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Avellino: la volpe ed il lupo

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Qualora ne avessi avuto (simpatizzanti) dopo questo articolo il mio sara’ un ground zero. Va bene, cosi’. Scegliere tra un giorno da leoni e cento da pecora? Magari (Massimo Troisi docet) una cinquantina da orsacchiotto visto che il fisico, in tal senso, ci viene e fortemente incontro. Ma e dopo alcuni giorni di rigoroso silenzio qualcosina la voglio pure dire. Viva i social-network che ci avvicinano alle persone e ci consentono di ingiuriarle meglio. Non e’ giusto, non lo sara’ mai secondo il mio modus vivendi. Non cerco proseliti a tutti i costi e non di certo con l’inganno. L’Avellino ha vinto, sul campo, il suo campionato. Dopo un avvio deludente, i Lupi, hanno e grazie all’arrivo sulla panchina di Giovanni Bucaro, raggiunto e poi battuto nello spareggio il Lanusei. Quanto fiato sprecato, tante le illazioni e le allusioni su fantomatici aiuti dall’alto. L’Avellino, a pieno titolo, giocherà in serie C. Un anno dopo l’ennesima delusione (due in nove anni sono obiettivamente troppe). Cambio di dirigenza e strada apparentemente spianata verso un riavvicinamento (corposo) della indomabile tifoseria biancoverde. Chiuso il capitolo Taccone con il definitivo rigetto del ricorso, adesso bisogna guardare avanti. Fallimento o meno i tifosi si sono ritrovati all’inferno. Si riparte sui campi polverosi di periferia e scrivere di chi è la colpa è francamente superfluo. Perché non ne abbiamo parlato prima? Per rispondere a qualche solleticazione chiariamo e senza indugi che il nostro sito tratta di calcio giocato e quando l’Avellino di Taccone era impegnato sul campo non ci siamo mai tirati indietro. Esaltavamo le gesta dei calciatori e quando era il caso facevamo l’esatto opposto. Sapevamo che non potevamo ritrovarci con due squadre tra i professionisti e quindi abbandonato tali speranze ci siamo solo concentrati su quello che succedeva su un rettangolo da gioco e abbiamo trascurato (colpevolmente o meno lo decideranno i lettori) tutto il resto. 

Dispiace per quanto accaduto, detto questo tiriamo avanti. C’è De Cesare alla guida della società dell’Avellino? Viva De Cesare, senza se e senza ma. Se a qualcuno non va giù (liberi di farlo), ci saranno almeno mille motivi per tifare altre squadre, l’importante è non gettare fango su una società che rappresenta (in attesa di un’altra ove mai ci sarà) una intera provincia, se lo fate e se avete un anche motivo valido non ci interessa. Forza Avellino, sempre e dovunque. Ultima cosa: ad Avellino che io sappia ci sono i Lupi e non le volpi, queste ultime dovranno farsene una ragione.

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Giornalista sportivo, iscritto all'albo dopo una lunghissima gavetta.

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