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Per la rubrica “Accadde oggi” ricordiamo il giorno, 2 Marzo del 1980, in cui uno dei tempi del calcio italiano come lo stadio San Siro fu intitolato a Giuseppe Meazza. L’occasione fu proprio un derby fra Inter e Milan. La sfida fu vinta dai nerazzurri con un gol di Lele Oriali al 77° minuto della ripresa. Giuseppe Meazza è considerato uno dei calciatori più forti in Italia e uomo che ha legato la sua vita all’Inter. Stiamo parlando di un calciatore, uno dei più forti in assoluto, che vinse due Mondiali con la maglia della nazionale azzurra. Un’edizione nel 1934 e un’altra nel 1938. Inoltre è, attualmente, il secondo miglior marcatore della storia del club nerazzurro dietro solo a Riva. Fu proprio lui, poi, a scoprire il talento di Sandro Mazzola che rese l’Inter grande negli anni a seguire. « Grandi giocatori esistevano già al mondo, magari più tosti e continui di lui, però non pareva a noi che si potesse andar oltre le sue invenzioni improvvise, gli scatti geniali, i dribbling perentori e tuttavia mai irridenti, le fughe solitarie verso la sua smarrita vittima di sempre, il portiere avversario. »: queste le parole di Gianni Brera, storico giornalista italiano morto nel 1992 che ha lasciato un’impronta forte nella storia del giornalismo sportivo. Il centrocampista o attaccante aveva delle spiccate doti tecniche. Come dice Brera, non fu di certo la più elevata bravura altrui a metterlo in secondo piano. Un calciatore che lasciò il segno nella storia del calcio italiano. Sì, uno di quei segni così profondi da rimanere nella storia. Concludiamo l’articolo con le parole di Luigi Garlando, altro giornalista sportivo italiano. Un simpatico modo per ricordare Meazza. “Meazza faceva così” riprende il Giacomo: “si fermava davanti al portiere, lo invitava a uscire, come il torero col drappo rosso in pugno: Aca toro!. Il portiere usciva dai pali, il Peppino lo aggirava e metteva il pallone in rete. Un giorno lo ha fatto per ben tre volte col portiere della Roma, Ballante: tre gol. La quarta volta il guardiano è rimasto inchiodato sulla linea di porta. Il Peppino allora ha fatto qualche passo avanti e ha messo in rete senza problemi. Ballante ha festeggiato col gesto dell’ombrello: Tiè!. Meazza gli ha fatto notare: Guarda che il pallone è entrato. Lo so – ha risposto il numero uno –. Però stavolta non mi hai fregato. Non sono uscito! Capisci, Ambrogio? Il Peppino faceva diventare matti i portieri”.
Noi ci rivediamo al prossimo “Accadde oggi”! Ed un saluto a “Peppino” Meazza, bandiera del nostro calcio italiano e bandiera storica dell’Inter. Quest’articolo è in sua memoria.

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