16 Maggio 2026
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Il Genoa riscrive la storia: vittoria a San Siro col Milan dopo 57 anni

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valerio lauri 3Servizio di Valerio Lauri @RIPRODUZIONE RISERVATA


Cinquantasette anni. Sono gli anni che erano passati dall’ultima vittoria del Genoa a San Siro contro il Milan.
Settantasette anni. Sono gli anni che erano passati dall’ultima volta che il Genoa aveva battuto il Milan, sia all’andata che al ritorno. Prima di stasera, almeno. Prima che gli uomini di Gasperini riscrivessero la storia.

LA CRONACA – Il Genoa parte forte e nei primi quattro minuti si presenta tre volte dalle parti della porta rossonera. Dapprima con un tiro dal limite di Bertolacci, poi una percussione di Bergdych e poi un tiro dell’ex Niang. Milan in difficoltà, soprattutto per le difficoltà a far salire la squadra senza i pivot Destro o Pazzini. Ma la prima vera occasione arriva al 15′: il Genoa sfrutta un disimpegno sbagliato di Abate e Niang si ritrova a tu per tu con Diego Lopez, che miracolosamente salva. Gradualmente il Milan avanza il suo raggio d’azione, anche grazie a qualche errore di troppo dei difensori genoani. L’uomo più pericoloso dei rossoblu è Bertolacci che, fluttuante tra la linea dei centrocampisti e quella dei trequartisti ha spesso campo libero per gli inserimenti. Come al 22′, quando si infila in un varco, ma conclude debolmente favorendo l’intervento di Diego Lopez. La manovra dei rossoneri è farraginosa e spesso orizzontale, anche per merito della pressione alta del Genoa. La fase di stallo, che si vive appena dopo la metà del primo tempo, viene spezzata solo al 34′ da una conclusione da fuori di Cerci, che impegna Perin. E’ un lampo illusorio, perchè, tre minuti dopo, il Genoa passa in vantaggio: Bertolacci, all’ennesima percussione, si infila nelle maglie (larghissime) della difesa rossonera e realizza il gol del vantaggio rossoblu. Reazione milanista? Macchè. Il Genoa continua a rendersi pericoloso, con scarsa opposizione, e qualche minuto dopo rischia di raddoppiare con un fendente di Iago Falque che fa la barba al palo. La prima frazione si conclude sotto la pioggia di fischi di San Siro, ampiamente meritati dalla compagine rossonera.
La ripresa parte male per il Milan. I rossoneri subiscono infatti il gol del raddoppio del Genoa: Iago Falque scappa via e mette in mezzo per Tino Costa, che non può sbagliare. Sulla conclusione c’è la deviazione decisiva dell’ex Niang. Mazzata tremenda per il morale dei rossoneri. Inzaghi decide allora di scuotere i suoi, inserendo Pazzini al posto di Honda, protagonista di una prestazione a dir poco incolore. La mossa dona un po’ di vivacità all’attacco, ma non risolve i problemi di costruzione che incontra il centrocampo. Al minuto 66, però, il Milan riapre la partita. Da calcio d’angolo, lo schema è perfetto e porta al tiro Mexes: il centrale si inventa una parabola spettacolare su cui Perin nulla può. Al 72′ episodio più che dubbio: Bergdych viene atterrato e Giacomelli indirizza un giallo a Menez, già ammonito e quindi espulso. Il fallo era però di Mexes, anch’egli già ammonito. Menez, furibondo, nell’abbandonare il campo, lancia anche una bottiglietta al quarto uomo. Il Milan, paradossalmente, comincia a giocare meglio in inferiorità numerica, con il peso offensivo di Destro, inserito per giocarsi il tutto per tutto al posto di De Sciglio. I rossoneri si buttano all’assalto della porta genoana con la sola forza dell’orgoglio, ottenendo il solo effetto di scoprirsi troppo. Effetto che porta il Genoa a conquistare anche un calcio di rigore nel finale di gara, quando Mexes atterra Kucka. Dal dischetto Iago Falque non fallisce e scrive la parola fine alla sfida di San Siro. 

E’ destinata a lasciare grossi strascichi la seconda sconfitta, in 4 giorni, del Milan. Il volto di Inzaghi lasciava trasparire grande delusione, soprattutto per l’assenza della reazione, che il tecnico aveva chiesto ai suoi. A Napoli, nel prossimo turno, mancheranno Menez, Mexes e Abate, poichè squalificati. Un problema che si aggiunge ai tanti. Grande soddisfazione per Gasperini e il suo Genoa. La vittoria contro il Milan non ha il solo valore storico: avvicina infatti i rossoblu alla zona Europa League. Un sogno e un traguardo che darebbe valore al grande lavoro del tecnico e alle qualità di un organico piuttosto sottovalutato. 

Twitter: @Val_CohenLauri

 

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Nato nella Nola di Giordano Bruno e cresciuto a pane e calcio. Amante della parola scritta, evasione dalle indigestioni di matematica e informatica universitarie. Appassionato di musica a 360 gradi e lettura, nostalgico ma teso alle novità.

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