2 Dicembre 2022
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A tu per tu con Claudia Garcia

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La giornalista Claudia Garcia ci ha concesso questa interessante intervista. Claudia collabora con diverse testate occupandosi a 360 gradi del nostro sport. La Garcia è figlia di un calciatore brasiliano che l’ha fatta appassionare tantissimo al calcio. Da piccola seguiva tanti sport poi però ha deciso di dedicarsi esclusivamente al gioco più bello del mondo.  

Sei un’affermata giornalista, raccontaci per che testate lavori  

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In realtà ho cominciato nel 2009 in Brasile, collaborando con il giornale più importante del paese: “Folha de São Paulo”, lavoravo soprattutto nella cronaca quotidiana. Ho continuato in Portogallo nel Giornale “i”, in Francia con Euronews ho lavorato per un anno nella redazione sportiva e poi in Italia, come corrispondente di Rete Globo e di GloboEsporte.com, ho iniziato come inviata negli stadi e eventi e tutta l’Europa. Un lavoro difficile, ma affascinante. Al momento, sono più a Milano e lavoro come corrispondente in Italia del giornale sportivo portoghese Ojogo e di tutto il gruppo Global Media che, oltre al giornale, ha anche radio e digitale. Collaboro con il giornale “TuttoSport” e con “Rai Sport”. 

Il calcio, come lo hai scoperto?

L’ho scoperto da quando sono nata perché mio padre è un ex-calciatore brasiliano. Ha giocato in Brasile e in Portogallo e da piccola mi emozionava guardare le gare in tivù con lui. Insieme abbiamo guardato il mondiale USA 94′, il primo ricordo del calcio che ho. Lui era molto contento, poi in Francia 98′ mi ricordo grande tristezza a casa mia quando il Brasile perse quella finale. A casa si guardava calcio ogni giorno, oltre alle squadre portoghesi, vedevamo insieme le partite del Brasileirão, la Coppa Libertadores, il Milan, Inter e Juve degli anni 90 e inizi 2000 e tanto Real Madrid e Barcellona, mi ricordo del periodo di Romario al Barca. A mio papà li è sempre piaciuto il Barca. Poi, guardavo con lui anche Roland Garros, mi ricordo le vittorie di Guga, la Formula Uno, tutti gli sport, dal golf, al NBA, ai campionati di surf, insomma. Siamo grandi appassionati di sport. Inoltre ricordo benissimo la Champions del 2004. Mio papà che faceva la pizza a casa per me e i miei amici di Porto. Si vedeva le gare tutti insiemi. Addirittura, siamo andati coi gli amici in aeroporto a prendere la squadra che arrivava da Old Trafford. Che emozione quella Champions con Mourinho.  

Quando hai capito che il calcio poteva diventare parte integrante del tuo lavoro?

Quando scelsi giornalismo, capiì che il giornalismo sportivo poteva essere una opportunità importante per me, perché sono sempre stata molto legata allo sport come spiegavo nella risposta precedente. Oltre alla conoscenza attuale, credo che la mia differenza è che ho un back ground importante del calcio degli anni 90 e inizi 2000 perché le guardavo tutte le partite a casa con un appassionato come mio papà. 

Ti vediamo spesso in Tv come Ti trovi come opinionista televisiva?

 Mi trovo bene. Alla Rai mi sento valorizzata e riesco ad esprimere le mie competenze nel modo giusto. 

Lo scudetto sembra un discorso solo della Juventus come vedi la lotta per il secondo posto

Non credo proprio che sarà così. Finché le altre squadre, ovvero Inter e Napoli, riusciranno a rimanere lì a 6-8 punti di distanza ci sarà sempre lotta. Vi ricordate l’anno scorso che alla fine il Napoli quasi quasi poteva vincere lo scudetto. In più, la Juve più avanti sarà totalmente concentrata sulle sfide di Champions. È la favorita numero uno per lo scudetto, ma credo che ci sarà lotta fino alla fine o, almeno, me lo auguro. 

Roberto Mancini sembra aver imboccato la strada giusta che ne pensi?

Bene. Strada giusta forse è ancora presto per dirlo. Vorrei aspettare la qualificazione all’Euro. Mancini è un allenatore con esperienza, in Italia e all’estero. Ha voluto fare un cambiamento importante e adesso sembra che comincia a cogliere i frutti, ma credo che sia ancora presto per dirlo. La nazionale italiana ha buoni giocatori e una tradizione talmente importante che noi vogliamo tutti vederla nuovamente la sù.

Ormai la Var è entrata in vigore da circa 1 anno che bilancio fai

Un bilancio positivo, ci sono pochi errori, per dire la verità in Italia il VAR ha avuto ben pochi problemi si paragoniamo a Portogallo o Germania dove fu applicata anche lì lo scorso anno. A volte mi chiedo com’è possibile che si giochi in Champions ancora senza VAR? Doveva essere entrata nel calcio molto prima, a volte è un pò strano che si esulti e solo dopo 5 minuti i goal vengano annullati, però è meglio così che quelle ingiustizie colossali che abbiamo visto in passato. E non è vero che rovina lo spettacolo. Il Var è anche uno spettacolo dentro dello spettacolo. Avanti col VAR tutta la vitta. 

Se un giovane volesse intraprendere la tua professione che consigli ti senti di dargli.

Non sono molto brava a dare consigli, ognuno ha la sua strada e il suo percorso e una cosa che va bene per uno non va bene per altro. Questo la vita mi ha insegnato e quindi ho smesso di dare consigli. Quello che posso dire in modo generale è che è un lavoro difficile e senza molta sicurezza. Dipendi da quello che ognuno cerca per se. Chi vuole fare il giornalista per passione e mette in testa che giornalista lo diventerà, perché no ? Bravi giornalisti e, soprattutto, indipendenti e imparziali servono sempre non solo in Italia ma in tutto il mondo. Ben vengano. 

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