29 Maggio 2024
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Gli ex del calcio, Luigi Pezzella: “Spero che L’Avellino possa ritornare nelle categorie che merita”

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Intervista di Michele Pisani @riproduzione riservata

L’amarcord è una certezza, come l’amore per una maglia. Luigi Pezzella quarantaquattro anni ad ottobre è stato prima calciatore poi allenatore. Nella sua lunga carriera ha indossato le maglie di Juve Stabia, Casertana, Sorrento, Salernitana ed ovviamente Avellino. Cresciuto nel Napoli, “Gigi” ha praticamente indossato le casacche delle società più importanti della Campania. Con gli irpini va vinto il campionato nel 2012. Gli chiediamo di raccontarci cosa ha provano in quell’anno e mezzo vissuto ad Avellino. “L’esperienza in Irpina è stata bellissima sotto tutti i punti di vista, sono arrivato a Gennaio dalla Juve Stabia, con gli stabiesi avevo vinto il campionato per l’approdo in B. Ho trascorso sei intensi mesi, mi sono trovato benissimo, abbiamo raggiunto una salvezza tranquilla e l’anno dopo abbiamo messo le basi per fare qualcosa di straordinario, perché reputo che pur non essedo la squadra più forte abbiamo vinto meritatamente e quindi il mio bilancio in Irpina è  stato molto positivo, perché sono entrato comunque nella storia di questo club, vincendo un campionato dalla C alla B, da primi in classifica”. Avellino e della legge del Partenio e della crisi dell’ultimo periodo. “Un calcio diverso sì, e in casa dell’Avellino si faceva fatica a vincere è sempre esistito questo motto della legge del Partenio, noi praticamente in casa le abbiamo quasi vinte tutte, a parte qualcuna che abbiamo pareggiato e forse se non sbaglio solo una persa, quindi poi quella è stata la parte più importante, perché quando devi vincere il campionato in casa devi quasi sempre raccogliere l’intera posta in palio”. Il momento più bello di questa indimenticabile esperienza. “Per quello che mi rimane in ricordo, le gare impresse per me sono Gubbio, che poi ci ha fatto vincere il campionato e Nocerina in casa. Quella di Gubbio è stata una gara particolare, vinta alla fine con un gol di Castaldo e la punizione di Zullo. A proposito di aneddoti posso solo dirti di quella punizione che è quindi stata fondamentale per la vittoria del campionato. Ricordo questa punizione a Gubbio, praticamente stavamo io e Zullo sulla palla, era una posizione dove ovviamente poteva calciare tranquillamente il destro e Zullo che aveva giocato poco, quasi mai titolare, mi aveva chiesto di fargliela calciare e ricordo solo che gli ho detto battila che fai gol, e ha fatto gol. Un aneddoto per la squadra importante perché poi ci ha fatto vincere una partita che ci ha garantito in maniera matematica la promozione”. La domanda nasce spontanea, i battibecchi tra calciatori e qualche litigio con il mister. Ai tuoi tempi? “I rapporti tra i calciatori e i tifosi è stato sempre un rapporto sano, di rispetto, anche perché poi quando si vince è tutto più semplice, quindi si era creata un po’ questa alchimia tra squadra e tifoseria. Era comunque una società abbastanza solida, un direttore sportivo come Enzo De Vito importante, quindi si è vinto ed aggiungo meritatamente questo campionato”. Nota dolente, la circostanza che non ricordi con piacere? “Il momento peggiore di quella stagione, secondo me, è stata la sconfitta per 4-2 a Pagani. Poi dopo la squadra ha subito avuto una reazione importante e abbiamo vinto in casa. Diciamo che la settimana è stata un po’ difficile”. Vivi il calcio da allenatore, apprezzato per le idee e per la preparazione. Con chi dei tuoi ex compagni sei legato? “Con chi sono rimasto in contatto? Diciamo un poco tutti, ma quelli che sento più spesso sono Izzo e Zappacosta. Ogni tanto con Biancolino ci siamo incrociati, abbiamo fatto il corso a Coverciano insieme. Con Fabbro, con Gianluca De Angelis, più quotidianamente con Gianluca e un po’ con tutti. Alla fine ho avuto Castaldo con me anche da allenatore, da calciatore lui. Diciamo che si è creato comunque, i rapporti poi rimangono. Infatti era un gruppo molto sano”. Chissà, magari un giorno ritroverai sulla tua strada l’Avellino, cosa puoi dire ai tifosi che non ti hanno dimenticato? “Faccio un grosso in bocca al L’Avellino, saluto tutti i tifosi e spero che L’Avellino possa ritornare nelle categorie che merita”. Aventi con il prossimo, non perdeteci di vista, potreste pentirvene.

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Giornalista sportivo, iscritto all'albo dopo una lunghissima gavetta. Una passione malcelata per la Formula Uno.

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