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C’è anche il Milan: rossoneri volano al quarto posto

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Dalla debacle nel Derby, alla conquista della Champions. In due settimane il Milan è passato clamorosamente dal piangere sul latte versato, al godersi, almeno momentaneamente, un posto in Europa. La vittoria contro il Genoa, infatti, ha catapultato i rossoneri al quarto posto in classifica, agganciando cosi la Lazio ferma a 18 punti.

Le reti di Suso (inarrestabile) e Romagnoli permettono al Milan di passare sulla squadra di Juric che, con un po di fortuna, stava portando a casa un altro clamoroso risultato dopo il pareggio di Torino. La gara per Gattuso è iniziata male già prima dell’ingresso in campo, poiché costretto a fare meno di Biglia proprio all’ultimo secondo. Dentro dunque Bakayoko e un nuovo modulo: il 3-4-1-2, con Calhanoglu dietro le due punte e il francese al centro del campo in coppia con Kessie, recuperato quasi del tutto. L’ex Chelsea inizia molto bene la partita, salvo poi tornare subito “in se” ad inizio secondo tempo, quando regala letteralmente l’opportunità di segnare a Kouame che, con un rimpallo che sfida le leggi della fisica, sigla il gol del pareggio. Ha giocato anche Laxalt dal primo minuto, ma la sua velocità sembrava quasi azzerata dalla super prestazione di Biraschi, autore di un’ottima partita.

Fatto sta che alla fine i 3 punti sono arrivati lo stesso, grazie alla caparbietà della squadra di Gattuso e anche ad un pizzico di fortuna, con Romagnoli che al 91′ ha punito in pallonetto un’uscita sporca di Radu. Lo stesso portiere genoano, però, ha giocato una grande partita tra i pali, negando più e più volte la rete ai rossoneri.

Non è stata certo la più brillante delle partite giocate dal Milan, ma c’è da dire che nonostante la grande pressione degli avversari, la difesa rossonera ha concesso soltanto 2 tiri verso lo specchio, senza contare l’autogol che non si può catalogare nemmeno come cross. È mancato ancora una volta qualcosa a livello d’attenzione, unito a qualche carenza tattica di un modulo deciso all’ultimo istante per forza di cose.

Senza Biglia, infatti, il Milan ha dovuto impostare quasi sempre con i difensori, oppure con Higuain (o Calhanoglu, poche volte) costretto a prendersi palla all’altezza del cerchio di centrocampo, togliendo fisicità e tecnica al reparto avanzato. Le ripartenze del Milan sono state pressoché nulle, perché né Bakayoko e né Kessie, avevano i tempi tattici dell’ex Lazio. Speriamo, dunque, che non sia nulla di grave per lui.

Il piazzamento Champions è stato finalmente raggiunto, ora non resta quindi che difenderlo. Domenica c’è già una prova difficile in casa dell’Udinese, prima di prepararsi alla sfida con i “bianconeri più forti” la settimana seguente. Queste sono le sfide che precedono la sosta per il Milan di Gattuso, dove serviranno sicuramente più accorgimenti tattici e molta, molta più attenzione.

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Grande appassionato di calcio, italiano ed internazionale. Grandissimo tifoso del Milan, delle favole calcistiche e della storia che il calcio racconta. Se il pallone avesse un volto, sono sicuro che assomiglierebbe al mio...

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