieci giornate dalla fine, allora sarebbe un peccato non coronare una simile cavalcata con il timbro della storia.

Lascia un commento