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Può sembrare assurdo, soprattutto per chi non segue il calcio ed è solito assumere un atteggiamento di superiorità e orgoglioso distacco nei confronti degli appassionati della materia, ma quella che è stata la gara tra Juventus e Napoli dell’altra sera ha fotografato la situazione politica e culturale con relativa degenerazione, che sta attraversando il paese ai giorni nostri. Si affrontavano due squadre agli antipodi non solo geografici, storici e culturali, ma anche e soprattutto in quello che, oggi come oggi, conta più di ogni altra cosa, ovvero il peso economico e il relativo potere che esso determina. Abbiamo visto e sentito tutto e il contrario di tutto, prima durante e dopo la partita, veicolati come sempre da organi di informazione che per un motivo o per l’altro, generalmente accordi commerciali e quindi vile denaro, la raccontano come più fa comodo. La partita non è stata altro che un breve seppur movimentato intermezzo tra discussioni e polemiche che continuano e continueranno per giorni, forse mesi, qualche ottimista penserà anni, e francamente non me la sento di dargli torto. Lo spettacolo offerto nel post partita su quella che dovrebbe essere la Televisione di Stato, è parso indegno, replay indecifrabili con conduttori in studio che non manifestavano alcun dubbio sulla validità decisioni arbitrali, benché più di qualche perplessità meritassero gli episodi dei due rigori assegnati dall’arbitro Valeri. Invece niente, le proteste napoletane venivano frettolosamente derubricate come insensate e da qualcuno prontamente riportate nel recinto del solito vittimismo, poi ecco il colpo di teatro, il tweet di protesta del sito ufficiale Calcio Napoli utile a spostare l’attenzione e ribaltare l’indignazione. Insomma i soliti metodi utilizzati da chi compie consapevolmente una cattiva azione e non aspetta altro che incolpare qualcun altro del suo atto riprovevole. I fatti accaduti in campo dicono, che nel primo tempo il Napoli gioca bene tiene testa alla Juventus controllando maggiormente la palla, effettuando un numero maggiore di conclusioni verso la porta avversaria, e andando in vantaggio meritatamente, anche se il ‘mignolo’ di Callejon era fuorigioco (questo prontamente rilevato dagli attenti dipendenti RAI). Siccome non è fuorigioco nemmeno se avesse avuto tutto il braccio, il gol è regolare e il Napoli chiudeva il primo tempo in vantaggio. Nel secondo tempo qualcuno aveva l’esigenza di correre ai ripari, costi quel che costi, allora anche i tuffi vanno bene e per questo ci sono due campioncini della disciplina, l’argentino Paolo Dybala dal trampolino e il colombiano Quadrado dalla piattaforma. Dopo pochi minuti l’argentino si presenta in area davanti a Koulybaly ed appena lo vede gli effettua un carpiato rovesciato addosso con annesse scene di dolore e disperazione, insomma roba che nel 99% dei casi costa l’ammonizione per simulazione in quel caso portano ad un rigore sacrosanto per la gioia di tutto il popolo juventino, l’associazione arbitri e i commentatori Rai. Più tardi alquanto sconcertato scoprirò dal Signor Sconcerti, che il fallo c’era, era un fallo di pestone, si perché la dinamica del tuffo si spiega con il pestone ricevuto sull’alluce. Ovviamente questi episodi condizionano a livello nervoso e dopo poco è il portiere napoletano che la combina grossa andando a farfalle e regalando il vantaggio all’ex di turno, Higuain fa 2 a 1. Anche Sarri va in confusione quando toglie l’unico in grado di verticalizzare il gioco in quelle circostanze, Hamsik fuori e Napoli non più in grado di nuocere. Ma la categoria arbitrale ha in serbo ancora qualche sorpresa, si perché su un calcio d’angolo in area juventina dove Albiol termina a terra toccato da Pjanic e dove francamente non ritengo ci fossero gli estremi per concedere il rigore, a meno che il metro di giudizio non sia quello dei falli di pestone, e allora è rigore tutta la vita, si verifica un rovesciamento di fronte e l’altro campioncino di tuffi colombiano trova Reina davanti che gli devia la palla (lo vedono tutti tranne l’arbitro) ma lui pensa bene di non saltarlo ma di tuffarsi sopra. L’arbitro pronto con il fischietto già prima che arrivasse la palla a Quadrado non aspettava altro. Ora questi sono gli episodi che hanno determinato il risultato, due rigori inventati regalano la partita e forse la qualificazione alla Juve, si può dire? Alla Rai evidentemente NO, conduttori conduttrici e opinionisti si affannano a dichiarare che tutte le decisioni arbitrali sono perfette , non c’è il minimo dubbio. Chissà forse perchè il grande sponsor paga bene e non apprezzerebbe una cattiva pubblicità nei confronti del proprio club ne tanto meno verso la categoria arbitrale di cui è unico sponsor. I soldi si sa, fanno girare il mondo anche quello del calcio, ma almeno risparmiateci tutta questa ipocrisia. Insomma credevamo che con le condanne a Moggi e Giraudo poi passate in prescrizione, Calciopoli e un certo potere fossero spariti per sempre…e alla fine questa è la battuta che mi è riuscita meglio.

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