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Vittoria e paura. Stefano Liquidato, allenatore del Nola, non si nasconde e non cerca alibi. I suoi bianconeri hanno concesso tre reti al San Vito Positano, che ha creato qualche patema di troppo ad una gara che, dopo il primo tempo, sembrava già chiusa. Ecco le dichiarazioni dell’allenatore di Baiano ai microfoni di FootballWeb:
L’ANALISI – “Vittoria importante, ma con tanta sofferenza. Sofferenza che è scaturita da noi stessi, perchè abbiamo fatto tutto noi. Abbiamo segnato 4 reti, ci siamo fatti buttare fuori – parlo di Carletto (Sacco, ndr) – come deficenti, fatemi passare il termine. Ci abbiamo messo tanto del nostro per far fare tre gol agli avversari. Se non vado errato, in due delle tre segnature del Positano avevamo palla noi. E’ assurdo dover subire un rigore da un disimpegno come quello in occasione del primo gol. Anche in occasione del terzo, abbiamo subito un contropiede evitabile. Forse dobbiamo pensare agli errori fatti oggi e non ripeterli sabato prossimo col Sant’Agnello, perchè è una partita da non sbagliare, dove abbiamo tutto da perdere e dove dobbiamo dare più di quanto abbiamo dato oggi.”
BANDO ALLA PAURA – “Non credo nella sfortuna. Penso che nel calcio bisogna stare molto attenti e sfruttare meglio quelle ‘mezze palle’, sia a favore che contro, in maniera diversa. C’è anche, però, da sottolineare che chi è subentrato dalla panchina è entrato molle. Mi sono arrabbiato, ad esempio, con Tagliamonte, perchè è entrato a 10 minuti dalla fine e dopo 5 minuti aveva già le mani sui fianchi. Non è giusto che un ragazzo del ’99, poco dopo essere entrato in campo, già vaghi per il rettangolo di gioco. Non è giusto nei confronti dei D’Abronzo, dei Sacco, dei Vaccaro e dei suoi compagni che hanno scaricato il contachilometri. E’ brutto nei riguardi di chi non è under e dà qualcosa in più degli under. Mi aspetto quanto meno la quantità. E’ andata bene, va bene così, ma non si può soffrire così tanto, perchè non possiamo avere paura.”
UMILTA’ E TESTA BASSA – “Se andiamo ad analizzare il nostro cammino, abbiamo sempre avuto difficoltà con le squadre che sono sotto di noi in classifica. Significa che non approcciamo bene la gara, anche se oggi siamo partiti bene e abbiamo segnato su situazioni da piazzato che proviamo in allenamento. Il che vuol dire che c’è stata concentrazione. Tuttavia, noi ci dobbiamo rendere conto che non siamo dei fenomeni. Secondo me, a Faiano abbiamo pagato proprio questo. Quarantaquattro minuti a fare gioco e poi siamo spariti totalmente dal campo, come abbiamo fatto anche oggi negli ultimi dieci minuti. Si arrancava e in certe situazioni cincischiavamo e prendevamo ripartenze che non dobbiamo concedere.”
PRESSIONI VIETATE – “Penso che questa sia una squadra che deve stare tranquilla e non subire pressioni. Finchè abbiamo rincorso, la squadra andava a mille, si giocava alla grande e non si pensava al risultato. Adesso, invece, pensiamo anche al risultato e questo non va bene. Bisogna stare sciolti e provare a fare quanto di meglio possibile, tanto ci siamo là sopra. Mancano poche partite e dobbiamo cercare di sfruttare tutto quello che ci dà la classifica e il campionato. Non dobbiamo, però, dimenticare che questa era la quarta partita consecutiva casalinga giocata a porte chiuse, senza il supporto dei tifosi. Per cui va dato merito anche ai ragazzi, perchè, se da una parte mi arrabbio, dall’altra c’è da dargli anche la carota, perchè sono stati gli errori individuali a concedere questi gol che, in genere, non concediamo.”

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