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Servizio di Luca Alvieri @riproduzione riservata
Prima doveva essere una conferenza stampa, poi è declassata ad un’intervista e alla fine si è tramutata in una chiacchierata in salotto (ovvero la sua cucina) fra attori che leggono il proprio copione. A questo caffè fra amici hanno partecipato soltanto Rai, Mediaset e Sky. Guai se c’erano altre emittenti pronte a fare domande scomode. Comunque, detto questo, vi riportiamo le scus…ehm, le dichiarazioni più importanti dell’interista tenuta segreta fino allo scoccare della mezzanotte:
“Si era creato un clima ostile e violento. Eravamo costretti a dover rinnovare”.
Mi sembra giusto. Se un club offre 5 mln all’anno ad un giocatore 18enne, con tanto di fascia da capitano, aspettando una riposta che dopo settimane ancora doveva arrivare e senza dare alcun ultimatum, non potete dire niente…è’ stato sicuramente costretto.
“Lui è stato minacciato, la famiglia è stata minacciata: minacciato di morte e di non giocare. Un esempio: lo striscione. La società lo doveva rimuovere, Gigio non si è sentito protetto”.
Ma come, una persona di cotanta scaltrezza e astuzia, non è stata abbastanza intelligente da capire che il destinatario dello striscione…era proprio lei? Mah. Quindi chi è che non si è sentito tutelato, tu o Gigio? No perché se il Milan doveva rimuovere lo striscione della Curva Sud, contro di te, per difendere Donnarumma… i conti non tornano. Proprio come quelli che Raiola ha dichiarato poi in seguito a “La Stampa”, dichiarando:
“Se offri 10 mln di ingaggio a Morata, non ne puoi offrire la metà a lui”. E’ menomale che “non è una questione economica” Cit.
Ma andiamo avanti, che è meglio…forse: “Io e Mirabelli non c’abbiamo feeling, siamo su due sponde totalmente differenti. Il suo atteggiamento da dirigente non lo accetto, non lo condivido e non glielo permetto”

Perfetto, il dirigente Mirabelli non si può comportare da dirigente Mirabelli. Meno male però, che ad accontentare il buon Mino ci pensiamo noi: ecco un Mirabelli versione macellaio. Forse con il camice sporco gli sarà simpatico, o forse la prenderà come una minaccia? Rispondete numerosi.
Beh, che dire, vi abbiamo smontato una perfetta sceneggiatura studiata alla perfezione (quasi) da Raiola & friends. Ora, in pronta risposta, vi rilasciamo le contro-dichiarazioni (da signore) di Marco Fassone:
“Siamo dispiaciuti ma per lui nessuna chiusura di principio, se caso mai dovesse ripensarci siamo pronti ad accoglierlo a braccia aperte. Sono sicuro che i rapporti con i tifosi si risani in caso di rinnovo. Mi è parso di capire che la volontà dell’agente è prevalsa sull’effettiva volontà del giocatore. Fin dalla prima settimana del nostro insediamento abbiamo avuto contatti continui con il giocatore e il suo agente. Credo sia normale che un giocatore debba dirci prima dell’inizio della nuova stagione se vuole continuare la sua carriera con noi o meno (e questo risponde perfettamente alle accuse di Mobbing di Raiola). Fino al 1° luglio 2018 è un nostro giocatore e non è in vendita. Speriamo almeno abbia il buon senso di non andare alla Juventus”.

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