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Per la rubrica “Accadde oggi” ricordiamo una delle tragedie più grandi nella storia del calcio italiano e non. Il 4 Maggio 1949 nella tragedia di Superga, moriva in un incidente aereo il Grande Torino. I granata erano reduci da un’amichevole a Lisbona contro il Benfica. Alle ore 17.03, però, il FIAT G.212 della compagnia aerea ALI, con a bordo l’intera squadra si schiantò contro il muraglione della Basilica di Superga, sulle colline torinesi. Il grande incidente provocò la morte di tutti i calciatori, i dirigenti e i due allenatori, nonché parte dell’equipaggio e alcuni giornalisti sportivi. Pochi giorni dopo lo Stato proclamò il lutto nazionale e ai funerali delle vittime furono stimate circa 300’000 persone. In memoria di quella tragedia, in un museo di Torino, precisamente quello di Grugliasco, sono conservati pezzi dell’aereo, ma anche alcuni oggetti personali di membri della squadra. Quel Torino fu denominato “Grande” perché reduce da 4 campionati vinti consecutivi e pronto a vincere il 5°. Ma, cosa ancor più orgogliosa, quel Torino rappresentava una grande fetta della nazionale azzurra. Tant’è che quest’ultima arrivò a giocare persino con 10/11 della squadra granata. Quell’anno, il Torino vinse a tavolino il campionato. Nelle ultime quattro partite, le altre squadre scesero in campo con formazioni giovanili. Lo shock di quella tragedia fu così tanto che l’anno successivo, dei Mondiali in Brasile, la nazionale preferì raggiungere il Sud America in nave. Quello fu l’ultimo urlo di un Torino che divenne semplicemente emblema del calcio italiano. Di seguito riportiamo l’elenco delle vittime:
Giocatori: Valerio Bacigalupo, Aldo Ballarin, Dino Ballarin, Emile Bongiorni, Eusebio Castigliano, Rubens Fadini, Guglielmo Gabetto, Ruggero Grava, Giuseppe Grezar, Ezio Loik, Virgilio Maroso, Danilo Martelli, Valentino Mazzola, Romeo Menti, Piero Operto, Franco Ossola, Mario Rigamonti e Giulio Schubert.
Dirigenti: Arnaldo Agnisetta e Ippolito Civalleri
Allenatori: Egri Erbstein e Leslie Levesley
Giornalisti: Renato Casalbore, Renato Tosatti e Luigi Cavallero
Equipaggio: Pierluigi Meroni, Celeste D’Inca, Celeste Biancardi, Antonio Pangrazi.
Vogliamo concludere nel migliore dei modi. Con alcune citazioni in memoria dell’immensa squadra granata. Citazioni di chi ha conosciuto indirettamente le imprese sportive del Grande Torino. Riccardo Cucchi, storico radiocronista, così dichiarò: “Conosco le imprese del grande Torino grazie ai racconti di mio padre, torinese e torinista. È come se fossi stato al Filadelfia: è come se avessi visto Valentino Mazzola rimboccarsi le maniche della sua maglia granata e suonare la carica; è come se fossi ancora stordito dopo la tragedia di Superga. E invece non ero ancora nato. Ma ogni anno il 4 maggio il mio pensiero va a quella squadra che giocava un calcio bellissimo e vinceva con il cuore.”. L’ultima citazione significativa che riportiamo è di Giorgio Bocca, giornalista e scrittore italiano che ha evidenziato cosa fosse realmente quella squadra. “Quel Grande Torino non era solo una squadra di calcio, era la voglia di vivere, di sentirsi di nuovo cittadini di una città viva “.
In memoria delle vittime di quella tragedia; questo articolo è dedicato a loro, da sempre nei cuori di tutti i tifosi del calcio.


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