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Sevizio di Luca Alvieri @riproduzione riservata
Il 27 agosto del 2010, Fabio Quagliarella passa ufficialmente dal Napoli alla Juventus e inevitabilmente, viene “condannato” ad essere un traditore. Nessuno sapeva il vero motivo della sua improvvisa cessione, tutti i tifosi erano contro di lui, l’amore verso “Masaniello” era diventato odio e la vita di Fabio, da li a poco, ha iniziato a prendere davvero una brutta piega.
Poche settimane fa, dopo il gol dell’1-1 siglato al Ferraris contro il Cagliari, ai microfoni di SKY Fabio Quagliarella ha finalmente raccontato, fra le lacrime, la triste verità: “Ho vissuto 5 anni di inferno, dove sono stato accusato di essere un pedofilo, un camorrista e subito svariate minacce di morte”. Ora però, cerchiamo di fare ordine.
Tutto ebbe inizio circa 6 anni fa, quando nella vita del calciatore, iniziò ad entrare la figura di Raffaele Piccolo, un poliziotto esperto di informatica, presentatogli dal suo migliore amico, perché aveva avuto dei problemi con delle password sul suo pc. Da li a poco, questo Raffaele, iniziò ad essere più che un semplice tecnico, ma ben si un amico di famiglia. Insomma, una persona fidata. Dopo poco, però, iniziarono ad arrivare delle lettere anonime e soprattutto minatorie, con minacce di morte e di fotografie di ragazzine nude, accusandolo di essere un pedofilo. L’inferno, ebbe inizio.
Le lettere non sono poche, sono centinaia e centinaia, come racconta lo stesso Quagliarella in un servizio delle Iene. In queste lettere lo accusano di ogni male possibile, dalla già citata pedofilia, all’affiliazione con la camorra. Un giorno, addirittura, fuori la porta di casa il padre trovò una bara con sopra la foto di Fabio. Inutile dire che iniziarono a vivere nel terrore più assoluto. Questo Raffaele, che si era guadagnato la piena fiducia della famiglia, si era incaricato, in quanto poliziotto, di presentare lui stesso ogni tipo di denuncia. Aveva anche avvisato loro di prendere ogni lettera con una pinzetta, o cose del genere, in modo di poter poi mandare tutto alla scientifica per far controllare le impronte digitali. Insomma, la vita di Quagliarella e della sua famiglia, era nelle sue mani. Già, era completamente nelle sue mani, perché neanche a dirlo, era proprio lui, l’artefice di tutto questo sporco raggiro. E oltre che a rovinargli la vita, gli ha “rovinato” anche la carriera; iInfatti, Raffaele, come mandava le lettere a casa di Fabio, le mandava anche alla società del Napoli, dicendo che lui era indagato per calcio scommesse, che c’entrava con la camorra e tutte quelle cose orribile che si è inventato fino ad ora. Il Napoli poco dopo, a sua insaputa, lo cedette alla Juve.
L’incubo adesso è raddoppiato e Quagliarella non solo deve combattere contro un anonimo stalker, ma è stato anche costretto a lasciare il suo più grande sogno, per un’amara menzogna. Lui sognava di diventare il capitano del Napoli e di restare a giocare per la sua città ancora per molti anni. Purtroppo però, il sogno si infranse. Quindi oltre a non poter mettere piede fuori per paura che lo uccidessero, Fabio era costretto a nascondersi ogni volta che scendeva per strada, per paura che qualche tifoso lo beccasse con la perfida parolina.
Un giorno però, questo Raffaele commette un piccolo errore, che però, non sfugge agli occhi del padre: una mattina il padre di Fabio viene chiamato da Raffaele, il cui gli dice di essere stato minacciato anche lui e decidono di incontrarsi al bar per parlarne. I due chiacchierano, bevono il caffè e si salutano, ma proprio in quell’istante, il padre gli chiede di vedere il messaggio che gli è arrivato; lui però, ammette di averlo cancellato. Da li i dubbi del padre crescono sempre di più, tanto da diventare addirittura certezze e decide, insieme al figlio, di denunciare tutto alla polizia…quella vera. Poco dopo, infatti, Raffaele viene condannato per stalking e gli vengono sentenziati 4 anni e 8 mesi di reclusione. Pena che però, non sconterà, perché l’efficienza della legge italiana è pari a zero e grazie all’appello concessogli, non riceverà nemmeno un misero giorno di galera. Ma questa, è un’altra storia.
Fatto sta che dopo 5 lunghissimi anni vissuti nel terrore e nella menzogna, Fabio Quagliarella ha potuto finalmente liberarsi da tutte quelle false accuse che lo hanno contraddistinto nella vita e nella carriera, dove purtroppo, ha lasciato “qualcosa di incompiuto”. Onore a te Fabio, che in tutti questi anni, nonostante tutto, hai saputo reagire da vero uomo, lasciandoti scivolare via qualsiasi minacce e accuse, continuando ad allenarti con professionalità, senza mai pensare di mollare il tuo più grande sogno. Per il secondo, invece, sono sicuro che il destino ti verrà incontro, perché proprio come ci hai insegnato tu…tutto si può superare!

#NO_ALLO_STALKING

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