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F1: Bisogna battere le Mercedes per ridare interesse al mondiale

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Domenica 23 Giugno è mestamente calato il sipario sul Gran Premio di Francia con l’ennesima vittoria di Lewis Hamilton (ha settantasei punti di vantaggio su Sebastian Vettel). Quasi sicuramente la casa di Stoccarda vincerà il sesto campionato mondiale (piloti e costruttori) consecutivo. Come al solito le monoposto con la stella a tre punte hanno fatto il bello ed il cattivo tempo con l’inglese a dir poco indemoniato che con gli pneumatici con vistosi blister è quasi riuscito (all’ultimo giro) a fare il miglior tempo se non fosse stato (almeno questo) per la strategia della Ferrari che ha richiamato il tedesco per il cambio gomme (banda rossa nuova). Otto Gran Premi ed altrettante vittorie della Mercedes (sei doppiette). E’ chiaro che la casa di Stoccarda ha intenzioni serie: superare il record della McLaren che nel 1988 riuscì ad imporsi per undici volte consecutive prima di farsi superare dalla Ferrari. Di questo passo solo i parenti dell’inglese vorranno vedere la Formula Uno. E’ la verità. Quanto interesse può destare il campionato se non c’è alcun equilibrio, se le Mercedes fanno quello che vogliono e sin dal Venerdì? Qualche riflessione va fatta e magari mettendo da parte ogni forma di patriottismo. Sebastian Vettel sembra aver mollato e Charles Leclerc soffre nei panni del secondo pilota. Per fortuna le Red Bull non sembrano attraversare un buon momento ed il secondo posto (mondiale costruttori) al momento sembrerebbe alla portata della scuderia di Maranello.

Domenica 30 giugno si torna in pista nel Gran Premio d’Austria. Non c’è tempo per rammaricarsi, bisogna pensare a vincere per evitare una emorragia di telespettatori.

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Giornalista sportivo, iscritto all'albo dopo una lunghissima gavetta.

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