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Servizio di Valerio Lauri ©riproduzione riservata
BUFFON: 6. Anche oggi poco impegnato, ancora meno che contro il Belgio. La sua porta rischia poco, anche per la scadentissima mira degli svedesi. Ibra agisce più da rifinitore che da punta e per lui è un’ottima notizia.
BARZAGLI: 6,5. Partita di giudizio, di equilibrio e del solito mestiere che si porta nella cassetta degli attrezzi. Non va in affanno quasi mai, anche perchè, dalle sue parti, Candreva lo aiuta spesso ripiegando con puntualità.
CHIELLINI: 7. Pronti via e sono già sportellate con Ibrahimovic. Poi passa a “menare” (in senso buono) a turno tutti gli incursori del centrocampo dei nordici. Dalle sue parti non si passa, l’invito (agli ottavi) ce l’hanno solo quelli con la maglia azzurra.
BONUCCI: 6,5. Dopo la gara monstre contro il Belgio, questa volta si accontenta di una partita diligente e accorta da centrale di difesa, chiudendo con dovizia gli spazi. I lanci illuminanti non gli riescono, gli interventi difensivi sì, e pure bene.
FLORENZI: 6,5. La fascia sinistra non gli calza alla perfezione e lui fa quello che può. Preciso in difesa, rapido nelle sovrapposizioni, ma perde di efficacia nella fase offensiva, dovendo rientrare spesso e volentieri sul destro per crossare.
CANDREVA: 6,5. Diciamolo chiaramente: giocare da esterno nel 3-5-2 di Conte, per lui, è dispendioso dal punto di vista fisico. Lui, però, si sacrifica con impegno, rivelando insospettabili doti difensive e sfiorando anche la rete, quando c’è da attaccare.
DE ROSSI: 6. Lì in mezzo al campo, è tutto un alzare gomiti e beccarsi ancate. Ma la forgia del duro non gli manca e si fa sentire su chiunque passi dalle sue parti. Pecca in impostazione, dove servirebbe maggiore lucidità nel far girare palla.
PAROLO: 5,5. Ancora una volta, un primo tempo da spaesato per il centrocampista della Lazio. Sembra un pesce fuor d’acqua e soffre l’intraprendenza svedese dei primi 45′. Meglio nel secondo tempo, quando la traversa gli nega di travestirsi da man of the match.
GIACCHERINI: 6. L’affiatamento con Florenzi sulla sinistra non è dei migliori e la catena di centrocampo non sembra ben oleata. Ne risente, risultando timido e quasi ectoplasmico nella prima frazione. Con l’affievolirsi delle energie svedesi viene fuori meglio.
EDER: 6,5. Partita durissima per l’italo-brasiliano, costretto a vedersi svolazzare sulle spalle i giganti svedesi. Riceve pochi palloni nei piedi, come piace a lui. Uno, però, è quello decisivo, che lui trasforma in una rete importantissima per il passaggio ipotecato agli ottavi.
PELLE’: 5,5. Anche per lui il compito era arduo. Granqvist e Johansson non gli lasciano un pallone alto e lui si ritrova isolato, a cercare invano di confezionare sponde. Conte lo sostituisce con Zaza, quando anche le energie lo abbandonano.
ZAZA: 6. Prende il posto di Pellè, debuttando all’Europeo e ci si fionda con cattiveria. Al minuto 88′ regala, di forza, ad Eder la sponda che porta al gol del compagno di reparto. Probabilmente Conte gli concederà spazio contro l’Eire.
THIAGO MOTTA: 6. Conte gli ordina di far respirare il centrocampo azzurro, facendolo entrare al posto di De Rossi, e lui obbedisce. Le sue geometrie sono preziose nell’ultimo quarto d’ora, anche e soprattutto nel finale convulso a difesa della vittoria.
STURARO: s.v. Pochi minuti concessi al mastino di centrocampo, che tocca più caviglie che palloni. Ma la sua corsa era un ingrediente importante per conservare il risultato.
C.T. CONTE: 7. Fatica a comprendere cosa non funzioni nella sua Italia del primo tempo. Si fa sentire negli spogliatoi e l’atteggiamento della ripresa è diverso. L’ingresso di Zaza al posto di uno spento Pellè, di fatto, risolve la pratica. Anche stavolta è lui il vero top player di questa nazionale.
Twitter: @Val_CohenLauri

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