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Servizio di Stefano Sica @riproduzione riservata
Un brodino caldo che spezza una lunga astenia da trasferta ma che rimanda ancora l’appuntamento con la vittoria e con un più auspicabile consolidamento nella zona play-off. Più di tanto, forse, non avrebbe potuto fare la C. Frattese nell’anticipo del sabato allo Ianniello contro il San Giorgio, finito con un pari che tutto sommato rispecchia abbastanza fedelmente l’andamento del match. Moltissime le assenze tra i nerostellati, con un centrocampo tutto da reiventare a causa delle defezioni degli squalificati Perna e Claudio Costanzo. Anche questa congiuntura ha indotto il tecnico Andrea Ciaramella ad accantonare per un pomeriggio il 4-3-3 per mettersi a specchio con i granata, schierati con un 4-2-3-1 che ha esaltato l’eclettismo sulle fasce di Minicone e Muro (ex di giornata). Gara sicuramente volenterosa per i nerostellati, ma spesso confusionaria e poco incisiva, specie nel primo tempo.
FRATTESE A META’ – Era chiaro che, con un’ossatura titolare rinnovata nel modulo e negli uomini, la squadra di Ciaramella potesse incontrare qualche intoppo. Si è avvertita oltremisura l’assenza di Costanzo, nella qualità e nella costruzione del gioco. Del resto il capitano, il quale proporrà ricorso dopo la squalifica di tre giornate rimediata nel post Casoria, non è uno a cui i nerostellati possono rinunciare facilmente. La Frattese ha provato ad imporsi maggiormente in ampiezza, ma mai ha trovato la giusta profondità nel primo tempo, andando a sbattere sistematicamente contro la difesa ospite. E di vere occasioni non se ne sono viste. Meglio la ripresa, quando i padroni di casa hanno gettato il cuore oltre l’ostacolo aumentando ritmi ed intensità. E creando diversi grattacapi a Capece.
I SINGOLI – In difficoltà Allegretta, terminale offensivo oramai obbligato ma opposto stavolta ad una difesa sempre abbastanza vigile e, all’occorrenza, fisica. Non molto brillante anche Somma, inserito come supporto centrale di Allegretta. L’ex esterno del Pomigliano ha avuto il limite di portare troppo palla facendosi spesso silenziare nei raddoppi di marcatura. E’ evidente che l’esperimento tra le linee non ha funzionato. In mediana, Seck (colpevole solo nel finale quando ha smarrito gravemente la posizione su Palumbo in occasione di un corner avversario) ha fatto gli straordinari dovendo rimediare anche alla giornata negativa di Gervasio Costanzo. Troppo indolente il jolly di Frattamaggiore che, nel primo tempo, si è intestardito con due conclusioni dalla distanza assolutamente velleitarie e, successivamente, è apparso apatico e mai battagliero. Ciaramella lo ha tenuto in campo 90 minuti ma mai come in questo caso un suo avvicendamento in corso d’opera sarebbe stato preferibile (in panchina sedevano Passeri e Castaldo). Positiva, tutto sommato, la prova del pacchetto difensivo, con una sola macchia in pieno recupero quando un banale penalty avrebbe potuto privare i nerostellati di un punto sacrosanto. Milvatti (fino a quel momento comunque positivo) si fa saltare facilmente da Ioio e il neo entrato Capitelli scivola in modo inopinato vedendosi quasi “costretto” a frenare il pallone con la mano con l’attaccante granata ormai lanciato a rete. Menzione a parte per Angelo D’Auria, strepitoso e decisivo. Ciaramella, con qualche over di troppo indisponibile, lo ha rimesso subito in gioco e l’ex San Tommaso ha ripagato cotanta fiducia con una prestazione da urlo, ascrivendo a tabellino non solo il rigore parato a Ioio ma anche due miracoli su Muro e Palumbo nella ripresa. Gara da vero professionista, considerato lo scarso minutaggio a cui era stato sottoposto finora a beneficio del giovanissimo Fusco. Pollice alto per Solimene, mentre Petito si è distinto solo per il gol del pari, avvenuto con un’incornata degna di un vero avvoltoio dell’area di rigore. In precedenza, il biondo esterno non aveva fornito un apporto più di tanto sostanzioso, sebbene Ciaramella lo avesse anche cambiato di corsia (da destra a sinistra). Meglio da centravanti. Magari è una soluzione che potrà essere riprovata per testarne meglio le potenzialità complessive. Riuscire a rubare il tempo sul colpo di testa vincente ad un elemento molto più strutturato come Viscovo, è stato molto bello da vedere. Apprezzabili i dieci minuti finali di Maurizio Costanzo, alla prima apparizione in campionato. Omonimia prestigiosa ma nessuna emozione in campo per il terzino classe ’98, subentrato a sinistra a Pezzullo.

FUORI DAI PLAY-OFF – I risultati degli altri campi in definitiva sorridono ai nerostellati, che mantengono il quinto posto grazie al pari esterno del Mondragone a Forio. Tuttavia l’Afragolese, uscita indenne dal big match col Savoia, mantiene sempre quei 12 punti di vantaggio che, per regolamento, allo stato attuale estrometterebbero la Frattese dagli spareggi (la distanza tra la seconda e la quinta non deve superare i nove punti di margine). Scorie di un cammino non all’altezza di quello proposto nel girone d’andata, quando i nerostellati, nelle prime otto giornate, avevano totalizzato 16 punti (quattro vittorie ed altrettanti pareggi) fino all’1-1 esterno col San Giorgio. Dopo il giro di boa, sono solo nove i punti accumulati, col progressivo scivolamento dal terzo al quinto posto. Una tendenza che occorre invertire ma che è legata anche ad una fase involutiva nel reparto avanzato (sarà complicato rinunciare a Spilabotte) che, peraltro, non ne è uscito rinforzato dal mercato invernale.
ANCORA TORTI ARBITRALI – Non si può dire che la Frattese viva una particolare luna di miele con la classe arbitrale. Anche sabato, la direzione di Criscuolo (della sezione di Torre Annunziata) ha lasciato, a giusta ragione, scontenta la dirigenza nerostellata. Inesistente il rigore concesso al San Giorgio (Pellini coglie palesemente il pallone nel tackle con Di Micco): un episodio che ha messo in discesa la gara dei granata penalizzando oltremisura i nerostellati, costretti ad un ingiusto inseguimento. Ma più in generale è stata la conduzione del match poco uniforme, sia dal punto di vista disciplinare nella scelta delle ammonizioni, sia tecnico nell’interpretazione dei falli. Ne ha beneficiato il San Giorgio, con la Frattese ricacciata nella parte della cattiva nonostante una partita guidata sui binari della correttezza e del rispetto. Peccato. Perché non si avverte proprio il bisogno di condizionamenti esterni che vadano ad aggravare un quadro già di per sé difficile.

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