16 Maggio 2026
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Il Bosio parlante: i marziani del Napoli tornano sulla terra

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Un bagno d’umiltà. Le vittorie consecutive, i record, i complimenti della stampa e l’entusiasmo della piazza per il primo posto hanno provocato un calo di tensione. Il Napoli capolista esce sconfitto dal Dall’Ara di Bologna. Sulla panchina felsinea siede l’ex tecnico azzurro Roberto Donadoni, ansioso di prendersi una piccola rivincita verso un ambiente che lo ha scaricato senza tanti complimenti. Schiera una squadra corta e compatta, con Mattia Destro unico terminale offensivo e un centrocampo molto folto. Gli uomini di Sarri, come sempre, fanno il loro gioco. Con minore furia e velocità, ma non si può correre a duecento all’ora in tutte le partite. Gli automatismi, però, funzionano. Numeri alla mano, Hamsik e compagni tornano a assaporare il gusto della sconfitta con due gol segnati, uno più bello dell’altro, e altre quattro nitide occasioni da gol: due per Callejòn, che colpisce anche un palo, una per Insigne, purtroppo di testa, un’altra, forse la più clamorosa, per Gonzalo Higuaìn. Sarebbe ingeneroso, allo stato attuale, mettere sotto accusa un reparto tanto prolifico e il capocannoniere del campionato. Quella che invece inizia a preoccupare è la smarrita impermeabilità difensiva. Affidiamoci, ancora una volta, ai “freddi numeri”. Nelle ultime due partite, il Napoli ha incassato due reti e concesso almeno dieci occasioni da gol a Inter e Bologna. I centrocampisti non sono riusciti a proteggere la difesa, ma i centrali hanno sulle spalle responsabilità evidenti. Prendiamo la sfida di ieri. Il primo gol del Bologna, siglato da Mattia Destro, nasce da una disattenzione di Raul Albiol che, pur essendo in vantaggio di posizione e di un tempo di gioco, si fa superare dal ritrovato centravanti italiano, ex fantasma di Roma e Milan. Sulla seconda marcatura, invece, la clamorosa dormita è del compagno di reparto, Koulibaly. Fa saltare Rossettini in totale libertà, e la frittata è servita. Poi, se ci si mette pure Pepe Reina, il trascinatore di questo gruppo, con una clamorosa papera, allora si consuma il delitto perfetto. Perché il calcio è sì fatto di schemi, tattiche, organizzazione, condizione fisica e molto altro, ma ci sono dei concetti universali: l’attaccante segna, il portiere para. Il primo, anzi, i primi, non sono riusciti a capitalizzare le tante occasioni, il secondo ha commesso un evidente errore. Una giornata storta può capitare. Un altro dato evidente è la crisi di Jose Maria Callejòn. Lo spagnolo non riesce a sbloccarsi, e le sue prestazioni sono spesso insufficienti. Per la prima volta, registriamo la decisione di mister Sarri di sostituirlo con Dries Mertens, che di solito si alterna con Insigne per la solita staffetta tra primo e secondo tempo. Sul piano atletico, la mezz’ala Allan e il regista Jorginho avrebbero bisogno di un po’ di riposo. I loro sostituti naturali, però, si chiamano David Lopez e Mirko Valdifiori, calciatori di livello medio che non possono offrire lo stesso standard di rendimento. La testa della classifica è già storia. Il Napoli è terzo. Ma la vetta resta a un battito di ciglia. Come il Tricolore. La dirigenza sa ciò che deve fare a gennaio.
bosio luca

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