16 Maggio 2026
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Il procuratore Botta tra speranza e futuro per il calcio italiano

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Servizio di Adamo Recchia

Alessio Botta, giovane procuratore, ci ha concesso un’intervista che reputiamo interessante. Ci racconta come è diventato procuratore. Traspare dalle sue risposte un pieno consenso verso le novità tecnologiche. Conferma che vede bene l’avvento dei cinesi in Italia. Ci ha colpito in particolare una sua frase inerente il fatto che è impossibile raggiungere gli obiettivi solo se li vedono tali.  Quando hai avuto il primo contatto con il calcio ? “All’età di 5 anni quando ho iniziato la scuola calcio nella lodigiani… Poi ho continuato a giocare fino a 18 anni fino al momento in cui alcuni infortuni mi hanno obbligato a fermare.” Visualizzazione di IMG_4842.jpgQuando hai capito che poteva diventare un lavoro ? “Mi sono sempre appassionato alle trattative di mercato e sono sempre rimasto in contatto con le persone di questo sport, L’anno scorso ho deciso di intraprendere la carriera di procuratore e iniziare a realizzare i sogni altrui, e portare avanti la passione che non ha mai smesso di ardere”. Quali sono le difficoltà più importanti nel tuo lavoro ? “Partendo dal presupposto che le difficoltà se le crea l’individuo in se per se è nulla è difficile se non lo pensi che lo sia, in questo mestiere le difficoltà più grandi sono la quotidianità, il trattare con persone grandi e magari più  esperte di te. L’importante è rimanere sempre umili e rispettosi e con i piedi ben saldi a terra!”  Se una persona vuole diventare procuratore cosa deve fare ? “Dal 2015 è tutto più semplice e libero grazie alla liberalizzazione della professione, in quanto non è più obbligatorio il test sottoposto dalla FGC che richiedeva molta preparazione ed era molto ma molto difficile Ad oggi bisogna in ogni caso prepararsi al meglio e studiare molto tramite corsi preposti e infine iscriversi all’albo degli agenti in FIGC con un costo di 500€ annuali”. Come vedi l’avvento delle proprietà straniere in Italia ? “Io la vedo in modo positivo, portano soldi, innovazione e soprattutto aiutano l’Italia a non perdere l’appeal che ha sempre avuto nei confronti di grandi campioni”. Come vedi l’attuale situazione del calcio in Italia ? “In crescita anche grazie agli investitori Esteri e agli investimenti fatti nei settori giovanili. Peccato però che i grandi club continuino ad utilizzare i giovani dei settori giovanili molto poco e a girarli in prestito senza dare la possibilità di dimostrare come già fanno all’estero”. Alcuni team italiani hanno molti giocatori stranieri secondo Te dovrebbero mettere dei tetti ? “No, assolutamente, credo sia però fondamentale dare l’opportunità ai nostri giovani talenti di debuttare e crescere nelle massime competizioni. Il tuo parere sull’avvento della tecnologia nel calcio. “La tecnologia renderà questo sport bellissimo e appassionante finalmente regolare, aiutando gli arbitri in più situazioni che si possono creare durante i 90 minuti, senza cancellare il divertimento e l’emozione di una partita”. I club cinesi stanno acquistando molti giocatori da portare nel campionato cinese come giudichi questa situazione. “E’ un’ arma a doppio taglio, da una parte aiuta a crescere la cultura di questo sport in quei paesi, dall’altra parte non solo limita i club europei nelle trattative ma rischia di cancellare i veri valori che insegna questo sport”. Dopo la Juventus chi vedi meglio tra Roma, Napoli, Milan o se c’è, quale altra squadra ? “Iniziamo a dire che la Juve è la squadra più forte non solo per La Rosa ma per la mentalità societaria in tutti i sensi che garantisce una serietà e una professionalità superiore a tutti nel campionato italiano, preparata e organizzata come nessuno! Dopo di che posso dire che sulla strada verso il potere assoluto della Juve in tal senso ci sono la Roma che in 5 anni non avrà vinto ma ha cambiato radicalmente l’aspetto societario e della qualità della rosa, poi ci sarebbe il Napoli ma credo che più di quanto fatto non possa crescere, ed infine c’è il Milan che con L avvento dei cinesi potrà credo tornare la società di un tempo ma avrà bisogno di un po’ di tempo per riprendere chi è già avanti con la programmazione”.

 

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Giornalista sportivo, iscritto all'albo dopo una lunghissima gavetta. Una passione malcelata per la Formula Uno.

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