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Il gioco c’è, la cattiveria no. L’Avellino pareggia 1-1 con il derby con il Benevento dopo aver messo all’angolo per un’ora abbondante la seconda forza del campionato (in coabitazione con Frosinone e Spal). La prodezza di Verde è da spellarsi le mani, ma non basta per portare a casa i 3 punti perchè a 8′ dal termine Cissè, appena entrato in campo, punisce i biancoverdi che in precedenza avevano colpito anche 2 legni con Asmah e Gonzalez. L’Avellino muove la classifica, ma resta con il magone per la vittoria svanita sul più bello.
MAGIA DI VERDE- Novellino riconferma il 4-4-2 di 7 giorni fa con il tandem Ardemagni- Castaldo. Baroni risponde con il 4-3-3: davanti spazio al tridente Ciciretti- Puscas- Ceravolo. Avellino subito aggressivo: passano 120” e Ardemagni sfiora la traversa in rovesciata. Un minuto dopo Verde libera il destro, risposta superba di Cragno a mano aperta. L’ex Roma è ispirato e al 6′ inventa il vantaggio con un sinistro stupendo che scrosta le ragnatele nel sette. Avellino avanti meritatamente. I biancoverdi non si accontentano e continuano a spingere, mentre il Benevento assiste impassibile alla tempesta irpina. L’unico sussulto degli ospiti è un tiro telefonato di Puscas che non impensierisce Frattali. L’Avellino controlla bene e quando affonda dimostra di poter sempre fare male: Ardemagni raddoppia, ma Pinzani annulla per fuorigioco. L’Avellino gioca bene ed è ben messo in campo, nel Benevento c’è tanta distanza tra i reparti e poche idee. Ma l’arma in più dei biancoverdi è sempre Verde che è ovunque: scatta, inventa e ripiega. La reazione degli ospiti è in una conclusione centrale di Pezzi, subentrato al posto di Lopez da poco. Nell’ultima quarto d’ora succede poco e si va quindi all’intervallo dopo 4′ di recupero e con i padroni di casa avanti 1-0.
CISSE PUNISCE-La ripresa si apre sempre con l’Avellino in avanti: incursione di Asmah, tiro-cross e palla che si stampa sul palo esterno. Per attendere una reazione del Benevento bisogna attendere il 50′: Ciciretti si libera e calcia da posizione defilata, ma la palla termina ampiamente sul fondo. L’Avellino ribatte colpo su colpo: taglio di Ardemagni e miracolo di Cragno sul tocco di Camporese. Ma la partita si è accesa e si gioca a ritmi vertiginosi: Pezzi di destreggia in area e batte a rete, Frattali si allunga e respinge, Castaldo prova il jolly dalla mediana senza trovare il bersaglio grosso. Poco dopo finisce la partita di Ardemagni, al suo posto Mokulu. Il Benevento passa al 4-2-3-1 con Falco al posto di Buzzegoli: l’asse tra il neo entrato e Ciciretti produce un assist per Puscas anticipato sul più bello. Gli ospiti sono a trazione anteriore e Novellino si cautela: fuori Verde, dentro Bidaoui. Il Benevento prende campo, ma l’Avellino concede poco e sfiora il 2-0 con Gonzalez che colpisce il palo di testa su calcio d’angolo. Il tecnico biancoverde si abbottona ancora di più con un centrocampista, Lasik, al posto di un attaccante, Castaldo. Gli irpini coprono tutti gli spazi in campo e costringono gli ospiti a sterili trame orizzontali, mentre le ripartenze dei padroni di casa sono sempre pericolose, anche se Belloni spara in curva da buona posizione. Baroni gioca l’ultima carta: dentro Cissè, fuori Puscas e il cambio è decisivo: il guineiano salta più in alto di tutti e trafigge Frattali sugli sviluppi di un calcio piazzato. Il pari è una doccia gelata per l’Avellino incapace di reagire. Il Benevento si accontenta e rallenta. Finisce 1-1: senza vincitori nè vinti. Ma anche con tanta amarezza per i lupi.
Mariano Messinese

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