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Non si è mai fatto mancare nulla, figuriamoci se Zlatan Ibrahimovic poteva farsi mancare un film su ste stesso. Si tratta infatti, di un vero e proprio docu-film sui primi anni nel calcio dello svedese che uscirà proprio oggi nelle sale cinematografiche italiane, e si chiama “Ibrahimovic, diventare leggenda” (Der unge Zlatan in lingua originale svedese), ed è stato presentato in anteprima giovedi 10 novembre al Cinema Adriano di Roma. In Inghilterra è stato trasmesso già quest’estate, quando Ibrahimovic approdò al Manchester United.
Una pellicola coinvolgente, veritiera ed appassionante, con dialoghi in tre lingue diverse. Si parte da Malmoe, con i primi anni della carriera di Zlatan, per passare da Amsterdam (l’approdo all’Ajax) e infine alla Juventus.
I 96 minuti sono una carrellata di video ricordi nella vita di Ibrahimovic, con immagini e riprese originali dove si vede un Ibra tardo adolescente, con la fidanzata dei tempi di Malmoe che lo aspetta dopo le partite o nella propria intimità domestica a giocare con la playstation, fino ai suoi primi passi (e difficoltà) in campo.
Emerge in maniera netta il carattere, sin da subito scontroso e ribelle, di uno Zlatan per nulla diverso dal campione di oggi.
Forse un predestinato, certamente un ragazzo abituato a sgomitare per avanzare nella vita e – purtroppo – anche nel calcio. Molte immagini stupiscono per la vicinanza al calciatore, come se chi in quel momento stava riprendendo sapesse che da lì sarebbe nata la narrazione per la vita di un campione.
Il docufilm è un vero e proprio album completato anche dalle testimonianze di Fabio Capello e del direttore di Tuttosport (al momento delle riprese) Vittorio Oreggia, in cui una delle figure centrali della vita di Zlatan è certamente il procuratore Mino Raiola.
Mancano, però, gli anni d’oro: dal passaggio al Barcellona fino all’approdo a Manchester, sponda United, passando per Inter, Milan e Paris Sant Germain; che sia l’indizio per un sequel?


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