16 Maggio 2026
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Tanto rumore per nulla

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Servizio di Maurizio Longhi @riproduzione riservata

Contro il Liverpool era stato concesso un rigore generoso al Napoli e tutta l’attenzione veniva riposta sul presunto tuffo di Callejon. Con il Genk le polveri erano rimaste bagnate ed era giusto e legittimo muovere delle perplessità perché una squadra come il Napoli doveva tornare a casa con i tre punti. Con il Salisburgo non ci si può appellare agli errori arbitrali (solo il tecnico degli austriaci poteva dire che il gol annullato ad Haaland fosse regolare), allora meglio concentrare tutta l’attenzione su quell’esultanza maleducata, irriguardosa, volgare e penalmente rilevante di Mertens in occasione del 115esimo gol. Qualcuno aveva pensato di chiamare i carabinieri per interrogare il reo, erano allertati anche i pm per aprire un filone di inchiesta al riguardo dell’indagato. Da ora in poi non si può esultare in maniera goliardica, ci vuole serietà, rigore e compostezza per non turbare la suscettibilità di alcuni puritani che, dall’alto del loro pulpito morale su cui si impancano, pontificano contro i malcostumi di alcuni giocatori screanzati.

Non si può che scegliere la strada dell’ironia per rispondere a coloro che giudicano Mertens alla stregua di un saltimbanco, di un mascalzone, di un indelicato e inurbano primitivo, di un incivile homo di Neanderthal per una esultanza che dovrebbe solo suscitare sorrisi. Che poi quel gesto scimmiottasse il magazziniere Tommaso Starace, il quale, con il suo fare scanzonato e istrionico, è solito trasmettere tutta la sua allegria al gruppo e con cui lo stesso Dries-Ciro ha un rapporto speciale, questo non importa, l’importante è far partire il processo di sputtanamento verso la persona con conseguente denigrazione della città di Napoli. Tutto a corredo di deliri senza alcun senso e figli di atavici pregiudizi. Dardeggiare la cerbottana di luoghi comuni, in questi casi, è una tentazione troppo ghiotta per opporvi resistenza, con buona pace di coloro che preferirebbero parlare delle questioni di campo, di Mertens che non solo raggiunge, ma addirittura supera il record di gol di Maradona, di Insigne che entra, segna e abbraccia Ancelotti, di una vittoria che rende il Napoli più che mai padrone del proprio destino in Europa.

E sarebbe preferibile anche parlare di una prestazione tutt’altro che perfetta, anzi, che ha fatto emergere ancora una volta i limiti di una squadra che non ha equilibrio, ma che ha riscoperto in Luperto, quarto se non quinto della gerarchia dei difensori centrali, una degna e affidabile alternativa ai titolari. Invece no, tiene banco l’esultanza di Mertens, qualcuno ha ipotizzato addirittura un messaggio a De Laurentiis per le dichiarazioni che il patron ha rilasciato sul conto del belga. Quand’anche fosse così, anche se non lo è, sarebbe stata la risposta migliore, sul campo, come dovrebbe fare ogni giocatore, e con ironia, che avrebbe suscitato una risata anche al diretto interessato. È sicuramente più elegante portare le mani verso le parti basse sotto il settore dei tifosi avversari, è un gesto altamente educativo nonché fine e raffinato che richiama certe usanze di antichi nobili di una belle epoque che civilizzava il mondo. Ma se ti chiami Mertens e indossi la maglia del Napoli, non godrai mai di una certa immunità che spetta ad altri per un decreto legge emanato dalle aule della ragion di Stato. Ma si dirà che questo è il solito vittimismo dei napoletani…

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Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di www.footballweb.it

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