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Come cambiano le cose nel giro di un anno. Lo scorso campionato, ha visto il Latina protagonista con il sogno serie A sfumato solo nella finale contro il Cesena, mentre adesso c’è il rischio di ritornare in Lega Pro. Non ci si vuole proprio schiodare dalla bassa classifica e, per invertire il trend negativo, a gennaio c’è stata una transumanza di giocatori tra arrivi e partenze. La vittoria contro il Livorno, squadra con l’ambizione di ritornare in massima serie, ha sicuramente dato una scossa, mentre per il rilancio in classifica serve quella continuità che non c’è mai stata finora. La stessa di cui ha bisogno l’Avellino per restare nei piani alti della classifica evitando di continuare a perdere punti tra le mura amiche ripristinando quella “legge del Partenio” che è un po’ venuta meno.
Comunque, per parlare della condizione dei prossimi avversari dei lupi, contattiamo Alessandro Tosques di LatinaToday che non tralascia nulla e ci spiega, in modo preciso e certosino, cosa si respira in casa pontina. In primis, parliamo dei motivi di questo ridimensionamento: “Il problema è stato quello di aver sopravvalutato il risultato della scorsa stagione. Anche un anno fa mister Breda subentrò a campionato in corso e, con una mezza rivoluzione, portò il Latina ad un passo dalla serie A. Il fatto che, inizialmente, abbia rifiutato la panchina è perché aveva capito che difficilmente sarebbe stato ripetuto il campionato di un anno prima. Così è stato ingaggiato Beretta con la speranza di dare continuità al lavoro che aveva dato ottimi frutti, ma i risultati sono stati deficitari. Il crollo è iniziato proprio dopo la sconfitta casalinga con l’Avellino, da lì non si è capito più niente e non si è stati capaci di venire a capo di una situazione paradossale. Con il ritorno di Breda le cose sono andate di male in peggio, tant’è che la società ha deciso di cambiare ulteriormente guida tecnica affidando la squadra a Iuliano. Sostanzialmente l’impianto di squadra è rimasto lo stesso di quello dell’anno scorso, però, quei pochi che sono andati via davano un quid in più di cui ci si è ritrovati sprovvisti. Per esempio, non si è riusciti a sostituire un attaccante come Jonathas che faceva fare il salto di qualità, per rimpiazzarlo era stato scelto Sforzini, un buon attaccante, ma con caratteristiche che poco si sposavano con il resto della squadra. Per me è uno di quei cecchini che in Lega Pro vincono i campionati da soli ma che, in cadetteria, hanno bisogno di rifornimenti continui perché il livello delle difese sale”. Ma che aria tira nella vecchia Littoria? “La situazione si sta normalizzando con l’arrivo di Iuliano. Con il nuovo tecnico si è passati al 4-3-3, mentre con i primi due allenatori il modulo era il 3-5-2, anche se Breda nelle ultime settimane era passato con la difesa a quattro ma gli stenti continuavano e così si è optato per un nuovo ribaltone. Si è poi consapevoli di potersi tirare fuori da questa situazione anche perché, in fondo alla classifica, si fa a gara a chi sprechi più punti, ma è chiaro non c’è tempo da perdere e bisogna incamerare punti importanti per sperare di mantenere la categoria. Con il Livorno sono arrivati anche segnali incoraggianti, non solo per la vittoria, ma anche perché per la prima volta si è segnato più di un gol in una partita. Non è un caso che i pontini abbiano il peggior attacco del campionato”.
