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Un titolo ampiamente utilizzato ma che rende ancora l’idea, purtroppo, del clima (avvelenato) di un calcio, quello italiano, che non riesce a restare solo un gioco. Ogni occasione è buona per creare polemiche (la qualità dell’informazione si limita solo al numero di letture). Ecco che nascono come funghi i siti (basta poco) monotematici con l’unico interesse di raccontare il meglio di una squadra ed il…peggio delle altre. Giornalisti che per meri motivi si alzano la mattina con l’unico intento di scrivere (male) di qualche giocatore o allenatore che in passato ha avuto la colpa di aver vinto contro, incredibile ma vero, la propria squadra del cuore. Il problema, non chiaro a tutti, è semplice: grazie ad una incredibile velocità, le informazioni arrivano a tutti e molte volte caricano, inutilmente, chi non ne avrebbe bisogno. Leggere di un tifoso che deride una squadra che perde in competizioni europee (non solo) fa parte del gioco ma quando a farlo è un giornalista (gior-na-li-sta) vuol dire che qualcosa non sta andando per il verso giusto.
Allegri, nel bene e nel male. Un allenatore che non è proprio simpatico a tutti (addirittura tra i sostenitori della sua stessa squadra). La sua Juventus non gioca bene (non sono io a dirlo) ma vince. Vince solo in Italia ma vince. Cinque scudetti consecutivi, gli altri sono artisti del pallone, disegnano le geometrie, pennellano le zone del campo con colori sgargianti e poi lasciano l’Italia perché (a loro dire) nel bel-paese non si vince. Torniamo a noi. L’ennesima polemica vede protagonista il trainer toscano che non perde occasione (di sicuro è nervoso per l’uscita ai quarti di Champions) di rispondere, a volte anche in maniera spropositata, a domande che potrebbero metterlo in difficoltà. Non ultima (non sarà l’ultima) quella con Adani. A nostro parere se la poteva risparmiare. Se scegli di fare il mestiere dell’allenatore devi rispondere, in maniera appropriata, non solo per quello che fai o decidi nel rettangolo da gioco. Amen. In realtà quanto ci importi del diverbio tra i due è davvero inutile farlo presente ma a qualcuno (non ha altro a cui pensare evidentemente) fa comodo per poter scrivere un fiume di invettive e trasformarle in popolarità contro un allenatore poco simpatico ma molto vincente e non sappiamo (non vogliamo saperlo) se lo fa per il primo o per il secondo motivo.

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