16 Maggio 2026
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Paganese, col Bari per rinascere. Ed onorare la Storia

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DI STEFANO SICA

Ritrovare le certezze perdute e la leggerezza mentale di un tempo. Pioggia permettendo. Sì, perché, dopo il pomeriggio terribile di due settimane fa, che portò al rinvio della partita col Catania, Pagani sta vivendo un’altra giornata da incubo, con un’allerta meteo scattata solo poche ore fa e che potrebbe mettere a rischio anche il match odierno col Bari nel caso in cui il maltempo dovesse continuare a non dare tregua. Si vedrà. Nel frattempo, la Paganese è chiamata a riprendere la via smarrita e ad arrestare l’emorragia di risultati del post Avellino (tre stop esterni e un pari casalingo dopo il derby).

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UNA GRANDE PER RISORGERE – I numeri dicono che il Torre resta ancora un fortino, presidio di forza ed imbattibilità al pari di Reggina, Catania, Teramo e Casertana. Ma oggi coi biancorossi di Vincenzo Vivarini non basterà giocare solo un tempo per sfangarla. Serviranno le armi delle piccole, quelle che gli azzurrostellati hanno tirato fuori senza troppi compromessi per tenere testa a colossi come Monopoli o Reggina. Quali? L’intensità di gioco e la ferocia caratteriale, quelle che ti portano a spiazzare gli avversari coi tuoi ritmi e ad annullare parzialmente gap tecnici. Servirà una Paganese tatticamente attenta di fronte al prevedibile predominio territoriale pugliese, ma “sporca” e poco intenta a profumarsi. E poi, appunto, è necessario dar fondo a queste risorse con continuità e non a corrente alternata. La stessa continuità comportamentale che non a caso Vivarini ha chiesto ai suoi per dare una svolta alla propria stagione. Come dire: ogni partita è una finale e ogni momento di allentamento psicologico in partita può compromettere l’esito della stessa. Giocarsela a viso aperto sarà per la Paganese anche un obbligo verso la propria storia: 42 anni fa (ultimo precedente tra le due squadre in campionato), il Bari cadeva al Torre al culmine di una sfida tra le due principali contendenti per il salto in serie B. Il sogno per la Paganese durò poco: in cadetteria, nonostante la sconfitta, ci approdarono i pugliesi. Ma resta il ricordo di una pagina di calcio magnifica, di un’annata vissuta tutta d’un fiato che resterà scolpita nella storia di questa città.

LUCI ED OMBRE AL LIBERATI – Anche a Terni, la Paganese ha dimostrato di saper stare in campo, di avere idee ed equilibrio in fase di non possesso. Lo ha fatto soprattutto nel primo tempo, quando ha portato la Ternana a sbattere sistematicamente sulla sua Maginot difensiva creando persino chance più nitide di quelle rossoverdi (due su tutte con Diop e Capece). Ma la sconfitta, per quanto meritata, grida vendetta per gli errori individuali che l’hanno causata e che spesso mortificano le prestazioni positive dei singoli stessi. A partire dalla distrazione di Capece che si perde Marilungo quell’attimo fatale che porta al gol dell’attaccante. Eppure è difficile chiedere di più ad un elemento che quasi sempre fa reparto da sé per qualità e generosità. Stesso dicasi per il raddoppio rossoverde, con Perri che ritarda una chiusura abbastanza leggibile su Ferrante. Poi va anche detto che la diversa spinta propulsiva della Ternana nella ripresa ha fatto la differenza. E’ soprattutto a sinistra che la Paganese è andata in difficoltà, nella catena che ha visto Mammarella e Palumbo fare la voce grossa con la collaborazione di Marilungo, sempre apprezzabile per la propria mobilità. Hanno sofferto Carotenuto ma soprattutto Caccetta, preso sempre in mezzo ed incapace di contrapporsi fisicamente ed organicamente a questo strapotere. La Ternana ha fatto dell’inserimento delle sue mezzali, Palumbo e Salzano, il punto di forza primario per scardinare le resistenze azzurrostellate, chiamando a rimorchio Mammarella prima ancora che Parodi sull’altra corsia. Ecco perché, in definitiva, è stata una giornata da dimenticare soprattutto per gli interni di Erra (quindi anche per Gaeta), oltre che per i quinti e per Alberti, sempre un pesce fuor d’acqua (non poteva essere la sua partita, in considerazione dell’atteggiamento tattico azzurrostellato). Buone indicazioni sono arrivare solo da Diop, alla prima gara ufficiale dopo il derby con l’Avellino. Il senegalese, fresco di un meritatissimo rinnovo fino al 2021, ha stupito tutti per il proprio smalto atletico nonostante la lunga inattività. Fin quando l’attaccante ne ha avuto, la Paganese ha mantenuto viva qualche pretesa offensiva.

PROBABILE FORMAZIONE – Ma il riscatto azzurrostellato passa specialmente per il recupero a pieno regime di tutti gli effettivi, spesso falcidiati da infortuni muscolari che ne hanno limitato l’utilizzo, riducendo a volte il raggio di scelta di Erra. Rispetto alla gara di Terni, rientrerà Stendardo per Sbampato, sicuramente un elemento che finora ha dato riscontri positivi ogni volta che è stato chiamato in causa. 3-5-2 (a specchio) o 4-3-1-2 per il Bari? Lo scopriremo solo oggi.

DEFERIMENTO – Intanto è arrivato il deferimento della Procura Federale per avere, in relazione a parte delle ritenute Irpef e dei contributi Inps, utilizzato modalità di pagamento difformi da quelle stabilite dall’articolo 85 delle Noif. In sostanza, il club di Via Filettine, per l’espletamento di questo tipo di pagamenti, si è servito di un altro conto corrente nella sua disponibilità invece di quello dedicato. Un errore meramente formale che non dovrebbe comportare comunque più di un’ammenda.

About Stefano Sica 913 Articoli
Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di Footballweb

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