Guardando le statistiche, ciò che salta subito all’occhio è il misero bottino di gol realizzati da parte del Latina. Segno che l’attacco è stato sicuramente il tallone d’Achille: “Proprio la prima linea è stata soggetta a cambiamenti radicali. Diciamo che un po’ tutto l’organico è stato stravolto a gennaio, ad undici arrivi sono state seguite altrettante cessioni. Una rivoluzione. Peccato che non ci sia un portiere tra i nuovi arrivi, altrimenti sarebbe stata una squadra intera, anche se Shekiladze è arrivato dall’Empoli per poi essere girato al Sud Tirol. Incredibile il terremoto in attacco: si era partiti con Sforzini, Petagna, Pettinari e Paolucci, be’ quest’ultimo è l’unico superstite anche se è stato ad un passo dall’approdare a Salerno. Un dato curioso di come si sia deciso di fare tabula rasa in avanti, i partenti sono stati rimpiazzati con i vari Litteri, arrivato dall’operazione che ha portato Sforzini alla Virtus Entella, Oduamadi, Bidaoui, Sowe, insomma uno stravolgimento totale”. Un raschiamento possiamo dire ma, se il punto debole non poteva che essere l’attacco, dal momento che è il peggiore del campionato, chiediamo al caro collega qual è l’aspetto che preoccupa di meno: “Anche quando il Latina non giocava bene, non è stato quasi mai schiacciato, a parte nel derby contro il Frosinone dove si è toccato il punto più basso della stagione con una feroce contestazione da parte della tifoseria. Poi, si è quasi sempre perso di misura e si sono persi dei punti nei minuti finali. Ma la difesa non ha mai sofferto tantissimo e questo mi porta a dire che il pacchetto arretrato è il reparto più affidabile dei neroazzurri”. A gennaio sono arrivati tanti giocatori, ma anche qualche gradito ritorno: “Se le cose non sono andate bene è anche perché, dall’inizio della stagione, i nuovi acquisti hanno fatto un po’ rimpiangere i partenti. Già detto di Jonathas, non rimpiazzato a dovere, anche Ristovski e Alhassan non sono stati sostituti adeguatamente da Angelo e Rossi. A gennaio, la società si è attivata per il ritorno dei due terzini che tanto hanno fatto bene un anno fa in maglia neroazzurra. Oltre agli esterni bassi, sono arrivati anche quelli offensivi come Bidaoui e Oduamadi, mentre il centrocampo è stato rinforzato con Olivera che, con il Livorno, ha anche segnato il rigore che ha determinato la vittoria finale”.
I disagi del Latina sono stati confermati anche dai continui cambi al timone, ora ci si è affidati a Iuliano per sperare nella risalita e salvare la categoria. Ma ci interessa sapere la fisionomia dei neroazzurri con il nuovo allenatore: “Iuliano mi sta sorprendendo come allenatore, non è un catenacciaro e ci tiene a tenere le distanze corte tra i reparti. Propone buone idee di gioco e un concetto di calcio convincente con il suo 4-3-3. In casa pontina, c’è la voglia di dare continuità all’iniezione di fiducia figlia della vittoria con il Livorno, una squadra che lotta per i primi posti. Contro l’Avellino, ci saranno due assenze importanti perché mancheranno per squalifica Viviani e Bidaoui e, per la probabile formazione, ci sono alcune incognite. In porta ci sarà Di Gennaro, mentre in difesa Ristovski potrebbe giocare alto con Angelo nel ruolo di terzino destro, mentre Alhassan resterà basso a sinistra, e la coppia centrale dovrebbe essere Brosco-Dellafiore. A centrocampo, le redini del reparto dovrebbe prenderle Olivera, con Valiani e Crimi ai suoi lati. Mentre in attacco regnano dei punti interrogativi, probabile l’impiego di una punta forte fisicamente come Litteri con Ristovski a destra e Oduamadi a sinistra”. Sono venuti fuori copiosi elementi per presentare Avellino-Latina, ora passiamo ad un punto sul campionato in generale, e chiediamo al nostro interlocutore di farci una sua personale panoramica sull’attuale classifica: “E’ un campionato molto aperto, soprattutto nella parte centrale. Tra il Vicenza e il Catania ci sono sette punti di differenza con gli etnei che, con un filotto di vittorie, potrebbero rientrare nel discorso play off. Questo fa sì che ci potranno essere continui cambiamenti e stravolgimenti, magari già tra un mese staremmo qui a parlare di un classifica totalmente differente e di posizioni sovvertite. Il Bari potrà risalire, chissà se si concretizzerà la voce Cassano ma sta di fatto che già con Ebagua hanno acquistato un attaccante di categoria. Vedo male il Trapani che, cedendo Mancosu, ha perso il suo punto di riferimento principale, mentre il Brescia è una incognita, i problemi societari potrebbero influire sull’atteggiamento in campo dei giocatori ma potrebbero anche rappresentare una marcia in più come è successo l’anno scorso per il Bari. Per ciò che concerne l’alta classifica, credo che il Bologna vincerà il campionato per i valori dell’organico, mentre il Carpi è favorito per il vantaggio di dodici punti dalla terza. Ma, in questo campionato, con un filotto di vittorie si guarda in alto e con una serie di sconfitte si rischia di sprofondare, poi ci sono casi come quello del Frosinone che, pur vincendo una sola partita nelle ultime cinque, si trova sempre lì”.


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