16 Maggio 2026
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CALCIO E POLITICA . Intervista con l’On. Gianluca Cantalamessa

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Intervista di Maurizio Longhi @riproduzione riservata


Non si definisce un semplice tifoso ma un “malato” del Napoli. L’On. Gianluca Cantalamessa, insieme ad altri suoi colleghi, porta la fede azzurra in Parlamento e la condivide anche con chi è agli antipodi politicamente. Il calcio, nella fattispecie il Napoli, unisce ciò che la politica divide, del resto non è questo il senso dello sport? L’On. Cantalamessa è un esponente della Lega, partito al governo del Paese dopo il contratto sottoscritto con i Cinquestelle in seguito alle elezioni dello scorso 4 marzo. Tre mesi di trattative per arrivare ad una maggioranza o ad una formazione se vogliamo dirla in termini calcistici, come se fosse stato un ritiro prima di tuffarsi nel rettangolo di gioco, ops, agone politico. Chissà se, spulciando il contratto, non ci sia un paragrafo dedicato al 4-4-2 o 4-3-3. In effetti, anche in politica c’è chi arremba e chi gioca di rimessa, chi preferisce l’attacco e chi il contenimento, l’importante è toccare palla. Un parlamentare di maggioranza è un po’ come quel titolare che deve difendere la propria maglia per evitare che chi sta in panchina, all’opposizione, possa recuperare terreno. L’On. Cantalamessa milita nelle file del Carroccio che, nato, cresciuto e insediatosi al Nord, prova a mettere radici anche nel Mezzogiorno attraverso i suoi rappresentanti meridionali. Incontriamo il parlamentare leghista a Napoli e gli chiediamo di parlarci del Napoli, di come vive questa passione per la squadra della sua città e di come la declina anche da parlamentare della Repubblica. A Montecitorio, palazzo della politica romana dove tra leggi, decreti, emendamenti, interrogazioni e dibattiti, si parla anche di calcio e di Napoli. Per i deputati con la passione per quella immarcescibile sfera di cuoio, il risultato della propria squadra del cuore determina l’umore con cui il lunedì si presentano in transatlantico, la qualità dei commenti mentre si sorseggia il primo caffè della settimana in attesa della chiamata in aula.

CUORI AZZURRI AL POTERE – Dall’onorevole ci facciamo dire, prima di tutto, se in Parlamento si parla del Napoli: “Certo, il senatore Gaetano Quagliarello ha creato il Fan Club dedicato al Napoli e in settimana abbiamo già organizzato di vedere insieme la partita contro il Psg. Ci riuniamo tutti parlamentari al di là degli schieramenti politici, ci unisce la fede azzurra, mentre vediamo la partita, abbiamo tutti lo stesso obiettivo: tifare per i colori della nostra squadra del cuore”. Già tutto organizzato per mercoledì, non c’è divergenza politica che tenga, quando scende in campo il Napoli si annulla ogni diversità e ci si sente parte della stessa squadra.

SARRI O ANCELOTTI – Per quanto possa essere considerata stucchevole e seccante, pare che ci sia ancora la fazione dei sarristi a vita, per i quali ogni occasione è buona per fare un raffronto con il tecnico attualmente al Chelsea ma che tanto bene ha fatto nel suo triennio partenopeo. Questo il pensiero dell’On. Cantalamessa in merito: “All’inizio avevo dubbi e perplessità ma devo ammettere di essermi ricreduto. Il Napoli di Ancelotti si caratterizza per i continui cambi di moduli con una fantasia che il tecnico di Reggiolo ha già dato dimostrazione di prediligere nelle sue esperienze passate e condite da successi straordinari. Per quanto stimi Sarri, nel suo triennio questo non si vedeva, potevamo ammirare un calcio bellissimo da vedere, un giro palla che ipnotizzava per precisione e meccanismi perfetti ma mancavano le varianti, adesso è un Napoli che punta di più sulle verticalizzazioni e con un turnover che permette a tutti di avere il proprio spazio. Dirò di più, di questo Napoli inizia a piacermi anche l’atteggiamento, se prima potevo essere un po’ scettico, ora mi sto felicemente ricredendo vedendo una squadra equilibrata e convincente”. Parole di grande apprezzamento per l’attuale tecnico: “Possiamo dire qualsiasi cosa ma sta avendo ragione lui, ha questa capacità di mischiare le carte e i risultati sono dalla sua parte. Penso a quando ha schierato Maksimovic nella difesa a tre in una gara importantissima, quasi decisiva, come quella contro il Liverpool, in cui ci si giocava gran parte delle speranze di superare il girone. Sarà perché Sarri ci aveva abituato ad un certo tipo di calcio ma l’arrivo di Ancelotti, anche per quanto mi riguarda, era passato un po’ sottotraccia, invece, sta dimostrando di essere un vincente e di voler continuare ad esserlo”.

GAP CON LA JUVE – Da Montecitorio si spera che arrivino quelle leggi che possano migliorare la qualità della vita degli italiani, di sicuro non può arrivare la ricetta con cui ridurre il divario che separa il Napoli dalla Juve. Ma per provare a colmarlo, il lavoro che va fatto è soprattutto sulla testa secondo Cantalamessa: “Non bisogna sentirsi mai secondi e pensare che la battaglia dobbiamo farla con noi stessi senza paragonarci ad altri né tantomeno alla Juventus. Più che pensare alle nefandezze altrui, meglio concentrarsi su se stessi, sui propri errori per non ricommetterli più, i successi sono questioni di centimetri, quelli che vanno conquistati con il sudore su ogni campo, le vittorie più belle sono dettate da ogni singolo centimetro”. Il gap mentale è un conto, forse è quello che alla lunga incide di più, mentre quello che separa in classifica il Napoli dalla Juve si è ridotto a quattro punti. Ma non c’è tempo di fare calcoli che all’orizzonte si stagliano due big match ravvicinati, quello di Champions contro i campioni del Psg e quello di campionato contro una Roma appannata ma sempre temibile: “Al di là di queste due partite molto importanti, dico che bisogna affrontarle tutte come se fossero delle finali di Champions, se abbiamo questa mentalità non escludo alcuno scenario, per me possiamo competere anche con la Juventus senza alcun timore reverenziale. Solo così potrà arrivare il giorno in cui ci guarderanno la targa anche a fine campionato”. Una dichiarazione intrisa di speranza e ottimismo, magari suffragata dalla fiducia riposta in Ancelotti, se ha vinto ovunque perché non potrebbe farlo anche all’ombra del Vesuvio? “E’ venuto per vincere anche qui, ne sono sicuro. Non abbiamo preso un allenatore del suo calibro per essere dei comprimari, lui non è un uomo che si può accontentare e questo sta arrivando a tutti i tifosi del Napoli”.

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Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di www.footballweb.it

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