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Servizio di Luca Alvieri @riproduzione riservata
Non lo ferma più nessuno il Venezia di Pippo Inzaghi, che ieri ha dato l’ennesima prova di forza, sottomettendo il Padova di Brevi per 3-1, nella semifinale di ritorno di Coppa Italia Lega Pro. Forte del gol siglato in trasferta, nell’andata finita 1-1 a Padova, i veneti non dovevano far altro che legittimare il vantaggio, spazzando via ogni dubbio sulla quasi scontata qualificazione, visto il loro ottimo stato di forma, attaccando già dal primo minuto i biancoscudati.
L’ex tecnico rossonero rinuncia al tridente pesante Marsura-Moreo-Geijo, schierando Fabiano, Ferrari e Caccavallo, nel suo solito e solido 3-4-3. Come detto, i ragazzi di Inzaghi dovevano partire forte già dal primo minuto, e infatti, dopo nemmeno due minuti, il Venezia passa subito in vantaggio con un gran sinistro sotto la traversa da parte di Fabiano, servito con i tempi giusti da Ferrari: 2 minuti ed è già 1-0. Si mette subito bene per i padroni di casa, che cercano di non far ragionare gli avversari, mettendogli pressione. Il Padova, però, non sta di certo li a guardare e al quarto d’ora, impegna seriamente il portiere Vicario, che effettua una gran parata sulla bella conclusione dal limite di Boniotti. Continui capovolgimenti di fronte e occasioni da ambe due le parti, caratterizzano una bellissima gara, che nel primo tempo però, non ha ancora trovato un padrone.
Il secondo tempo, invece, è tutta un’altra storia. Il Venezia infatti inizia la seconda frazione di gioco, esattamente come aveva iniziato la gara e ad accorgersene per primo, è senza dubbio Favaro, che sul potentissimo mancino di Caccavallo, a nemmeno 2 minuti dalla ripresa, non può far altro che guardare il pallone stampare il logo “Puma” sulla traversa. Una sassata senza eguali quella del numero 20 lagunaro. Pochi istanti dopo però, Stulac decide di far venire giù il Penzo, rubando palla a centrocampo, per poi farsi 30 metri palla al piede, prima di scagliare dal limite dell’area un tiro che nemmeno il legno stavolta può salvare il portiere padovano: 2-0 e finale sotto chiave. Sembra tutto facile adesso per il Venezia, che però, a mezz’ora dalla fine, deve rifare i calcoli per il passaggio del turno; perché De Cenco, con la goffa complicità di Vicario, mette dentro il clamoroso pallone dell’1-2. Solo un altro gol del Padova e addio finale per la squadra di Inzaghi, che però, capisce il momento e dopo appena 8 minuti, rimette ogni cosa a suo posto: calcio di punizione di Stulac, sponda si Malomo e zampata vincente di Fabiano, che sigla la doppietta. Un gol da manuale del calcio questo del Venezia, che mette in discesa gli ultimi venti minuti del match. Infatti, da qui in poi, in campo si sono visti soltanto i lagunari, che avrebbero potuto portarsi sul 4-1 almeno in altre 3 nitide occasioni, sempre con Ferrari protagonista.
Finisce dunque cosi al Penzo di Venezia, dove i ragazzi di Inzaghi, hanno dimostrato, pur non in modo eclatante, di essere nettamente superiori al Padova; essendo capaci di aprire e chiudere la partita, qual’ora lo si voleva fare. Prossimo obbiettivo: tenere la testa del campionato fino all’ultimo minuto dell’ultima partita del girone. Perché se si pensa già alla finale, i sogni rimarranno fra le nuvole. A tifare per il Venezia, d’ora in poi, non saranno solo i supporters arancioneroverdi, ma anche le squadre del girone C; perché se dovesse arrivare primo, sfidando il Matera in finale, che ha eliminato l’Ancona, aggiungerebbe da regolamento un posto playoff nel girone dei lucani.

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