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Cantando sotto la pioggia. Nico Rosberg deve solo terminare la gara dietro ad Hamilton (qualsiasi posizione) e ripetersi ad Abu Dhabi per festeggiare il suo primo mondiale piloti. Semplice o quasi. In realtà i punti che dividono i due contendenti sono tanti, (diciannove) molti per prevedere un colpo di coda dell’inglese. Tutto può succedere. Pronti partenze e… Safety Car. La pioggia, caduta copiosa, prima della partenza costringe l’organizzazione ad optare per i primi giri (esattamente sette) a velocità controllata.
Si parte, questa volta davvero, e Verstappen supera, immediatamente, Raikkonen. Il pilota della Red Bull si porta alla caccia di Rosberg che tutto vuole, tranne battagliare con qualcuno per rischiare di rovinare la sua monoposto. All’undicesimo giro Vettel perde il controllo della sua vettura ed esce fuori strada. Riesce a ripartire e corre (si fa per dire) a ai box per il cambio degli pneumatici con conseguente perdita di tempo per un bullone che non si agganciava a dovere. Al tredicesimo giro l’aquaplaning colpisce ancora. Questa volta la vittima è Ericcson che dopo aver rovinato, irrimediabilmente, la sua vettura si ferma proprio nei pressi dell’entrata ai box. Ancora Safety Car. Sette giri con le monoposto in fila indiana in barba allo spettacolo che è l’unico assente sino a questo momento. Si riparte e dopo pochi metri testacoda anche per Raikkonen che distrugge la vettura e mestamente, a piedi, si dirige ai box. Ha rischiato grosso il finlandese con le vetture che gli sfrecciavano a pochi centimetri. Brivido. Di nuovo Safety Car. Incredibile, le auto tutte ai box per una pausa, in attesa di ripulire la pista. Intanto la rossa di Maranello con Raikkonen fuori gioco e Vettel al quindicesimo posto vede sfumare la possibilità (seppur effimera) di poter vincere il primo gran premio di questa stagione che volge al termine. Dopo una sostanziosa pausa, buona per un tè caldo, si riprende. Le auto ripartono dalla Pit-Lane ma sempre con la Safety Car a fare da battistrada. Ancora in regime di velocità controllata e Palmer colpisce Kvyat. Ennesimo incidente in una gara da considerarsi davvero maledetta. Ventinovesimo giro, bandiera rossa ma nessuno ne avvertiva la mancanza. Vertsappen supera Rosberg che non vuole rischiare visto il modo non sempre corretto di condurre del giovane pilota olandese. Vettel dalla quindicesima posizione si porta in zona punti. Verstappen nella foga di rincorrere Hamilton esce fuori pista ma riesce (con tanta fortuna e non certo bravura) a non urtare e riprendere cosi la corsa sempre davanti a Rosberg. Al quarantaduesimo giro Vettel supera anche Alonso e si porta al settimo posto, poi è la volta di Nasr. Il tedesco è sesto dietro a Verstappen che però ha cambiato gli pneumatici. Al quarantottesimo giro….indovinate ? Safety Car….Massa si ferma davanti all’entrata ai box. Abbiamo perso il conto delle interruzioni nel mentre pensiamo che più di una gara di formula uno ci sembra di assistere ad una vera e propria maratona. Intanto Verstappen (aveva scelto le intermedie) scivola al tredicesimo posto ma recupera come un forsennato, in pochi giri, è settimo dietro a Hulkenberg ma non gli basta e alla fine giunge terzo dietro solo alle Mercedes di Rosberg ed Hamilton. Ad un solo gran premio dalla fine del campionato il tedesco della Mercedes ha dodici punti davanti al suo compagno di scuderia e quindi si può permettere di arrivare anche terzo e vincere, comodamente, il suo primo mondiale piloti.

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