16 Maggio 2026
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Derby d’Italia senza reti

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isidoro niolaServizio di Isidoro Niola @riproduzione riservata


Finisce a reti bianche il derby d’Italia. Pari in tutto, per i legni colpiti dalle due squadre, uno per parte, per il sostanziale equilibrio tra i due tempi (il primo all’Inter ed il secondo alla Juve), per le occasioni sciupate. Forse al netto di quanto accaduto il pareggio sta un po’ stretto alla Juve che se avesse avuto quel pizzico di cattiveria in più sotto porta avrebbe meritato la vittoria. Comunque, il risultato di parità sta meglio ai nerazzurri che, con la sconfitta della Fiorentina a Napoli, adesso si trovano ad una sola lunghezza dai capolista Viola e a pari punti con la Roma. Per la Juve il pareggio non migliora la classifica, la peggiore degli ultimi 54 anni, ma con tutta probabilità le ha dato consapevolezza dei propri mezzi tecnici in virtù di una padronanza di gioco e di personalità mai dimostrate prima in quest’inizio di campionato. Su tutti l’Higlander Andrea Barzagli, vero e proprio monumento difensivo, che non l’ha mai fatta vedere ad Icardi, grande anche in fase di propulsione sulla corsia di destra. Buone le prestazioni di Khedira, vicinissimo al gol (suo il destro che ha colpito il palo con Handanovic battuto) e di Cuadrado, spina nel fianco della difesa interista. Grande impegno da parte di Zaza, schierato da Allegri a sorpresa in coppia con Morata, mentre deludente è stata la prestazione di Pogba che dopo un primo tempo a tratti inguardabile, si è ripreso nella seconda parte di gara diventando spesso e volentieri il grimaldello del centrocampo bianconero. Comincia bene la Juve che nel primo quarto d’ora diventa padrona della gara, soprattutto con le accelerazioni di Cuadrado sulla destra. Un tiro del colombiano è respinto non senza difficoltà da Handanovic. L’Inter si ricompatta e comincia a macinare gioco facendo leva soprattutto sull’estro di Jovetic: un suo tiro viene murato da Barzagli con Buffon in uscita. Ma l’occasione migliore per i nerazzurri capita sui piedi di Brozovic che con un tiro carico di effetto defilato sulla sinistra colpisce la traversa con la decisiva deviazione di Buffon. La ripresa si apre sotto il segno della Juve che diventa padrona del campo e gioca con grande personalità. Sempre Cuadrado dalla destra, con uno spunto personale, impegna severamente Handanovic, fortunato a deviare con i piedi la sfera in angolo. Ma la grande occasione capita sui piedi di Khedira che tutto solo in area, servito da Morata, colpisce la base del palo alla destra dell’estremo difensore interista. Allegri a questo punto sostituisce le due punte Morata e Zaza con Dybala e Mandzukic ad un quarto d’ora dal termine ma la partita non subisce scossoni, eccetto due punizioni interiste dal limite dell’area battute fuori da Jovetic e Perisic. Questo derby d’Italia ci ha detto che, se non si guarda la classifica attuale, il gap tra la Juve e l’Inter non si è colmato nel senso di una sostanziale superiorità bianconera a livello di gioco e di personalità. Ma la classifica attuale ci dice che la Juve è poco al di sopra della zona retrocessione, pur essendo distante sei punti dalla zona Champions. Stranezze di un campionato che non ha ancora trovato la sua padrona, all’insegna di una “democrazia” calcistica dopo quattro anni di dittatura juventina. Per la Juve il prossimo appuntamento è fissato a mercoledì con la terza giornata del girone di Champions. Allo Stadium è di scena il Borussia Monchengladback. Una vittoria per gli uomini di Allegri significherebbe la quasi aritmetica certezza del raggiungimento degli ottavi di finale.


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Giornalista sportivo, iscritto all'albo dopo una lunghissima gavetta. Una passione malcelata per la Formula Uno.

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