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Per la rubrica “Accadde oggi”, ricordiamo uno dei gol più belli in carriera, di Francesco Totti, il Capitano, con la C maiuscola; il Capitano che mai ha abbandonato la squadra della capitale; mai una volta l’ha lasciata sola; insomma, mai una volta, si è rifiutato di difendere i colori giallorossi che fin da piccolo scelse di sposare. E’ l’anno 2000. Quell’anno, la Roma, alla guida di Fabio Capello, giunse allo scudetto al termine di un’annata semplicemente indimenticabile ed incredibile. La squadra di quell’anno, infatti, oltre a Totti, poteva godere della tecnica e delle capacità di numerosi calciatori che, poi, sono rimasti nella storia: Gabriel Batistuta, per dirne uno, ma ancora, Cafù, Aldair, Nakata, Montella, Zebina, Walter Samuel e tanti altri. Mentre nel Maggio 2000, infatti, i cugini della Lazio festeggiavano lo scudetto, la Roma divenne la seconda società, dopo appunto la Lazio, ad essere quotata in borsa. Questo permise, appunto gli acquisti, di numerosi calciatori di spessore. Fu un anno che cominciò fra le polemiche della clamorosa eliminazione dalla Coppa Italia a causa dell’Atalanta. Il campionato, invece, partì con tre successi consecutivi, ma risultò piuttosto altalenante. Le conseguenze, fortunatamente, non permisero alla Roma di correre il rischio di perdere il primato, con cui la Roma, nello stesso anno, festeggiò il 3° scudetto (dopo il 1941-42 e il 1982-83) con il “Re Leone”Batistuta che si rese protagonista indiscusso della stagione con 20 reti in Campionato. Una delle partite più indimenticabili di questa stagione fu probabilmente, Roma-Udinese, 10 Dicembre 2000. I giallorossi passarono in vantaggio con Batistuta, e raddoppiarono con la firma di Totti, con uno dei gol più belli nella sua carriera. Cross di Cafù, e il Capitano conclude a rete con un sinistro al volo che battè Turci, portiere dell’Udinese. E chi se lo dimentica più quel gol! L’Udinese, poi, accorciò le distanze su punizione con Muzzi, ex Roma, che trafisse la porta difesa da Antonioli (con una deviazione di Aldair). Questo, però, e fortunatamente, non rovinò la festa Roma, che mise le ali, e si preparò pronta a spiccare il volo, che l’avrebbe portata dritta allo scudetto. La Roma di Capello, quell’anno diede il via alla festa che portò la città di Roma, ad esplodere di gioia, e le strade si trasformarono in un vero e proprio spettacolo di colori rossi e gialli. Una bella vendetta nei confronti dei cugini, che l’anno prima avevano tappezzato la città di colori diversi. La perla del 2000, infine, di Totti, rimane semplicemente, uno dei più bei tiri mai visti nella storia del calcio italiano. La favola Roma e Totti, sappiamo come andrà a finire negli anni post 2000: il Capitano diventerà una delle poche bandiere in Italia. Tutt’oggi lo è. A Roma, Totti, e l’ottavo re della città. E’ un racconto mitologico. E’ lo stendardo della romanità. Basta pensare alla gara contro il Torino, lo scorso anno, finita 3-2, grazie ad un Totti che all’età, di 39 anni, è capace di entrate e fare doppietta in 2 minuti, regalando l’ennesima vittoria alla Roma di Spalletti, e l’ennesima favola da raccontare, da nonni, ai nipoti. Perchè Totti è molto più di un semplice calciatore. Totti è portavoce del calcio nel mondo e simbolo di quel calcio che vorremmo non finisse più..


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