16 Maggio 2026
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Supercoppa: Buzzegoli la spinge a Novara

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Quando sulla torta già guarnita di ciliegina, i tifosi granata stavano già fissando anche le candeline, un siluro incredibile di Buzzegoli ha regalato il pari e la Supercoppa al Novara. Una piccola delusione per l’entourage granata, destinata ad evaporare in fretta prima di lasciare spazio alla più importante programmazione futura. C’era Angelo Mariano Fabiani in rappresentanza della Salernitana allo stadio Bonolis: il direttore sportivo si è alzato e se n’è andato all’87’, quando i piemontesi hanno firmato il pareggio. Un gesto di stizza che ci sta, soprattutto se un Teramo mai domo, peraltro in dieci uomini per larga parte della ripresa, stava resistendo in vantaggio per merito di Lapadula. LA PARTITA. Il Teramo non snobba l’incontro, schierando una formazione di tutto rispetto ed impostata con il ‘3-4-1-2′, con Lapadula alle spalle di Donnarumma e Bucchi. Il Novara ripropone il ‘3-5-2′ già utilizzato contro la Salernitana, anche se con interpreti diversi considerate le assenze per squalifica di Pesce e Gonzales. Nei primissimi minuti sono i piemontesi che provano a sorprendere i padroni di casa, ma la deviazione sotto misura di Dickmann viene intercettata da Tonti. Ma è solo un’iniziativa estemporanea, perchè subito dopo le danze sono condotte dal Teramo che esibisce un organizzato possesso palla, anche perchè il Novara non pressa e fa densità nella propria trequarti. Le occasioni da rete scarseggiano, ed il taccuino segnala solo un tiro di Corazza che termina abbondantemente fuori. La partita è abbastanza ordinaria, non offre grandi spunti, con il Novara che esibisce qualche motivazione in più, mentre i padroni di casa, pur facendo il loro dovere, prediligono la qualità della giocata alla sostanza. La prima occasione da rete per gli abruzzesi giunge solo al minuto ventitre, quando Donnarumma, ottimamente attivato da Lapadula, fa partire un tiro potente che viene respinto da Montipò. Il Novara sa che per gestire in tranquillità la gara deve togliere i rifornimenti agli attaccanti teramani. Pressando i portatori di palla, oppure facendo densità bassa con i centrocampisti per impedire agli avanti di Vivarini di rendesi pericolosi. I piemontesi vengono meno in entrambe le situazioni, favorendo così le giocate del tridente Lapadula-Bucchi-Donnarumma. Da una di queste, viene fuori la rete del vantaggio di Lapadula e, subito dpo, una conclusione di Donnarumma che termina di poco alta sulla traversa. Il Novara è in confusione e presenta una proposta offensiva monotematica: le sgroppate con cross finale di Garofalo a sinistra, ma la retroguardia biancorossa si difende con ordine e rischia di subire il pari solo in una circostanza, quando Vicari, difensore centrale novarese, non trasforma in rete un’opportunità piuttosto ghiotta capitatagli tra i piedi a pochi metri dal portiere di casa. Il primo tempo termina con il Teramo in vantaggio, lasciando presagire una ripresa decisamente più intensa ed emozionante. Ed infatti il Novara parte a spron battuto, guadagnando due interessanti punizioni a ridosso dell’area teramana; ma le conclusioni di Buzzegoli trovano solo la barriera rivale. Il Novara non vuole rinunciare alla conquista della coppa ed il Teramo desidera chiudere bene la stagione. Motivazioni che fanno salire il tono agonistico della gara, con qualche piccola frizione tra i protagonisti in campo. Dopo dieci minuti, Toscano toglie il nervoso Bianchi, centrocampista, ed inserisce Evacuo. Tridente per i piemontesi che dà immediatamente i suoi frutti, con Corazza che va via a Perrotta che è costretto ad atterrarlo. Fallo da ultimo uomo ed espulsione: Teramo in dieci per i restanti trentacinque minuti. Vivarini non rinuncia alle tre punte e schiera i suoi con un ‘4-2-1-2′ assai offensivo. La gara adesso è completamente nei piedi di Buzzegoli e compagni. Che provano ad intensificare gli attacchi contando anche sull’ingresso in campo di Schiavi, fantasista argentino, al posto di Gavazzi, centrale difensivo, per uno spavaldo ‘4-2-4′. Forcing asfissiante del Novara, che sfiora il pari con Evacuo splendidamente servito da Buzzegoli. Vivarini , intanto, assume un atteggiamento tattico più accorto inserendo Fiore al posto di Bucchi e passando al ‘4-3-2′. Saltano gli schemi, capovolgimenti di fronte continui, calci di rigore prima concessi e poi annullati, ma il tabellino non accoglie altri marcatori. L’opportunità per chiudere la gara capita sui piedi di Donnarumma, che fallisce per ben due volte il raddoppio. Il Novara è sbilanciato e cerca di attaccare a pieno organico, ma è un assetto che lascia spazio alla qualità delle ripartenze di Lapadula e Fiore, che sono però troppo stanchi per conservare la giusta lucidità. Il Novara pigia il piede sull’acceleratore, sfondando a sinistra con Garofalo il cui cross viene raccolto in area da Della Rocca, ma il tiro dell’ex bolognese termina a lato di pochi centimetri. Il Novara con il giropalla giunge sugli esterni con relativa semplicità, ma i traversoni di Gaofalo e Garufo sono quasi sempre preda dei possenti Caidi e Speranza. Ad eccezione di un’incornata di Evacuo che ancora una volta sfiora il palo alla destra di Tonti. Negli ultimi minuti il Teramo, stremato anche dall’inferiorità numerica, lascia troppo campo ai piemontesi che raggiungono il pari con un bolide imparabile di Buzzegoli. Gli ultimi minuti vedono il forcing dei padroni di casa che sfiorano il nuovo vantaggio grazie ad una conclusione del Salernitano Masullo che termina fuori di poco. Poi c’è solo il fischio finale e la gioia di Toscano ed i suoi ragazzi, premiati dal vicepresidente della Lega Pro, Antonio Rizzo.

Raffaele Cioffi

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Giornalista sportivo, iscritto all'albo dopo una lunghissima gavetta. Una passione malcelata per la Formula Uno.

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