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Per il momento è una lotta tra Napoli e Juventus per il trono del campionato ma sicuramente non è un discorso che riguarda solo loro due. Eppure, ad inizio anno, gli azzurri sembravano ancora acerbi per il primo posto avendo cambiato tanto con l’insediamento di Sarri in panchina, che ad Empoli aveva vissuto il suo primo campionato in massima serie, mentre molti davano la Vecchia Signora ormai sazia dopo quattro scudetti consecutivi. Tra l’altro, l’inizio di campionato stava confermando tutto ciò: il Napoli non aveva equilibrio, perdeva punti e subiva tanti gol, la Juve non indovinava una partita ed era diventata docile anche nel proprio stadio. E mentre il Napoli, pian piano, iniziava a risalire, per la Juve sembrava ancora notte fonda. Dopo mesi, gli uomini di Sarri hanno conquistato addirittura la leadership del campionato, mentre la Juve è lì sotto, con soli due punti in meno, dopo l’impressionante score di undici vittorie consecutive. A volte, non è importante quando trovi la quadratura del cerchio ma avere la capacità di trovarla. Nell’ultimo turno, il Napoli si è imposto al Ferraris contro la Sampdoria, in una sfida piena di emozioni. Sul doppio vantaggio firmato da Higuain e Insigne, i blucerchiati sembravano frastornati prima di rientrare in partita a fine primo tempo con Correa. Rimasti in dieci e incassato il tris di Hamsik, sono stati tenuti ancora in partita da Eder prima che Mertens chiudesse i giochi. È un Napoli atomico in attacco, mentre non è stato sempre impeccabile in fase difensiva e questo è un aspetto su cui bisogna focalizzarsi viste le ombre degli ultimi anni. La Juve, invece, ha prevalso di misura contro la Roma di Spalletti. Non è stata una gara spettacolare, i giallorossi hanno badato soprattutto a non prenderle, cercando di chiudere tutti i varchi ai bianconeri. I quali bianconeri, magari sono meno feroci rispetto agli ultimi anni, ma di contro sanno aspettare il momento giusto per colpire e in difesa i meccanismi sono ritornati perfetti. Poi con un Dybala così, suo il gol che ha steso i capitolini, niente è precluso. Beffa atroce per l’Inter che, in vantaggio contro il Carpi grazie a Palacio, sembrava in pieno controllo della partita prima che Lasagna, nel recupero, gelasse San Siro. Succede questo quando non si riescono a chiudere le partite, sta di fatto che serpeggia un po’ di malumore in casa nerazzurra per aver sprecato altri punti in casa e, peraltro, ancora negli ultimi minuti. Chirurgica la Fiorentina contro il Torino, con un due a zero secco, i viola si sono imposti sul Torino grazie alle reti di Ilicic (al suo decimo centro in campionato) e Gonzalo Rodriguez. Inter e Fiorentina sono appaiate al terzo posto con 41 punti, sei in meno alla capolista Napoli, mentre più dietro, a quota 35, c’è questa Roma che è la vera delusione del campionato ma che è molto attiva sul mercato. Il Milan non è riuscito a sbancare Empoli, ci ha provato ma i toscani sapevano sempre rispondere. A Bacca ha risposto Zielinski, mentre Maccarone a Bonaventura per un 2-2 finale che ha premiato soprattutto la tenacia dei padroni di casa visto che la truppa di Mihajilovic avrebbe voluto l’intera posta in palio. Dopo essere passata in svantaggio dopo cinque minuti per il gol di Cesar, la Lazio ha travolto il Chievo con un poker firmato da Candreva, doppietta per lui, e due giovani tra i più interessanti come Cataldi e Keita. Un altro poker è stato quello con cui il Palermo ha liquidato l’Udinese, due squadre che avevano immaginato un campionato più tranquillo, mentre quella che continua a risalire è il Bologna, aggiudicatasi anche il derby emiliano con il Sassuolo. Dopo il pareggio in casa della Roma, l’Hellas Verona ha conquistato un altro punto contro il Genoa, altra squadra alla ricerca di una boccata d’ossigeno, si sono spartite la posta Frosinone e Atalanta con un risultato ad occhiali.

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