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Servizio di Luca Alvieri @riproduzione riservata
Le pause per le Nazionali stanno per terminare e dopo aver battuto il Liechtenstein per 4-0, ci rimane da affrontare la Germania, ma è solo una amichevole, forse. Fatto sta che ogni italiano, e non, sta aspettando con ansia che si riprenda il campionato e non perché si ritorna a giocare al fantacalcio, le schedine a sistemone e i pomeriggi buttati sul divano con una birra ghiacciata sul tavolino, no…perché magari la birra, se la conservano per la sera. Infatti, andando per ordine, questo week-end ha deciso di regalarci grande calcio e, aiutato anche dal computer del calendario, che a quanto ha voglia di una birra ghiacciata anche lui, ha messo: Dortmund-Bayern, Atletico-Real Madrid e Milan-Inter, nello stesso turno. Riuscireste ad immaginare una giornata di campionato più esaltante? Difficile. I primi ad affrontarsi sono le due corazzate tedesche, che possono stravolgere le sorti del campionato con qualsiasi risultato. Il Bayern è primo in Bundesliga, ma non è il solo, infatti, c’è un piccolo intruso chiamato Red Bull Lipsia, una squadra nata nel 2009 dalle “macerie” del Markranstädt grazie al famoso marchio “Red Bull”, che ne acquisì la licenza sportiva portando il club dalla 5^ divisione tedesca alla massima serie. Il Lipsia viene da ben 5 vittorie consecutive e condivide il clamoroso primo posto con il Bayern a 24 punti. Ed è ancora imbattuto. A meno 6 punti da questa strana coppia di testa c’è il Borussia Dortmund di Thomas Tuchel, attualmente in 5^ posizione. Causa 3 pareggi e una sconfitta nelle ultime 5 partite. Il match va in scena all’Iduna Park, casa del famoso “muro Giallo”. Che però non è tanto fortunato come ci si crede, infatti, nelle ultime 5 di campionato, il Dortmund è riuscito a battere il Bayern soltanto una volta, dovendo anche risalire al 2012. Il Bayern di Ancelotti viene da un periodo altalenante e deve vincere questa partita per per instaurare una nuova striscia di vittorie consecutive, fermatasi alla 5^ giornata. Il Dortmund, d’altro canto, ha un po le sorti della Bundesliga fra le mani. Perché qual’ora dovesse battere i bavaresi, riaprirebbe le sorti finali del campionato per poi rilanciarsi nella corsa “scudetto”. Mentre in caso di sconfitta, dovrà dire addio ai propri sogni di gloria. Continuando per ordine, ovvero arrivando alle 20:45 di sabato, c’è il famoso derby di Madrid. La gara si disputa al Vicente Calderon ed è valida per la 12^ giornata di Liga. Il Real Madrid arriva in casa dell’Atletico guardando i Colchoneros dalla vetta della classifica, infatti, gli uomini del Cholo Simeone sono attualmente in 4^ posizione a meno 6 dai “cugini” del Real. L’Atletico è reduce da una bruciante sconfitta in casa della Real Sociedad per 2-0 e solo due turni prima, perse 1-0 anche col Siviglia al Sánchez Pizjuán. Insomma, le trasferte in questa stagione, non fanno al caso del Cholo. Mentre il Real Madrid, è ancora imbattuto. I Blancos vengono da 4 vittorie consecutive ma devono stare attenti ad ogni eventuale passo falso avendo il Barça a soli 2 punti di distanza. Gli uomini di Zidane sanno benissimo che la vita al Calderon non è mai stata rose e fiori per loro, infatti, il parziale è nettamente a favore dell’Atletico, che non perde un derby in casa da ben 6 partite fra campionato e coppe. Per trovare una vittoria del Real in trasferta bisogna risalire al 2014, dove vinse 2-0 in Copa Del Rey. Mentre in campionato si deve dare un’occhiata all’anno prima, quando il Real s’impose per 2-1 al Calderon. Tornando ai tempi d’oggi, un eventuale vittoria del Real Madrid consacrerebbe il periodo nero che sta vivendo l’Atletico in campionato, che rischia, con una sconfitta, ironia della sorte, di essere superato proprio dal Siviglia e raggiunto dalla Real Sociedad. L’ultimo incontro del week-end, alle 20:45 di domenica, è il match che il calendario si è conservato per la fine di una bella giornata di calcio, quella partita in cui rimpiangi il triplice fischio e maledici le regole che la fanno durare soltanto 90 minuti. Tutto questo, è il derby di Milano. Milan e Inter si apprestano ad incontrarsi per la 217^ volta nella loro storia in questo 13° turno di campionato, che vede il Milan guardare fieramente dall’altro della classifica i cugini dell’Inter, sprofondati in 9^ posizione a meno 8 dai rossoneri. Il Milan è reduce da una sola sconfitta nelle ultime 9 gare, mentre i nerazzurri hanno perso 4 partite delle ultime 7 disputate. Tutti sanno però, che il derby è una partita a sè, e se guardiamo il parziale degli ultimi anni, è leggermente a favore dell’Inter. Infatti, arrivando fino al 2012, in 8 derby disputati in Serie A, il Milan ha vinto soltanto 2 volte, mentre i nerazzurri hanno vinto 3 incontri tutti per 1-0. L’Inter, tornando al derby di domenica, viene da un burrascoso cambio di panchina, dove il mal capitato De Boer è stato esonerato dopo la sconfitta rimediata al Luigi Ferraris contro la Samp, per 1-0. Al suo posto è arrivato Stefano Pioli, non prima che l’altro Stefano, Vecchi, tecnico della primavera nerazzurra, prendesse temporaneamente il posto dell’olandese. L’ex allenatore della Lazio è alla sua prima esperienza in una “big” e il suo massimo risultato fino ad ora, è stato portare la Lazio ai preliminari Champions due stagioni fa (poi non passati, ndr) a discapito del Napoli, battendo proprio gli azzurri nell’ultima di campionato al San Paolo per 4-2. Non proprio impresa facile. Ma prima che il tecnico possa mettere mano tramite il mercato di gennaio, in conferenza ha detto che punterà tutto sull’intensità e il cuore che i giocatori dovranno mettere in campo. Cosa francamente mai vista fin ora dai giocatori dell’Inter. A Milanello, invece, si respira tutta altra aria. Pronti ad affrontare l’ultimo derby targato Berlusconi e Galliani, il Milan di Vincenzo Montella è l’emblema dei risultati ottenuti tramite cuore e sacrificio, infatti, pur non esprimendo il miglior gioco al mondo, riesce ad ottenere la vittoria sudando e correndo su ogni pallone. Il terzo posto e la vittoria sulla sulla Juventus, che non avveniva da 9 gare, ne sono l’esempio pratico di quanta fame e forza ha questo Milan. Un altro punto di forza dei rossoneri è sicuramente la capacità di sfornare talenti dal vivaio. L’ultimo arrivato in prima squadra è Manuel Locatelli, classe 98 che ha preso le chiavi del centrocampo a discapito dello sfortunato capitano Riccardo Montolivo, infortunatosi al ginocchio lo scorso ottobre. Ultimo esempio, doveroso, è il “portierino” classe 99 Gianluigi Donnarumma, che dopo essere subentrato la stagione scorsa all’infortunato Diego Lopez, non è mai più uscito da quella porta…e tutti i milanisti sperano, che non debba mai farlo. Eccovi raccontante nel dettaglio le 3 più grandi sfide di questo week-end, che mi hanno ispirato questa mattina a buttare giù queste righe per amore del calcio. Perché una domenica così, va raccontata e vissuta… fino in fondo.

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